<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588</id><updated>2011-12-02T17:05:36.642-08:00</updated><category term='Tempo'/><category term='Felicità'/><category term='Transfert'/><category term='Problem Solving'/><category term='Relazione Terapeutica'/><category term='Nachträglichkeit'/><category term='Edelman Gerald'/><category term='Psicologia Cognitiva'/><category term='Disturbi Somatoformi'/><category term='Diagnosi'/><category term='Gioco d&apos;azzardo'/><category term='Bourdieu Pierre'/><category term='Equilibrio'/><category term='Facilitatore'/><category term='Oltre la Psicologia'/><category term='Matematica e Psicologia'/><category term='Metacognizione'/><category term='Psicologia dell&apos;infanzia'/><category term='logoterapia'/><category term='Inconscio'/><category term='Superstringhe'/><category term='Sistemico-Relazionale'/><category term='Sviluppo Sociale'/><category term='Strategia k'/><category term='Psicoterapia'/><category term='Animalismo'/><category term='Psicologo'/><category term='Dipendenza'/><category term='Depressione'/><category term='Immagini Mentali'/><category term='Bologna'/><category term='Attaccamento'/><category term='Winnicott'/><category term='Gruppoanalisi'/><category term='Neuropsicologia'/><category term='Colloquio Psicologico'/><category term='Freud'/><title type='text'>Psicologo Bologna</title><subtitle type='html'>massimo zanetti psicologo bologna,
ansia, dipendenza, disturbi alimentari, stress,
iscrizione albo psicologi emilia-romagna sez. a - 2590,
certificazione europea in psicologia europsy - 274</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://psicologobologna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>103</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6927279107531181496</id><published>2011-09-05T08:53:00.000-07:00</published><updated>2011-09-05T08:53:04.663-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='logoterapia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Logoterapia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Logoterapia di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Viktor_Frankl" target="_blank"&gt;Viktor Frankl&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Si tratta di un metodo terapeutico  in cui viene analizzata l’esistenza del paziente ed in cui si  chiariscono le contingenze del passato, del presente e si fanno  previsioni per il futuro; consiste in un accostamento dialettico tra  medico e paziente , con l’obiettivo di raggiungere una sempre maggiore  comunicazione reciproca alla luce della coscienza.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;La logoterapia considera l’uomo come un tutto FISICO-PSICHICO-SPIRITUALE.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Lo  scopo massimo della logoterapia è che il paziente (da solo) arrivi a  comprendere la necessità di valersi delle proprie forze per decidere  della propria vita (nei limiti del possibile).  È altresì importante che  comprenda la necessità di assumersi le proprie responsabilità di fronte  a se stesso ed agli altri, per quanto duro sia il destino di cui è  gravato. Tutto ciò senza dover chiedere consiglio al medico sul modo di  risolvere le sue particolari questioni ed arrivando (la condizione  ideale) a non indulgere mai nell’identificazione col terapeuta.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Secondo  Frankl i successi che si ottengono in psicoterapia non sono dovuti al  puro e semplice, per quanto abilissimo, impiego di una tecnica.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Essere  uomo significa essere cosciente e responsabile. Non è vero, secondo  Frankl, che alla base di ogni creazione artistica o esperienza religiosa  rimossa vi siano solo complessi sessuali rimossi come non è vero che  non siano altro che mezzi per raggiungere uno scopo e che siano solo  espressioni di tendenze sostanzialmente negative.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;La psicoanalisi  vuole adeguare l’individuo e le sue pulsioni al mondo esterno. La  psicologia individuale non pretende dal nevrotico un semplice  adattamento ma una riforma di se stesso (il volere dell’io). La  logoterapia si chiede se non si possa aggiungere una terza categoria,  allo scopo di cogliere un’immagine dell’uomo completa dal punto di vista  fisico, psichico e spirituale. Tale terza categoria è L’appagamento  esistenziale, dell’intimo (trovando il vero posto che dovremmo occupare  nella vita).&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Spesso il paziente chiede cosa stia a fare al mondo e,  pur riuscendo a spiegargli l’origine psicologica del suo malessere, a  volte se ne sfiora solo il disagio.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;La  logoterapia è proposta come complemento alla psicoterapia per poter  cogliere la totalità psichico-spirituale dei pazienti. La si potrebbe  definire una terapia che parte dallo spirito.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Spesso, soprattutto  nella nostra cultura, ci si perde dietro ai mezzi di realizzazione dei  valori, dimenticando lo scopo finale (cioè i valori stessi). Voler dare  un significato alla propria vita non ha nulla di patologico; nel caso in  cui si palesino sintomi clinici è nostro compito (ed è nostra  possibilità) offrire sostegno spirituale per poter superare le  incertezze esistenziali. Questo soprattutto nei casi di disturbi mentali  attribuibili a cause esogene.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Nietzsche: “Chi ha un perché per vivere, sopporta qualsiasi come”.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Occorre  agire, in senso goethiano, realizzando i valori che si offrono; occorre  tentare di fare la miglior mossa, considerando il contesto in cui si  vive (e nei limiti della legalità). Il senso della vita è differente a seconda  del contesto. Occorre agire accettando la possibilità di perseguire  la meta solo parzialmente.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Goethe: “Se prendiamo gli uomini quali  essi sono li rendiamo peggiori; se invece li consideriamo quali essi  dovrebbero essere, li faremo quali essi possono diventare”.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;L’esistenza  è irreversibile, come un film in cui non si può cancellare la pellicola.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Frankl va letto  considerando l’ontologia della persona, del paziente, quindi oltre la  condizione biologico-psicologica. Purtroppo la vita spesso impone  condizionamenti che possono condurre le persone a rifugiarsi nelle proprie  nevrosi.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Frankl è interpretabile come un convinto possibilista della  facoltà umana di “modificare” il proprio destino. L’accento posto da  Frankl su tale possibilità si origina dall’intento di respingere la  reificazione ed il riduzionismo nei confronti dell’essere umano.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b style="font-family: times new roman,serif;"&gt;Terapia  psichica, quindi, da considerare come modalità inter-umana che può  ricondurre il paziente ad una esistenza a cui sia attribuibile un senso.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: times new roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6927279107531181496?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6927279107531181496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6927279107531181496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/09/logoterapia.html' title='Logoterapia'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5421381207994173092</id><published>2011-06-28T10:09:00.000-07:00</published><updated>2011-06-28T10:09:01.192-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Neuropsicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>sistema Extrapiramidale</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Appartengono al sistema extrapiramidale le seguenti  strutture anatomiche: I nuclei della base, in particolare il globo  pallido o paleostriato e il nucleo caudato e il putamen che insieme  costituiscono il neostriato. Il nucleo subtalamico di Luys. Il nucleo  rosso. La sostanza nera. Sono correlati col sistema extrapiramidale  anche la sostanza reticolare, il talamo, il cervelletto e alcune aree  corticali. Vediamo ora le connessioni di queste strutture. Connessioni  intrinseche: sono quelle che si realizzano all'interno del sistema fra i  diversi nuclei. Connessioni cortico striate non sono ancora del tutto  chiarite ma è ormai certo che esistono proiezioni da tutte le aree  corticali che raggiungono il corpo striato. Connessioni talamo striate e  strio talamiche o fascicolo talamico. Dai nuclei talamici partono fibre  che raggiungono il caudato, il putamen e il pallido. Inversamente dal  pallido partono fibre che raggiungono i nuclei talamici. Connessioni  nigro striate, striato nigriche e cortico nitriche. La sostanza nera  manda fibre nervose al pallido e al putamen e riceve fibre nervose dal  pallido e dal putamen. La sostanza nera riceve fibre dalle aree  corticali frontali, temporali e parietali. Connessioni subtalamico  striate e striato subtalamiche. Esistono vie reciproche fra il nucleo  subtalamico di Luys e il globo pallido. Connessioni striato rubriche.  Esistono connessioni fra globo pallido e nucleo rosso e fra nucleo rosso  e sostanza reticolare. Vie efferenti del corpo striato. Sono costituite  dal fascicolo pallido ipotalamico, dal fascicolo subtalamico e  dall'ansa lenticolare. Il fascicolo pallido ipotalamico origina dal  globo pallido e raggiunge il nucleo ventro mediale dell'ipotalamo.  Questa via controllerebbe l'espressione emotiva… &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5421381207994173092?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5421381207994173092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5421381207994173092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/06/sistema-extrapiramidale.html' title='sistema Extrapiramidale'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-7195302979372719502</id><published>2011-05-16T11:52:00.001-07:00</published><updated>2011-05-16T11:52:46.274-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Depressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>depressione</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: times new roman,serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Soggettivamente, la depressione è più intollerabile dello stato  maniacale. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Esistono persone costrette ad evitare di pensare a loro  stesse ed ai propri sentimenti tenendosi occupate. Quando rivolgono  l’attenzione all’interno si sentono intensamente isolate, non amate,  minacciate. Sono persone che nascondono il proprio vuoto. Una volta  affidati al trattamento questi estroversi rivelano rapidamente il loro  bisogno di dipendenza. Alla luce del modello di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oggetto_transizionale#L.27oggetto_transizionale" rel="nofollow"&gt;relazione con l’oggetto&lt;/a&gt;  del depresso l’inizio di una depressione sembra abbastanza  comprensibile: il diventare ammalato, afflitto, impotente è un  esagerazione del tipo d’appello che il maniaco-depressivo fa alle figure  importanti della propria vita (negli intervalli “sani”). Se questo  modello ottiene un rifiuto, la persona può cadere nel circolo vizioso  della lamentela che non produce risultati e in cui ciascun ciclo  rappresenta una discesa lungo una spirale.&amp;nbsp; Quando i sentimenti di  depressione e vuoto sono acuti, tre sono le vie: rimanere depresso,  suicidarsi, &lt;a href="http://www.psicologiaitinerante.it/24_appunti_di_psicologia/24_10_concetto_di_regressione.htm" rel="nofollow"&gt;regredire&lt;/a&gt;, in certi casi fino ad uno stato &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schizofrenia" rel="nofollow"&gt;schizofrenico&lt;/a&gt;.  Nel primo caso è manifesto un comportamento di dipendenza cronico,  fantastico, e (in caso di ricovero) la persona continua a rivolgere le  proprie lamentele ai parenti ed a chi sta intorno all’ospedale. Tale  appello può essere muto o &lt;span&gt;estrinsecato&lt;/span&gt;  (anche) con disperazione, insonnia, inappetenza. Stessa cosa  nell’eventualità di una terapia: la persona depressa non confida  nell’aiuto di un professionista ma elemosina aiuto evidenziando le  proprie sfortune, oltre al proprio malessere. Il principale problema con  chi è depresso è stabilire un rapporto efficace. È molto importante  superare il sistema di difesa fondato su disturbi stereotipati ed  autoaccuse per raggiungere una più significativa consapevolezza di sé.  