Tempo (2)

(Roberta Baroni)

Oggi viviamo in una società omologata al tempo virtuale, al tempo tecnologico, quello esterno, razionale, maschile, scandito dal ticchettio dell’orologio ormai inesorabile ed imprescindibile.
Ma la società è composta da soggetti, uomini e donne, che oltre a dover vivere in sequenze temporali socialmente riconosciute e standardizzate, vivono ritmi biologici, all’interno dei quali il tempo psichico è quello che nasce dai processi interni e che dipende dalla personalità di chi vive quel tempo e dal contesto in cui lo vive . In tutte le sue componenti : mentali, emotive, razionali, ideative, volitive, mnemoniche è sempre breve il tempo quando la dimensione è intensa, piacevole, intima, ed è sempre lungo il tempo dell’attesa, della rabbia, della noia, del dolore).

Il tempo interno non è il TIC TAC  delle lancette, sempre regolari, uguali, precise, identiche, immutabili, ma è il TUM TUM del battito del cuore, accelerato o rallentato; è il tempo della maturazione della vita intera, del permanere.  E’ il tempo femminile.
Come femminile è sempre la fatica. Sono le donne che da sempre e sempre di più devono continuamente conciliare, integrare, far coesistere il giusto tempo del lavoro e delle esigenze produttive (tic tac) con il tempo della riproduzione ed assistenza della procreazione, della nascita, della cura ( tum tum).

In una società tecnologica, definita “universo fluido”, in cui non c’è tempo per il tempo interno, reale, ma solo per quello esterno, virtuale, innaturale, accelerato , del tutto e subito, la dimensione del passato sembra essere solo “roba scaduta” e quella futura, priva di senso poiché il tempo artificiale riproduce solo se stesso...


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