Ancora più importante è considerare che nella situazione in cui una  persona depressa abbia rinunciato al proprio abituale modello depressivo  d’integrazione e non ne abbia ancora sviluppato uno sostitutivo  soddisfacente, è possibile che tenti di suicidarsi. Quindi: occorre  rispettare il sintomo (la manifestazione); un terapeuta può togliere un  modello patologico solo quando il paziente ne abbia sviluppato uno  sostitutivo che sia soddisfacente. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Suicidio" rel="nofollow"&gt;Suicidio&lt;/a&gt;:  può essere considerato l’ultimo tentativo di relazione (anche se  altamente irrazionale). Questo uso “magico” della morte per realizzare i  propri fini di dipendenza è possibile che si accompagni alla fantasia  di riottenere il “rapporto originario” morendo e nascendo di nuovo. Se  gli aspetti difensivi della depressione perdono questo loro valore, può  verificarsi un collasso nella struttura della personalità, con una  conseguente reintegrazione sulla base di un modo di vita schizofrenico  anziché depressivo. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Esistono diversi punti fondamentali sui problemi della coscienza e della colpa nel maniaco depressivo: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;1) con quali influenze si spiegano gli standard severi ed &lt;span&gt;ipermorali&lt;/span&gt; dei maniaco depressivi? &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;2)  Qual è la funzione dinamica degli atti e degli atteggiamenti  autopunitivi assunti durante i periodi della malattia? Gli standard  severi non è detto che derivino dai genitori, che spesso in questi casi  sono stati piuttosto permissivi; è semplicistico dire che il bambino non  si è riuscito a creare un codice di condotta ragionevole. Forse tanta  severità, nel depresso, è basata sulla lotta per quelle qualità di forza  e virtù considerate assenti nei genitori. In questi rapporti con  l’autorità si potrebbe cogliere un rituale per placare il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Super_io" rel="nofollow"&gt;tiranno impersonale&lt;/a&gt;.  La colpa espressa dal depresso non porta ad un sentimento genuino di  rammarico. Egli ritiene che basti soffrire sentimenti di colpa per  guadagnare l’approvazione; inoltre a volte chi è depresso non spera più  in un rapporto sicuro con l’autorità e non fa nessuno sforzo per  cambiare i rapporti o per integrarli ad un livello migliore di  comportamento… quindi “magia di piangere le proprie colpe per placare  l'autorità”.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-7195302979372719502?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7195302979372719502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7195302979372719502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/05/depressione.html' title='depressione'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-498431683182236226</id><published>2011-03-12T08:42:00.001-08:00</published><updated>2011-03-12T08:42:37.422-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dipendenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Dipendenza</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: times new roman,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per &lt;b&gt;dipendenza&lt;/b&gt; si intende una alterazione del comportamento che da semplice e comune abitudine diventa una condizione patologica.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small; font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small; font-weight: normal;"&gt;Esistono dipendenze da &lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/dipendenza/alcool" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;alcool&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;fumo&lt;/b&gt;, &lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/disturbi-alimentari" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;cibo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;sesso&lt;/b&gt;, &lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/dipendenza/work-addiction" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;lavoro&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/dipendenza/gioco-d-azzardo-patologico" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;gioco d’azzardo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/dipendenza/i-a-d" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;internet&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, &lt;b&gt;televisione&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;videogiochi&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;shopping&lt;/b&gt;…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Secondo il &lt;b&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diagnostic_and_Statistical_Manual_of_Mental_Disorders" rel="nofollow"&gt;DSM&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-bottom: 6pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;Per dipendenza si intende una modalità patologica d’uso della sostanza che conduce a menomazione e a disagio clinicamente significativi, come manifestato da tre (o più) delle condizioni seguenti, che ricorrono in un qualunque momento dello stesso periodo di 12 mesi: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="font-family: times new roman,serif;"&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;tolleranza, come definita da ciascuno      dei seguenti: &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;ol&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;il bisogno di dosi notevolmente più       elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto       desiderato;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;un effetto notevolmente diminuito con       l’uso continuativo della stessa quantità della sostanza;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;astinenza, come manifestata da ciascuna      dei seguenti: &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;ol&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;la caratteristica sindrome di astinenza       per la sostanza (riferirsi ai Criteri A e B dei set di criteri per       Astinenza dalle sostanze specifiche);&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;la stessa sostanza (o una strettamente       correlata) è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;la sostanza è spesso assunta in quantità      maggiori o per periodi più prolungati rispetto a quanto previsto dal      soggetto;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;desiderio persistente o tentativi      infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="color: black; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;una grande quantità di tempo viene spesa      nel procurarsi la sostanza (per esempio, recandosi in visita da più medici      o guidando per lunghe distanze), ad assumerla (per esempio, fumando “in      catena”), o a riprendersi dai suoi effetti;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;interruzione      o riduzione di importanti attività sociali, lavorative e ricreative a      causa dell’uso della sostanza.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;uso continuativo della sostanza nonostante la consapevolezza di avere un problema persistente o ricorrente, di natura fisica o psicologica, verosimilmente causato o esacerbato dalla sostanza (per esempio, il soggetto continua ad usare cocaina malgrado il riconoscimento di una depressione indotta da cocaina, oppure continua a bere malgrado il riconoscimento del peggioramento di un’ulcera. a causa dell’assunzione di alcol)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel 2006 è stata pubblicata in Italia una ipotesi di nuovi criteri diagnostici delle dipendenze patologiche:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A) Persistente e ricorrente comportamento di dipendenza maladattivo che conduce a menomazione o disagio clinicamente significativi, come indicato da un totale di cinque (o più) dei seguenti criteri [con almeno due da (1), di cui uno è (c), due da (2) e uno da (3)] per un periodo di tempo non inferiore ai 12 mesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;1) &lt;u&gt;Ossessività&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;a) pensieri e immagini ricorsivi circa le esperienze di dipendenza o le ideazioni relative alla dipendenza (per es. è eccessivamente assorbito nel rivivere esperienze di dipendenza passate o nel fantasticare o programmare le esperienze di dipendenza future);&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;b) i pensieri e le immagini relativi al comportamento di dipendenza sono intrusivi e costituiscono tensione ed eccitazione inappropriate e causano ansia o disagio marcati;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;c) in qualche momento del disturbo la persona ha riconosciuto che i pensieri e le immagini sono prodotti della propria mente (e non suscitati dall’esterno).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;2) &lt;u&gt;Impulsività &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;a) irrequietezza, ansia, irritabilità o agitazione quando non è possibile mettere in atto il comportamento di dipendenza;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;b) ricorrente incapacità di resistere e di regolare i desideri di dipendenza inappropriati e gli impulsi a mettere in atto il comportamento di dipendenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;3) &lt;u&gt;Compulsività&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;a) comportamenti di dipendenza ripetitivi che la persona si sente obbligata a mettere in atto, anche contro la sua stessa volontà, nonostante le possibili conseguenze negative, come conseguenza delle fantasie di dipendenza ricorrenti e del deficit del controllo degli impulsi;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;b) i comportamenti o le azioni di dipendenza coatti sono volti a evitare o prevenire stati di disagio o per alleviare un umore disforico (per es. sentimenti di impotenza, irritabilità, inadeguatezza).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;B) I pensieri e i comportamenti di dipendenza ricorrenti e compulsivi impegnano il soggetto per la maggior parte del tempo, o interferiscono significativamente con le sue normali abitudini, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o le relazioni sociali usuali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: times new roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;C) I pensieri e i comportamenti di dipendenza ricorrenti e compulsivi non avvengono esclusivamente durante un episodio maniacale, o condizioni mediche generali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/" rel="nofollow"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/" rel="nofollow"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-498431683182236226?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/498431683182236226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/498431683182236226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/03/dipendenza.html' title='Dipendenza'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-304061507546047216</id><published>2011-02-25T11:08:00.001-08:00</published><updated>2011-02-25T11:08:34.838-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicoterapia'/><title type='text'>Terapia ad orientamento Sistemico-Relazionale</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;Nella &lt;b&gt;Terapia individuale&lt;/b&gt; &lt;b&gt;sistemica&lt;/b&gt; gli incontri prevedono una convocazione individuale. Tuttavia l'individuo, pur essendo solo nella stanza di terapia, porta comunque con sé tutte le relazioni significative che animano la propria vita nel presente, nel passato e nell'ipotetico futuro. L'attenzione del terapeuta sarà pertanto in ogni modo rivolta alla dimensione relazionale ed interattiva del cliente, non tralasciando comunque pensieri, emozioni, storie e vissuti legati alla dimensione individuale. In alcuni casi tale tipo d’approccio si configura come naturale&amp;nbsp; prosecuzione di un percorso familiare o di coppia, volta ad affrontare "nodi privati" che il paziente preferisce affrontare individualmente.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;&lt;br /&gt;Nella &lt;b&gt;Terapia sistemica di coppia&lt;/b&gt; sono invitati a partecipare agli incontri i membri della coppia. In alcune occasioni è possibile concordare la partecipazione anche a membri delle famiglie estese. Le sedute si svolgono in co-conduzione,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; vale a dire sono presenti &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;due o più terapeuti: uno attivo, che conduce il colloquio, gli altri in funzione di supervisori&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;. In questo caso la presenza di due terapeuti di sesso differente può facilitare la possibilità di mantenere una visione binoculare delle storie costruite, mettendo in risalto le premesse più tipicamente legate ad una sensibilità maschile e femminile. Questa tipologia d’intervento è particolarmente indicata per difficoltà di comunicazione all'interno della coppia, per difficoltà nell'area della sessualità, per difficoltà in fase di separazione e &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;per un supporto al ruolo genitoriale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt; La &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;Terapia Familiare ad orientamento Sistemico-Relazionale &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;è la forma "storica" e forse più conosciuta d’intervento sistemico. Sono invitati a partecipare alla seduta i membri della famiglia. Solitamente viene convocato il nucleo convivente ma nell'arco del processo di terapia è possibile estendere l'invito ad ulteriori figure importanti per la famiglia in terapia. La conduzione degli incontri avviene in co-terapia, vale a dire sono presenti &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;due o più terapeuti: uno attivo, che conduce il colloquio, gli altri in funzione di supervisori&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;Terapeuti e supervisori producono osservazioni dai confini distinti la cui differenza qualitativa sfuma, tuttavia, nella discussione d'équipe dando luogo a descrizioni consensuali. Il lavoro del terapeuta è arricchito dal suo poter essere parte di un'équipe, che agisce in tempo reale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-304061507546047216?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/304061507546047216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/304061507546047216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/02/terapia-ad-orientamento-sistemico.html' title='Terapia ad orientamento Sistemico-Relazionale'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5825937110609917818</id><published>2011-02-18T11:28:00.001-08:00</published><updated>2011-02-18T11:28:42.839-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sistemico-Relazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>psicoterapia ad orientamento Sistemico-Relazionale</title><content type='html'>&lt;div class="MsoBodyText3" style="text-align: justify;"&gt;Così come ogni singolo individuo sviluppa le proprie risorse attraverso un peculiare percorso evolutivo, allo stesso tempo anche le relazioni tra persone si evolvono all'interno di un sistema, rendendo spesso necessarie&amp;nbsp; riorganizzazioni e rinegoziazioni tra le persone che fanno parte di un contesto specifico: è il caso delle famiglie, delle coppie, dei gruppi nell’ambiente di lavoro o dei gruppi di amici in cui siano presenti legami significativi.&lt;span style="color: #333333;"&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia ad orientamento Sistemico-Relazionale è funzionale nei disagi legati alla sfera individuale, a quella di coppia ed a quella familiare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;l'individuo non è inteso solamente nel proprio ruolo di componente di un tutto&amp;nbsp; ed è visto come un sistema,dotato di caratteristiche strutturali ed organizzative leggibili anche con un paradigma sistemico.Questo interesse ha progressivamente reso lecito, dal punto di vista clinico, non solo l'osservazione delle dinamiche individuali all'interno del gruppo di riferimento, ma anche interventi terapeutici individuali di impostazione sistemica. &lt;/div&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5825937110609917818?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5825937110609917818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5825937110609917818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/02/psicoterapia-ad-orientamento-sistemico.html' title='psicoterapia ad orientamento Sistemico-Relazionale'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-7352554174566327469</id><published>2011-02-04T10:18:00.001-08:00</published><updated>2011-02-04T10:27:46.866-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sistemico-Relazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La terapia ad orientamento Sistemico-Relazionale (1)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;L’Approccio Sistemico-Relazionale nasce dalle intuizioni di ricercatori europei ed americani i quali osservarono come&amp;nbsp; &lt;/span&gt;il disagio psichico possa essere colto attraverso l'osservazione delle relazioni umane&lt;b&gt;&lt;span style="color: #333333; font-weight: normal;"&gt; e come le modalità di comunicazione interpersonale possano sia creare sia risolvere molti problemi tra le persone&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;L’individuo non è mai isolato dal proprio &amp;nbsp;contesto, è &amp;nbsp;un essere &amp;nbsp;vivente in &amp;nbsp;costante interazione col proprio ambiente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;La  terapia ad orientamento Sistemico-Relazionale è un modo d’intervento&amp;nbsp;  mirato a fornire aiuto e sostegno emotivo (nella relazione di coppia, in  famiglia, nel contesto lavorativo, nell’ambiente scolastico, nel  rapporto con se stessi).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #333333; font-weight: normal;"&gt;La  psicoterapia Sistemico-Relazionale permette un’elaborazione profonda ed  una visuale articolata, valorizzando le risorse presenti e  rintracciabili nel contesto di vita; facilita inoltre l’elaborazione di  modalità comunicative interpersonali efficaci e funzionali&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;Ogni  sistema (coppia, famiglia, ambiente sociale). è un "sistema vivente"  organizzato secondo regole, ruoli e funzioni che determinano le  interazioni e gli interscambi comunicativi sia al proprio interno che  verso l'esterno. &lt;/span&gt;Sistema, quindi, quale entità complessa entro cui individuare le relazioni patogene che giustificano e mantengono un&lt;span style="color: #333333;"&gt;  eventuale disagio psichico, tale disagio non viene considerato interno  all'individuo ma parte di un sistema di relazioni caratterizzato da  un'organizzazione disfunzionale e da comunicazioni errate e paradossali.  &lt;/span&gt;In questi termini, il paziente non è colui che subisce ed  esibisce un sintomo ma è esso stesso un sintomo: quello di  un’interazione disfunzionale. Secondo questo approccio la psicopatologia  trova spiegazione al di là dell'individuo in sé, della propria  organizzazione psichica e delle sue esperienze passate. Ciò che è  osservabile nel “qui ed ora” descrive di per sé la storia del disturbo  ed è, allo stesso tempo, il terreno su cui intervenire al fine di  produrre un cambiamento che sia anche terapeutico.&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;Compito  del terapeuta è quello di intervenire sulle diverse parti del sistema,  cercando di migliorare le sequenze comunicative tra i componenti e di  ripristinare l'equilibrio della coppia o famiglia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-7352554174566327469?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7352554174566327469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7352554174566327469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/02/la-terapia-ad-orientamento-sistemico.html' title='La terapia ad orientamento Sistemico-Relazionale (1)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3321912930887559570</id><published>2011-01-20T11:03:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T11:03:05.528-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Il tempo (4)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;(Roberta Baroni) &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Non c’è più un corso di vita identificato attraverso la definizione di età minime e massime che accompagnavano i comportamenti di età condivisi ed appropriati socialmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Si radicalizzano relazioni umane sempre più frammentate e discontinue, come se le tre dimensioni temporali fossero percepite solo al presente: presente del passato, presente del presente, presente del futuro; c’è una sorta di “sindrome del consumo”, del “tutto e subito” che crea uno stato di ansietà permanente in cui le persone&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;sprofondano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Ma il passato, non come nostalgia del tempo perduto ma inteso come memoria collettiva, come passione ripetuta, come ricchezza, come patrimonio equivalente alla trasmissione genetica, che permette al passato di sopravvivere al presente, per il futuro,&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ci offre sempre , ancora, spunti di riflessione:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;accanto a Kronos tempo del divenire, ad Aion tempo della durata ed a Kairos tempo dell’opportunità esiste Sinodia, l’accordo, l’armonizzazione che permette di mantenere la specificità ma anche di trasformare tutti i solisti in un’orchestra&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% red;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3321912930887559570?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3321912930887559570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3321912930887559570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/01/il-tempo-4.html' title='Il tempo (4)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6335727865734991305</id><published>2011-01-13T09:46:00.001-08:00</published><updated>2011-01-13T09:46:36.848-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Tempo (3)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;(Roberta Baroni) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La clessidra,&amp;nbsp; simbolo del tempo femminile,  interno, ma anche del tempo storico, reale, rappresenta un tempo unico,  irripetibile che dona e promette &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il  vaso superiore, riserva del futuro si dilegua, mentre il vaso inferiore  accumula i tesori del passato e tra i due vasi, guizzano gli attimi del  presente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La lancetta non scorre in avanti, non scivola giù, ma si muove a scatti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ un tempo che ha perso la fluidità silenziosa che accompagnava l’uomo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nella  società antica era il lavoro dell’uomo a fondare e scandire il tempo;  oggi è l’astratta pianificazione temporale dei suoi orologi a fondare i  tempi di lavoro e dell’esistenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ il lavoro che qualifica il tempo e l’attività, non il contrario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ per questo che sentiamo l’esigenza di “staccare la spina” per riappropriarci&amp;nbsp; del nostro tempo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma  siamo sicuri di voler veramente, consapevolmente una società in cui il  tempo tecnologico, il wireless ci stanno trasformando da homo sapiens  /tecnologicus ad Homo Mobilis?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Siamo  sicuri che l’uomo, animale sociale per eccellenza, abbia come priorità  che i luoghi da sempre adibiti come luoghi della socializzazione e  dell’aggregazione debbano “essere connessi” ?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’  possibile che in una società in cui il tempo passato è “vecchio,  scaduto” , il futuro ansiogeno ed esiste solo il presente, gli uomini e  le donne, riescano ancora a progettare un futuro?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Come  riusciremo a progettare un futuro se la speranza è quella di mantenere  un posto di lavoro precario, se la preoccupazione è quella di dover  imparare ad essere così flessibili da dover continuamente azzerare le  competenze apprese, le esperienze vissute perché “scadute”?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L’uomo  è da sempre abituato a correre rischi, sa che il rischio è antropico e  che il centro della coscienza del rischio non è “qui ed ora” nel  presente, ma sarà “ là e dopo” nel futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E  sa anche che il rischio ha una doppia valenza : quella negativa intesa  come minaccia ma anche quella positiva intesa come opportunità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma oggi è l’incertezza che ci attanaglia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E  l’incertezza genera caos, ansia, affanno e la si affronta con  meccanismi difensivi arcaici come il controllo esasperato,  l’individualismo, l’urgenza / emergenza, l’egoismo e la chiusura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oggi bisogna salvarsi! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Salvarsi da un universo fluido , liquido che, essendo liquido non è solido.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’  finita l’esistenza solida come progetto unitario in grado di collegare  la dimensione presente alla possibilità di costruire un futuro solido.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tutto  è provvisorio, le aggregazioni sociali, i lavori precari, i legami  affettivi, il condividere collettivo; tutto è “qui ed ora”&amp;nbsp;&amp;nbsp; ( non si  può più neanche invecchiare perché un corpo vecchio mostra l’inesorabile  divenire, il trascorrere del tempo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’  una vita liquida la nostra, una vita di consumi che tratta tutto e  tutti come oggetti che quando non funzionano o non soddisfano più si  buttano e si cambiano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: large;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: large;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6335727865734991305?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6335727865734991305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6335727865734991305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2011/01/tempo-3.html' title='Tempo (3)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-2345043796346096614</id><published>2010-12-30T08:45:00.001-08:00</published><updated>2010-12-30T08:45:15.147-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Tempo (2)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: larger;"&gt;(Roberta Baroni)&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: larger;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: larger;"&gt;Oggi viviamo in una società omologata al tempo virtuale, al tempo tecnologico, quello esterno, razionale, maschile, scandito dal ticchettio dell’orologio ormai inesorabile ed imprescindibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: larger;"&gt;Ma la società è composta da soggetti, uomini e donne, che oltre a dover vivere in sequenze temporali socialmente riconosciute e standardizzate, vivono ritmi biologici, all’interno dei quali il tempo psichico è quello che nasce dai processi interni e che dipende dalla personalità di chi vive quel tempo e dal contesto in cui lo vive . In tutte le sue componenti : mentali, emotive, razionali, ideative, volitive, mnemoniche è sempre breve il tempo quando la dimensione è intensa, piacevole, intima, ed è sempre lungo il tempo dell’attesa, della rabbia, della noia, del dolore).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: larger;"&gt;Il tempo interno non è il TIC TAC&amp;nbsp; delle lancette, sempre regolari, uguali, precise, identiche, immutabili, ma è il TUM TUM del battito del cuore, accelerato o rallentato; è il tempo della maturazione della vita intera, del permanere.&amp;nbsp; E’ il tempo femminile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: larger;"&gt;Come femminile è sempre la fatica. Sono le donne che da sempre e sempre di più devono continuamente conciliare, integrare, far coesistere il giusto tempo del lavoro e delle esigenze produttive (tic tac) con il tempo della riproduzione ed assistenza della procreazione, della nascita, della cura ( tum tum). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: larger;"&gt;In una società tecnologica, definita “universo fluido”, in cui non c’è tempo per il tempo interno, reale, ma solo per quello esterno, virtuale, innaturale, accelerato , del tutto e subito, la dimensione del passato sembra essere solo “roba scaduta” e quella futura, priva di senso poiché il tempo artificiale riproduce solo se stesso...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-2345043796346096614?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2345043796346096614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2345043796346096614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/12/tempo-2.html' title='Tempo (2)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5547157360718116009</id><published>2010-12-21T11:42:00.001-08:00</published><updated>2010-12-21T11:42:40.851-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Tempo (1)</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Tempo femminile e tempo maschile:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;rischi ed incertezze sociali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;( Roberta Baroni)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Il tempo :&amp;nbsp; un concetto difficile da definire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E’ una percezione, una sensazione, una costruzione mentale?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Noi  esseri umani abbiamo un apparato sensoriale costituito da vista, udito,  olfatto, tatto, gusto&amp;nbsp; che non ci aiuta nel percepire il tempo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ma  fin dall’antichità, l’uomo ha avvertito la potenza del tempo attraverso  i fenomeni naturali che osservava e che si ripetevano (giorno/notte,  susseguirsi delle stagioni, maree che mutavano, nascita/vita/morte, …).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Per gli antichi greci :&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;“ in principio era KRONOS,&amp;nbsp; figlio di madre terra (Gea) e di padre spazio (Uran), che divorò per governare nel regno degli dei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Kronos rappresentava il tempo del divenire, le tre dimensioni temporali : presente, passato, futuro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ma esisteva anche AION, il tempo come durata, non frazionabile, il tempo divino, il tempo dell’eternità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E con loro KAIROS, che rappresentava l’occasione da cogliere al volo, l’opportunità da afferrare quando si presenta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Con  la fine del ricorso al regno degli dei, il SOLE e le conseguenti ombre,  divennero il primo strumento attraverso cui l’uomo cercò di misurare il  trascorrere del tempo (obelischi, meridiane).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E  poi da lì, un continuo migliorarsi con la clessidra a sabbia e ad  acqua,&amp;nbsp; gli orologi meccanici, quelli al quarzo,&amp;nbsp; e via via fino  all’ultimo ritrovato : l’orologio atomico che fa riferimento alla  rotazione del sole sull’asse terrestre e che ogni 300 milioni di anni  perde un secondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;  Il mondo ha abbandonato le ore locali ed ha utilizzato un tempo civile, suddividendo la Terra in 24 fusi orari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5547157360718116009?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5547157360718116009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5547157360718116009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/12/tempo-1.html' title='Tempo (1)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4449891212261433972</id><published>2010-12-16T11:35:00.001-08:00</published><updated>2010-12-16T11:35:58.994-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gioco d&apos;azzardo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Gioco d'azzardo patologico</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.55pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;Indicatori importanti per una valutazione sono:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 5pt 56.55pt 5pt 1cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Coinvolgimento  sempre crescente nel gioco d'azzardo (ad esempio: la persona è  continuamente intenta a rivivere esperienze di gioco trascorse, a  valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, ad escogitare modi  per procurarsi il denaro con cui giocare) &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Irrequietezza ed irritabilità quando si tenta di giocare meno o di smettere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Si ricorre al gioco come fuga da problemi o come conforto all'umore &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Quando si perde, si ritorna spesso a giocare con l’obiettivo di rifarsi ("inseguimento" delle perdite) &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Si mente in famiglia e con gli altri per nascondere il grado di coinvolgimento nel gioco &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Si compiono azioni illegali (ad esempio, reati di falso, truffa, furto, appropriazione indebita) per finanziare il gioco. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Si  mette a rischio o si perde una relazione importante, un lavoro,  un'opportunità di formazione o di carriera a causa del gioco. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Si  confida negli altri perché forniscano il denaro necessario a far fronte  ad una situazione economica difficile causata dal gioco (una  "operazione di salvataggio").&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Reiterati e inutili sforzi di tenere sotto controllo l'attività di gioco, di ridurla o di smettere di giocare.&lt;/span&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.55pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 56.55pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 5pt 56.55pt 5pt 1cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4449891212261433972?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4449891212261433972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4449891212261433972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/12/gioco-dazzardo-patologico.html' title='Gioco d&apos;azzardo patologico'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4153405828974086053</id><published>2010-12-10T11:10:00.000-08:00</published><updated>2010-12-10T11:10:03.272-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dipendenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gioco d&apos;azzardo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Tipologie di giocatori d’azzardo</title><content type='html'>&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="stile61" style="margin: 0cm 28.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 28.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;Custer&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ha identificato sei diverse tipologie di giocatori: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Giocatori professionisti &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;: si mantengono con il gioco d'azzardo che per loro è una professione. Non sono dipendenti dal gioco, per questo riescono a controllare l'ammontare di denaro scommesso ed il tempo speso a giocare. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Giocatori antisociali: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;attraverso il gioco d'azzardo ottengono denaro in maniera illegale; giocano con carte segnate o sono coinvolti in corse truccate.   &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Giocatori sociali occasionali: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;giocano per divertirsi e per socializzare ed il gioco non interferisce con la loro vita. Vengono anche definiti Giocatori Sociali Adeguati. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Giocatori sociali “seri” o costanti: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;investono tempo nel gioco che per loro rappresenta la principale forma di relax e di divertimento; sono in grado di mantenere il controllo sulla loro attività di gioco e non trascurano lavoro e/o famiglia. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Giocatori per “fuga” e per “alleviamento” senza sindrome da dipendenza &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;: riescono tramite il gioco ad alleviare sensazioni di ansia, depressione, solitudine e noia; più che una risposta euforica il gioco è per loro un potente analgesico che aiuta a non pensare alle difficoltà. Pur non essendo giocatori compulsivi, vengono anche definiti Giocatori Inadeguati senza Sindrome da Dipendenza. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 10pt;"&gt;·&lt;span style="font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Giocatori Compulsivi con Sindrome da Dipendenza: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;non hanno più il controllo del gioco, che è diventato per loro la cosa più importante; non possono più smettere di giocare indipendentemente dalla loro volontà e dal loro impegno. Famiglia, amici e lavoro sono negativamente influenzati dall'attività di gioco. &lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="stile61" style="margin: 0cm 28.2pt 0.0001pt 1cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4153405828974086053?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4153405828974086053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4153405828974086053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/12/tipologie-di-giocatori-dazzardo.html' title='Tipologie di giocatori d’azzardo'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-1324252771259265827</id><published>2010-12-03T09:22:00.001-08:00</published><updated>2010-12-03T09:22:42.074-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inconscio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Inconscio (Hopper)</title><content type='html'>&lt;span align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt; Il concetto di inconscio sociale affonda le sue radici nella sociologia (Durkheim, Weber, Marx), nell’antropologia (Le Vine), nella drammaturgia (Austen, Roth), nella psicoanalisi sociale (Fromm, Horney) e trova un’interessante elaborazione teorica con Earl Hopper. &lt;br /&gt;Hopper s’interessa particolarmente di quanto e di come i sistemi sociali condizionino (in questo caso la parola condizionamento non va intesa solo come freno, inibizione, limitazione, ma anche come facilitazione, sviluppo, trasformazione) le persone e i loro mondi interni e, allo stesso tempo, in che modo fantasie, azioni, pensieri e sentimenti inconsci abbiano effetti determinanti sui sistemi sociali. &lt;br /&gt;Hopper parla di &lt;span&gt;inconscio sociale&lt;/span&gt;, riferendosi all’esistenza e ai condizionamenti delle disposizioni sociali, culturali, relazionali, comunicazionali che esercitano profondi effetti sulle persone, nonostante queste ne siano inconsapevoli.&lt;br /&gt;Si tratta di un’ipotesi di grande rilevanza soprattutto sul piano del trattamento clinico, dal momento che sposta nel “qui ed ora” l’asse fondamentale di interesse del terapeuta.&lt;br /&gt;Nel pensiero di Hopper, chiunque si occupi di clinica individuale o di gruppo non può prescindere dall’inconscio sociale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-1324252771259265827?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1324252771259265827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1324252771259265827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/12/inconscio-hopper.html' title='Inconscio (Hopper)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-2261929109762567491</id><published>2010-11-26T10:50:00.000-08:00</published><updated>2010-12-03T07:53:50.453-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inconscio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Inconscio (gruppoanalisi)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;Brown e Zinkin, nell’introduzione al volume La psiche e il mondo sociale (1994), sostengono che “la gruppoanalisi è un tentativo di estendere la psicoanalisi, per la quale l’attenzione è concentrata sul mondo interno del singolo paziente, ad una concezione alquanto diversa dell’individuo come un essere in interazione dinamica con altri, in vari tipi di raggruppamenti sociali”.&lt;br /&gt;Scrive Foulkes: “come gruppoanalisti non condividiamo la giustapposizione psicoanalitica di una realtà psicologica “interna” e di una realtà fisica o sociale “esterna”, che, per la psicoanalisi, ha molto senso. Quello che è dentro è fuori, il “sociale” non è esterno bensì anche molto interno e penetra l’essenza più interna della personalità individuale”.&lt;br /&gt;Secondo Foulkes, il mondo esterno permea e impregna tutte le strutture psicologiche del singolo individuo, il quale finirà non solo con l’abitare il sociale ma anche con l’essere abitato dal sociale che quotidianamente lo attraverserà intenzionandone i comportamenti, gli atteggiamenti, i pensieri, le azioni, sogni, etc.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="FR" style="font-family: Helvetica;"&gt;Scrive Foulkes:&amp;nbsp;&amp;nbsp;“[...]ciascun individuo…. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;è essenzialmente e inevitabilmente determinato dal mondo in cui vive, dalla comunità, dal gruppo, di cui egli costituisce una parte. [...] La vecchia contrapposizione tra mondo esterno e mondo interno, costituzione e ambiente, individuo e società, fantasia e realtà, mente e corpo non può essere mantenuta”.&lt;br /&gt;Foulkes parte dalla distinzione tra “inconscio sociale” e “inconscio freudiano” collocando quest’ultimo nell’Es. Abbandona l’ipotesi di un conflitto tra pulsioni (dimensione biologica) e coscienza (dimensione culturale), dal momento che è lo stesso Es freudiano ad avere una componente sociale. &lt;br /&gt;A differenza dell’inconscio freudiano che è sia rimosso che inconscio, l’inconscio sociale postulato da Foulkes è inconscio (perché fuori dalla coscienza) ma non per forza rimosso. In un certo senso Foulkes, nell’asserire che l’inconscio è strutturato dall’esterno, sembra accostarsi al pensiero di Lacan secondo il quale l’inconscio è strutturato dal linguaggio (quindi, pur sempre, da qualcosa di esterno).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-2261929109762567491?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2261929109762567491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2261929109762567491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/11/inconscio-gruppoanalisi.html' title='Inconscio (gruppoanalisi)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3390260794782658007</id><published>2010-11-19T10:58:00.001-08:00</published><updated>2010-11-19T10:58:30.747-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inconscio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Inconscio (Jung)</title><content type='html'>&lt;span align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Jung  ipotizzò che in ogni individuo esistono, al di fuori delle reminiscenze  personali, grandi immagini originarie, ossia le possibilità ereditarie  dell’immaginazione umana, così come è da tempi immemorabili. Non le  rappresentazioni in sé, ma la possibilità di rappresentazione è  considerata dall’autore ereditaria. Secondo Jung, nel trattamento  possono essere riprodotte fantasie non più risalenti a ricordi  personali, ma manifestazioni dello stato più profondo dell’inconscio,  quello in cui giacciono le immagini originarie comuni a tutta l’umanità.  A tali immagini Jung dà il nome di archètipi. &lt;br /&gt;Gli archetipi sono le immagini a carattere arcaico proprie di tutta  l’umanità, che si manifestano, a livello individuale, nei sogni e nelle  fantasie e, a livello collettivo, nei miti, nelle fiabe e nelle opere  artistiche. L’inconscio, in tal senso, ha due livelli: quello personale e  quello collettivo. L’inconscio personale contiene i ricordi perduti,  rimossi, perché penosi, quello collettivo rimanda ad immagini  originarie, a quelle forme di rappresentazione più antiche e generali  dell’umanità. Dunque, per Jung, l’inconscio non contiene solo elementi  personali, ma anche impersonali, collettivi, in forma di categorie  ereditate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3390260794782658007?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3390260794782658007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3390260794782658007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/11/inconscio-jung.html' title='Inconscio (Jung)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4167273026146903346</id><published>2010-11-11T09:50:00.000-08:00</published><updated>2010-11-11T09:50:11.505-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inconscio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Freud'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Inconscio (Freud)</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Nello  scritto sull’Inconscio (1915), Freud specifica che i contenuti  dell’inconscio sono costituiti da rappresentazioni pulsionali. Essi si  strutturano in trame immaginarie, composte sia da schemi fissi, sia da  tracce di vissuti personali.&lt;br /&gt;Nell’inconscio le intensità degli investimenti sono particolarmente  mobili: una rappresentazione può cedere ad un’altra il proprio  investimento (spostamento) o appropriarsi dell’investimento di più  rappresentazioni&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;(condensazione). &lt;br /&gt;Le caratteristiche dell’inconscio sono: assenza di reciproca  contraddizione, processo primario, mobilità degli investimenti,  atemporalità e sostituzione della realtà esterna con la realtà psichica.&lt;br /&gt;In sé i processi psichici inconsci sono inconoscibili, ma possono  divenire ricostruibili attraverso i loro derivati (sogni e sintomi &lt;samp&gt;in primis&lt;/samp&gt;).&lt;br /&gt;Tale ricostruzione è attuabile attraverso la psicoanalisi, che consente  di comprendere brandelli d’esperienza che altrimenti rimarrebbero privi  di significato. &lt;br /&gt;La psicoanalisi si configura, pertanto, come scienza delle tracce, resa  possibile dal principio del determinismo psichico che, negando allo  psichico ogni casualità, collega tutti i nostri atti in una catena  associativa ferrea. Recuperando l’inconscio alla intelligibilità, la  psicoanalisi riesce ad ottenere effetti di verità e, di conseguenza, di  mutamento.&lt;br /&gt;Per cogliere l’immensa portata dell’intuizione freudiana, oltre  all’ipotesi del determinismo psichico non possiamo non ricordare  l’importanza del punto di vista dinamico.&lt;br /&gt;Freud introduce esplicitamente il punto di vista dinamico nella  considerazione dei processi mentali inconsci, nella seconda delle  “Cinque conferenze sulla psicoanalisi” tenute negli USA nel 1909.  L’autore afferma che il nostro apparato psichico è diviso in zone. Tale  divisione è da attribuirsi, a sua volta, al gioco di forze psichiche in  conflitto tra loro. Inizialmente, Freud ritiene che le forze dinamiche  di qualsiasi conflitto derivino da un’unica matrice, quella pulsionale.  Si tratta cioè di un conflitto tutto interno all’individuo tra pulsioni  incompatibili: quelle di natura sessuale e quelle dell’Io che si oppone  alle prime e al loro libero manifestarsi (conflitto tra principio di  piacere e principi di realtà). Le pulsioni sessuali spingono per  divenire coscienti ma il loro contenuto è inaccettabile per la  coscienza, che per questo è costretta a censurarle, rimuoverle. C’è da  notare come i sogni (la via regia per arrivare all’inconscio) e i  sintomi, rappresentanti delle pulsioni sessuali, pur manifestandosi  sotto forma di derivati, siano comunque in grado di raggiungere la  coscienza, determinando, in altre parole, il fallimento della rimozione  (che invece avrebbe il compito di sbarrare la strada alle pulsioni). &lt;br /&gt;In altre parole, Freud afferma che tutti gli accadimenti ed i fenomeni  che si svolgono nella nostra mente affondano le radici nell’inconscio e  che i contenuti e la natura dell’inconscio sono incompatibili con la  coscienza desta (spiegando il senso della censura e della rimozione).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4167273026146903346?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4167273026146903346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4167273026146903346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/11/inconscio-freud.html' title='Inconscio (Freud)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-8274212942806093235</id><published>2010-11-05T11:29:00.001-07:00</published><updated>2010-11-05T11:29:27.062-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Inconscio'/><title type='text'>Inconscio</title><content type='html'>&lt;span align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt; C. A. Crusius&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt; (1715-1773), filosofo e teologo, divide le facoltà dell’anima in due classi: quella del pensiero e quella della volontà. Dal suo punto di vista, la coscienza è una facoltà interiore di sentimento e la percezione esterna può procedere senza che sia evocata tale consapevolezza interiore. &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt; Kant &lt;/span&gt;(1724-1804) suggerisce che le attività creative del genio siano guidate da una “finalità” inconscia.&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt; F.W.J. von Schelling &lt;/span&gt;(1775-1854), rappresentante della scuola tedesca della &lt;span&gt;Naturphilosophie&lt;/span&gt;, considera la natura inconscia come mente potenziale: intelligenza in corso di sviluppo. &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;Lo sviluppo dell’idea delle mente inconscia durante i secoli diciottesimo e diciannovesimo segue due indirizzi principali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt; Il &lt;span&gt;primo&lt;/span&gt; continua l’esame scientifico dei fatti dettagliati avvicinando con cautela i processi mentali inconsci, partendo da fatti chiaramente noti della vita conscia.&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Questa&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;è la direzione presa da pensatori quali: Leibniz, Kant, Wundt, Fechner e molti altri ancora che contribuirono alla cosiddetta scuola “induttiva”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt; Il &lt;span&gt;secondo indirizzo&lt;/span&gt; presenta filosofi che cercarono di identificare con un colpo solo il carattere di tutti i processi inconsci, tanto nella natura nel suo complesso,quanto nella mente umana (sia individuale che collettiva). Gli esempi più importanti nell’ambito della filosofia sono Hegel, Schelling, Schopenhauer, Nietzsche. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt; Le dispute tra le due scuole furono zeppe di equivoci, perché entrambi i punti di vista erano indispensabili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt; La nascita di un termine relativamente banale può segnare un nuovo orientamento nel pensiero, e &lt;span&gt;W. B. Carpenter&lt;/span&gt; (1813-1885), medico e naturalista inglese parla di “cerebrazione inconscia”: un’azione riflessa inconscia del cervello, o un processo di modificazione del cervello, di cui soltanto i risultati entrano nella consapevolezza. &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt; G. T. Fechner &lt;/span&gt;(1801-1887), psicologo tedesco, paragona la mente ad un iceberg sommerso per la maggior parte e mosso sia dalle correnti nascoste sia dai venti della consapevolezza.&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt; W. M. Wundt&lt;/span&gt; (1832-1920), fisiologo tedesco, sviluppa le idee di Fechner tra il 1860 e il 1880, sostenendo che noi diventiamo consci delle nostre attività principalmente attraverso la resistenza e il conflitto, cioè attraverso la loro frustrazione. &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt; F. Nietzsche&lt;/span&gt; (1844-1890), propone il termine “Es” per definire gli elementi impersonali della psiche soggetti alla legge naturale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 10pt;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-8274212942806093235?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8274212942806093235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8274212942806093235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/11/inconscio.html' title='Inconscio'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-386051622668106760</id><published>2010-10-29T11:11:00.001-07:00</published><updated>2010-11-02T12:32:08.079-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia dell&apos;infanzia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Sviluppo infantile (1)</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:DoNotOptimizeForBrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapedefaults v:ext="edit" spidmax="1026"/&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapelayout v:ext="edit"&gt;   &lt;o:idmap v:ext="edit" data="1"/&gt;  &lt;/o:shapelayout&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Winnicott ha più volte sottolineato come non si possa parlare di un bambino ma sempre e solo di una coppia madre-bambino; questo poiché la madre fornisce al bambino una continuità dell’essere e ne facilita lo sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Il sostegno dato all'Io dall'assistenza materna permette al piccolo di vivere e di svilupparsi malgrado egli non sia ancora in grado di sentirsi responsabile di ciò che é buono e cattivo nell'ambiente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Anzieu, nel suo libro “L’Io pelle”, sottolinea l’importanza nel bambino della superficie dell’insieme del proprio corpo e di quello della figura materna, superficie che diventa oggetto di esperienze molto importanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Anzieu designa con Io-pelle una rappresentazione di cui si serve l’Io del bambino, durante le fasi precoci dello sviluppo, per rappresentare se stesso come un Io che raccoglie i contenuti psichici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Proprio a partire dalle funzioni biologiche della pelle, quella di contenere e trattenere, quella di separare e quella di comunicare, l’Io eredita la doppia possibilità di stabilire delle barriere e di filtrare gli scambi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: small;"&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/site/psicologobologna/home"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 8pt;"&gt;&lt;a href="http://www.massimoequilibrio.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-386051622668106760?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/386051622668106760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/386051622668106760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/10/sviluppo-infantile-1.html' title='Sviluppo infantile (1)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3088486274597880990</id><published>2010-10-21T10:12:00.001-07:00</published><updated>2010-10-21T10:12:17.550-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Superstringhe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Energia vibratoria</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica; font-size: 130%;"&gt;      Due sono i pilastri su cui si fonda la fisica moderna: la  relatività generale fondata da Albert Einstein e la meccanica  quantistica fondata da Max Planck. La prima svolge a meraviglia il  compito di spiegare il comportamento degli oggetti di grandi dimensioni  (stelle, galassie, ammassi di galassie, ecc.) presenti nell’Universo; la  seconda ci permette di comprendere il mondo atomico e subatomico  (molecole, atomi, elettroni, quark, ecc.). Queste due teorie hanno  consentito un progresso straordinario della fisica dell’ultimo secolo ma  presentano uno scoglio: non sono fra loro compatibili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;     I fisici non hanno mai tenuto conto di questa incompatibilità perché  il campo di indagine delle due teorie è molto diverso. Quando si  studiano gli oggetti piccoli e leggeri si fa ricorso alla meccanica  quantistica senza preoccuparsi di quello che afferma la relatività  mentre quando si studiano oggetti grandi e pesanti si utilizza le leggi  della relatività generale senza interessarsi degli enunciati dell’altra  teoria: non è mai in passato che fosse indispensabile far ricorso ad  entrambe le teorie simultaneamente. Ultimamente però le cose sono  cambiate: i buchi neri ad esempio sono oggetti pesanti ma  contemporaneamente molto piccoli e lo stesso Universo sarebbe emerso da  una particella infinitamente piccola e insieme estremamente pesante e  calda. Su questi oggetti servirebbe quindi l’applicazione contemporanea  delle due teorie. Oggi esiste una teoria detta delle superstringhe in  grado di mettere d’accordo la meccanica quantistica e la relatività  generale. Essa spiegherebbe il comportamento della materia, delle forze  che tengono insieme gli oggetti materiali, e forse anche dello spazio e  del tempo. Secondo questa teoria tutto ciò che esiste nell’Universo non  sarebbe altro che la manifestazione di “energia vibratoria”...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3088486274597880990?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3088486274597880990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3088486274597880990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/10/energia-vibratoria.html' title='Energia vibratoria'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6166863950763609913</id><published>2010-10-15T10:51:00.001-07:00</published><updated>2010-10-18T08:29:50.704-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Relazione Terapeutica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Relazione terapeutica   (cervello ed elaborazione delle emozioni)</title><content type='html'>&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;La facilitazione della regolazione emotiva &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;è, oggi, vista, come meccanismo comune &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;a tutte le relazioni terapeutiche. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;La regolazione interattiva all’interno di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;una relazione terapeutica funge da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;ambiente stimolante per l’evoluzione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;esperienza-dipendente del sistema &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;orbitofrontale destro. Tale contesto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;può modificare l’adattamento in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;“maggiormente sicuro”. La co-costruzione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;di una narrazione coerente di un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;eventuale trauma può emergere in un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;contesto relazionale che faciliti la mediazione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;callosale destro sinistro delle informazioni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;emotive. Ciò permette l’elaborazione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;semantica esplicita di stati emotivi codificati &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;nella memoria implicita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Il concetto di “periodo critico” è, oggi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;fondamentale nella neurobiologia dello sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt; L’emisfero destro è in crescita nei primi 18 mesi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;di vita e resta dominante nei primi 3 anni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;La sua maturazione è esperienza-dipendente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;ed è vincolata alla relazione con il caregiver primario. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;La relazione tra paziente e terapeuta crea &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;un ambiente in grado di facilitare quella che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Emde chiama una mobilitazione della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;“Spinta evolutiva positiva biologicamente determinata” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;nel paziente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Creare, quindi, un contesto ottimale per la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;co-creazione di un sistema di regolazione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;interattiva nel periodo dello sviluppo socioemotivo, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;facilita l’evoluzione di un sistema regolatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt; neurobiologico funzionale al miglior equilibrio della persona. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6166863950763609913?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6166863950763609913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6166863950763609913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/10/relazione-terapeutica-cervello-ed.html' title='Relazione terapeutica   (cervello ed elaborazione delle emozioni)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-160229084503994435</id><published>2010-10-01T10:42:00.000-07:00</published><updated>2010-10-05T08:33:15.384-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategia k'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Strategia k</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È definita &lt;i&gt;strategia K&lt;/i&gt;  la  dinamica di popolazione basata sulla capacità di adattamento e   sopravvivenza. Le popolazioni delle specie a strategia K hanno ritmi di   crescita lenti e, una volta saturata la capacità portante  dell'ambiente,  si assestano su un livello di equilibrio, con  oscillazioni  "fisiologiche" attorno a questo valore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La popolazione non subisce repentini crolli.. La curva di lungo periodo è infatti rappresentata da una &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmoide" title="Sigmoide"&gt;sigmoide&lt;/a&gt; o &lt;i&gt;curva logistica&lt;/i&gt; la cui regressione statistica si avvicina &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asintoto" title="Asintoto"&gt;asintoticamente&lt;/a&gt; ad una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Retta" title="Retta"&gt;retta&lt;/a&gt; orizzontale con ordinata correlata alla capacità portante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le   specie a strategia K sono caratterizzate da elementi che denotano una   crescita demografica lenta ma sostanzialmente stabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sotto   l'aspetto etologico, le specie con questa strategia manifestano   comportamenti che tendono ad instaurare condizioni di equilibrio. Gli   individui si sviluppano lentamente e una volta raggiunta l'età adulta   sono in grado di riprodursi per tempi relativamente lunghi, presentando   una certa longevità. Il basso grado di prolificità è compensato dalla   cura della prole, comportamento che riduce notevolmente la mortalità   fino all'età riproduttiva. La competizione intraspecifica è limitata -   almeno fra gli animali - da comportamenti che tendono a prevenirla&amp;nbsp;  (ad  esempio la "territorialità"). I fattori di controllo naturali,   rappresentati dalle malattie e dagli antagonisti naturali, hanno un   basso impatto, perciò tendono a mantenere costante il tasso di mortalità   senza bruschi incrementi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le specie a strategia K si annoverano principalmente fra gli &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uccelli" title="Uccelli"&gt;Uccelli&lt;/a&gt; e i &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mammiferi" title="Mammiferi"&gt;Mammiferi&lt;/a&gt; e alcuni &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rettili" title="Rettili"&gt;Rettili&lt;/a&gt;,   ma va precisato che in queste categorie sistematiche sono frequenti   anche specie a strategia r. Sotto l'aspetto funzionale occupano in   generale i vertici delle catene alimentari ma si collocano, con alcune   prerogative, anche fra i consumatori primari (es. i grandi &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erbivoria" title="Erbivoria"&gt;erbivori&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-160229084503994435?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/160229084503994435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/160229084503994435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/10/strategia-k.html' title='Strategia k'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5653983774271339383</id><published>2010-09-24T10:40:00.001-07:00</published><updated>2010-09-24T10:40:17.185-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Problem Solving'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Metacognizione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metacognizione"&gt;&lt;b&gt;Metacognizione&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.   La ricerca psicologica attuale, dopo fasi storiche segnate da un   interesse principalmente orientato verso le strutture ed i meccanismi   mentali, evidenzia anche come sia importante stimolare la capacità di   rendersi conto dei processi e delle strategie cognitive necessari per   inquadrare, comprendere, rappresentare e risolvere un problema, allo   scopo di verificare l’attendibilità della soluzione ottenuta. Questo   àmbito di ricerca viene denominato genericamente “metacognizione”, anche   se, a rigore, tale parola dovrebbe significare “riflessione su quel  che  si sa”. Esistono àmbiti diversi della metacognizione che possono  essere oggetto  di separata analisi; fra questi una distinzione quasi  universalmente  accettata riguarda, da un lato, i processi metacognitivi  di controllo  che guidano l’effettivo funzionamento cognitivo e,  dall’altro, l’insieme  delle riflessioni sul funzionamento cognitivo che  un individuo ha  sviluppato, in quest’ultimo caso si parla di  “conoscenza metacognitiva”. La conoscenza metacognitiva riguarda  potenzialmente tutti gli àmbiti del  funzionamento cognitivo: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_%28fisiologia%29"&gt;memoria&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio#La_variabilit.C3.A0_dei_linguaggi_nello_spazio_e_nel_tempo"&gt;linguaggio&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attenzione"&gt;attenzione&lt;/a&gt;, ragionamento ecc…  Alcune strategie metacognitive evidenti nell'àmbito del &lt;a href="http://www.tesionline.it/ricerca/risultati.asp?keyword=problem+solving&amp;amp;resultcanali=&amp;amp;settoreid=&amp;amp;cAutore=&amp;amp;nAutore=&amp;amp;cRelatore=&amp;amp;nRelatore=&amp;amp;annoD=&amp;amp;annoA=&amp;amp;UnivID=&amp;amp;FacolID=&amp;amp;CorsoID="&gt;problem solving&lt;/a&gt;   sono:  a) la capacità di orientarsi o di inquadrare il problema; di  esaminarne  le caratteristiche, il significato, le competenze che  coinvolgono la sua  risoluzione, i percorsi risolutivi possibili, le  esigenze varie (anche  concrete) cui si sta per andare incontro (in  termini di tempo, per  esempio, o di materiali); dunque una riflessione  sui preliminari;  b) la capacità di pianificare l'attività risolutiva;  quando non si ha a  disposizione un immediato metodo risolutivo, occorre  progettarne uno,  quantificando le successive operazioni che permettono  di raggiungere  l'obiettivo prefissato. Non si tratta tanto di  pianificare la strategia  risolutiva, quanto il modo di organizzarsi e  di organizzare le proprie  risorse in termini di fonti di conoscenza, di  tempo, di strumenti, per  riuscire ad individuare una soluzione e per  poterla difendere mediante  una valida argomentazione;  c) La capacità  di monitoraggio; riflettere sul proprio comportamento  durante la fase  di risoluzione del problema, mettendosi in grado di  modificarlo, cioè  di correggere il tiro, lo stile, tenendo d’occhio sia  lo scopo del  lavoro sia l’obiettivo prefissato;  d) la capacità di valutare il lavoro  fatto o che si va facendo; ovvero  confrontare i risultati, parziali o  totali, via via conseguiti (ed i  metodi adottati) con gli obiettivi  prefissati, avendo anche la capacità  di autocritica, soprattutto se,  alla fine, il risultato non è congruo al  testo del problema. &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5653983774271339383?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5653983774271339383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5653983774271339383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/09/metacognizione.html' title='Metacognizione'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5883470482185715328</id><published>2010-09-16T11:41:00.001-07:00</published><updated>2010-09-16T11:41:59.307-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Problem Solving'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Risolvere problemi (problem solving)</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Acquisizione, rappresentazione ed organizzazione delle conoscenze.&lt;/strong&gt;  E’ possibile affrontare qualsiasi problema se si possiedono le  conoscenze specifiche, rappresentate ed organizzate in modo adeguato.  Tali conoscenze servono ad inquadrare, comprendere e rappresentare in  modo valido il problema in questione. E’ sicuramente necessario, quindi,  imparare a risolvere problemi ma è anche importante avere familiarità  con i concetti, i principi, le abilità e le &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L"&gt;strategie cognitive &lt;/a&gt;che specifiche classi di problemi implicano. Per evidenziare l'importanza delle conoscenze legate ad uno specifico contesto si parla di “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_frame"&gt;frame&lt;/a&gt;”  (cornice) intendendo una strutturazione delle informazioni atta a  rappresentare una situazione stereotipata, come essere in un certo  salotto o andare al compleanno di qualcuno. Per diventare un buon risolutore di problemi è funzionale possedere una  buona organizzazione interna, non solo delle conoscenze concettuali  relative ad un campo di problemi ma anche delle strategie risolutive a  queste collegate. È importante chiedersi, nella risoluzione dei problemi, quali siano le  “tracce” o i “segni” che ci guidano verso l’”&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insight"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;insight&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;” (inteso come forma di soluzione creativa) nell’attività di &lt;a href="http://www.tesionline.it/ricerca/risultati.asp?keyword=problem+solving&amp;amp;resultcanali=&amp;amp;settoreid=&amp;amp;cAutore=&amp;amp;amp;nAutore=&amp;amp;cRelatore=&amp;amp;nRelatore=&amp;amp;annoD=&amp;amp;annoA=&amp;amp;UnivID=&amp;amp;FacolID=&amp;amp;CorsoID="&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;problem&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;solving&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Ognuno di tali segni si potrebbe definire “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Euristica"&gt;euristico&lt;/a&gt;”  (nel senso: “che serve a scoprire”). Pertanto, è necessario stimolare in noi la costruzione di una struttura  integrata, di uno “schema mentale”. Ma come costituire uno schema mentale funzionale? Come superare il mare  che...c’è tra il dire ed il fare? Innanzitutto considerando tre principali fattori:  1) lacune o errori nella conoscenza di base;  2) difficoltà nella codificazione delle relazioni reciproche tra le  operazioni che si fanno e le relative conoscenze, cioè tra sviluppo di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Algoritmo"&gt;algoritmi&lt;/a&gt;  e attribuzione di significato alle varie operazioni portate a termine;  3) settorializzazione della conoscenza.  Per superare questo stato di cose è utile tener presente la necessità di  promuovere progressivamente e contemporaneamente una costruzione  significativa e stabile sia delle conoscenze dichiarative sia di quelle  procedurali collegate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5883470482185715328?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5883470482185715328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5883470482185715328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/09/risolvere-problemi-problem-solving.html' title='Risolvere problemi (problem solving)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3436224500645274695</id><published>2010-09-03T10:06:00.003-07:00</published><updated>2010-09-03T10:06:47.109-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 15</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mente può, teoricamente, essere in parte imitata da un sistema funzionante in parallelo e contenente un modello di se stessa. Il &lt;strong&gt;connessionismo&lt;/strong&gt; prevede una macchina le cui  prestazioni siano il risultato di esperienza, evoluzione ed  auto-organizzazione della macchina stessa. Allora, ottenere la "copia" della mente umana è impossibile ma le reti  neurali faranno probabilmente emergere intelligenze nuove rispetto alla  nostra, intelligenze in cui il computer aggiunge qualcosa di suo e lo fa  in modo potenzialmente non prevedibile. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=280"&gt;Domenico Parisi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;  sostiene che "programmare" una macchina intelligente sia una  contraddizione in termini poiché un programma è una sequenza di  istruzioni su come comportarsi mentre qualcuno o qualcosa si definisce  intelligente perché nessuno gli ha detto come comportarsi. Per questo riprodurre l'intelligenza in un sistema artificiale così come  è proposto dall'informatica è limitante. Per ora non ci sono prove su come lavori il cervello e, dal momento che  manca una buona conoscenza di base, tutti i progetti sono attuati senza  il conforto di teorie scientifiche ma solo in base a modelli intuitivi;  si tratta di tentativi per andare oltre i limiti del computer  sequenziale ad elaborazione simbolica. Mancano molte nozioni sulla nostra base biologica ed è difficile  riprodurre qualcosa di cui non si è a conoscenza, che si può solo  intuire. Anche se fosse possibile riprodurre la mente, quale andrebbe riprodotta?  E di chi? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gerald_Edelman"&gt;Gerald M. Edelman&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;  sostiene un "Darwinismo neuronale", per cui l'attività del cervello  sarebbe altamente individuale, affermando che le attuali analogie col  computer siano fuorvianti in quanto ignorano un principio fondamentale  alla base del cervello biologico: la variabilità individuale connessa a  fattori genetici ed ambientali. Inoltre, posto che la variabilità svolga un ruolo importante in termini  funzionalisti, ci deve essere un principio Darwiniano di selezione per  le strutture nervose o gruppi di neuroni che reagiscono più di altri a  particolari stimoli. La soluzione forse sta nel cercare un'intelligenza alternativa, con  meccanismi simili, ma solo simili, a quelli biologici (dal punto di  vista funzionale) con un conseguente spostamento di interesse verso  un'intelligenza probabilmente compatibile con quella umana ma che non ne  sia per forza una "copia". Si potrebbe avere, così, una collaborazione fra due intelligenze per un  unico scopo: ampliare la conoscenza. Un nuovo mondo che dovrebbe essere accettato per quello che è e compreso  per come può svilupparsi e non per quello che sembra avere di umano. I risultati di un programma o di un qualsiasi sistema (se la parola  programma non piace) sono frutto della nostra mente ma non per forza  specchio di essa. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.google.it/custom?hl=it&amp;amp;oe=ISO-8859-1&amp;amp;client=pub-7276804894849336&amp;amp;cof=FORID:1%3BGL:1%3BLBGC:FFFF99%3BBGC:%23000000%3BT:%23cccc66%3BLC:%23cc0000%3BVLC:%23ffffff%3BGALT:%23FFFFFF%3BGFNT:%23cccc99%3BGIMP:%23cccc99%3BDIV:%23990000%3B&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=spell&amp;amp;resnum=0&amp;amp;ct=result&amp;amp;cd=1&amp;amp;q=marceau+felden&amp;amp;spell=1"&gt;Marceau Felden&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;  conclude il suo libro "Le songe de Minerve" dicendo che il cervello è  un oggetto dalle proprietà straordinarie e forse inesplicabili ... per  il cervello stesso.         &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3436224500645274695?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3436224500645274695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3436224500645274695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/09/macchine-coscienti-15.html' title='Macchine coscienti 15'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4154640100117267248</id><published>2010-08-26T10:49:00.001-07:00</published><updated>2010-08-26T10:49:21.640-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 14</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La risposta della macchina dipende dal tipo di  informazione in entrata, quindi resta sempre l'esperto umano, spesso in  condizioni di incertezza, a dover stabilire, a monte, i dati rilevanti  per l'analisi. Dalla fine degli anni '80, per quanto riguarda il ragionamento in  condizioni di incertezza, esistono applicativi i quali utilizzano i  criteri della logica sfumata, che fornisce il computer di una sorta di  "buon senso". &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Kosko&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Isaka&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; hanno proposto applicazioni tecnologiche di sistemi a logica sfumata (&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Logica_fuzzy"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;fuzzy&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;logic&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;) con reti neurali per la messa a punto delle regole. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Connessionismo&lt;/span&gt;, allora, o sistemi di produzione? Le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;neuroscienze&lt;/span&gt; non forniscono prove che siano maggiormente a favore di un'architettura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;connessionista&lt;/span&gt; piuttosto che di una basata sui sistemi di produzione. &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;David&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Tourezsky&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Geoff&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Hinton&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; hanno dimostrato come si possa attuare la traduzione da un &lt;strong&gt;sistema di produzione&lt;/strong&gt; ad una &lt;strong&gt;rete in parallelo&lt;/strong&gt; (i processi di basso livello simulano le regole di livello alto). Secondo &lt;strong&gt;&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/macchine-coscienti-3.html"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Philip&lt;/span&gt; N. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Johnson&lt;/span&gt;-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Laird&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; il cervello non è cablato in modo da rassomigliare ad alcuna delle attuali proposte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;connessioniste&lt;/span&gt;. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/macchine-coscienti-2.html"&gt;Turing&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;,  nel 1950, solleva la questione se una macchina possa essere considerata  intelligente, suggerendo di risolvere il problema per mezzo di un test  operazionale: è in grado un computer di imitare la conversazione di un  umano così bene che non sia possibile distinguere le due prestazioni? Nei termini di questo famoso test, l'intelligenza artificiale sarebbe  realizzata il giorno in cui una persona potesse avere una conversazione  con un'altra persona o con un computer (entrambi in un'altra stanza e  utilizzando una telescrivente) senza riuscire a distinguerli. Il &lt;strong&gt;test di Turing&lt;/strong&gt; origina da un approccio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;comportamentista&lt;/span&gt;: se il comportamento della macchina è uguale a quello della mente (intelligente) allora la macchina è intelligente. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Searle"&gt;Searle&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;  sostiene che un sistema che si limiti ad elaborare simboli, senza avere  "coscienza" , non può essere considerato equivalente ad un essere  pensante, anche se lo è la sua performance. Il computer non sta capendo  che sta capendo, o, se vogliamo, un programma non è una mente. La mente umana può calcolare cose che non sono alla portata della  macchina, però ... una macchina forse potrebbe compiere la stessa  dimostrazione relativamente ad ogni altra macchina e quindi essere, in  questo senso, uguale alla mente umana, che resterà, però, sempre più  complessa di qualsiasi teoria al suo riguardo (il dispositivo che  costruisce una teoria è necessariamente sempre più complicato della  teoria stessa). La meta finale rimane, ad ogni modo, costruire un modello mentale del  dispositivo che costruisce i modelli mentali. Un paradosso? Oppure è la descrizione dell'autocoscienza: la mente  consapevole della mente? E in base a quale criterio si può affermare che se una macchina si  descrive si sia anche "capita"? Un programma che utilizzi una descrizione di se stesso come proprio  modello mentale si può dire che si "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;autoimiti&lt;/span&gt;" e non per forza che abbia "autocoscienza". &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.google.it/custom?hl=it&amp;amp;ie=ISO-8859-1&amp;amp;oe=ISO-8859-1&amp;amp;client=pub-7276804894849336&amp;amp;cof=FORID%3A1%3BGL%3A1%3BLBGC%3AFFFF99%3BBGC%3A%23000000%3BT%3A%23cccc66%3BLC%3A%23cc0000%3BVLC%3A%23ffffff%3BGALT%3A%23FFFFFF%3BGFNT%3A%23cccc99%3BGIMP%3A%23cccc99%3BDIV%3A%23990000%3B&amp;amp;q=%22patricia+churchland%22&amp;amp;btnG=Cerca&amp;amp;meta=lr%3Dlang_it"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Patricia&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Churchland&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; nel 1981 fa notare come l'idea di un modello di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;sè&lt;/span&gt;  da parte dell'uomo potrebbe essere errata, in fondo ciò che abbiamo  oggettivamente è un modello delle opzioni disponibili al sistema  operativo. La conoscenza, seppur limitata, di questo sistema operativo ci dà però  un senso di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;autoidentità&lt;/span&gt;, continuità e individualità (ed è difficile pensare che il comportamento non sia un riflesso della vita mentale)...  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4154640100117267248?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4154640100117267248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4154640100117267248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/08/macchine-coscienti-14.html' title='Macchine coscienti 14'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4859859938904083314</id><published>2010-08-07T07:51:00.001-07:00</published><updated>2010-08-07T07:51:57.165-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 13</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle reti a strati nascosti non vi è la possibilità di calcolare l'&lt;strong&gt;&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/04/macchine-coscienti-12.html"&gt;errore&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; in base ad un input di insegnamento, ostacolo superato con la &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.semeion.it/Modelli.htm"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;back&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;propagation&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; che offre un metodo per stimare quale sia il contributo di ogni unità nascosta agli errori delle unità di output connesse. L'apprendimento in una rete con unità nascoste e con la &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;back&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;propagation&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; avviene così: si stabiliscono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;patterns&lt;/span&gt; di attivazione in ingresso e per ciascuno di questi si stabilisce un &lt;strong&gt;"target"&lt;/strong&gt; di insegnamento. La rete processa questa serie di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;patterns&lt;/span&gt; un certo numero di volte (anche migliaia). Dopo ogni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;processamento&lt;/span&gt; si verifica un errore complessivo (la media dei quadrati dell'errore di ogni unità di output) che deve essere ridotto. La &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;back&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;propagation&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, con opportuni correttivi, evita che la rete cada in un &lt;strong&gt;"minimo locale"&lt;/strong&gt;  cioè in un assetto dei pesi da cui non riesce a spostarsi e che non  corrisponde all'errore minimo globale ricercato. E' anche possibile variare il tasso di apprendimento della rete, cioè si  può determinare quanto debba essere grande il cambiamento di peso, dato  un certo errore. In genere si preferisce fare cambiamenti lievi. Altro fattore modificabile è il momento in cui introdurre il cambiamento  necessario. La rete, in un certo senso, va oltre lo stimolo dato, fa inferenze. L'architettura di una rete può essere ulteriormente complicata, il solo  limite è che sia sempre possibile l'applicazione della &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;back&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;propagation&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; o del metodo di apprendimento utilizzato. Esistono anche metodi di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://feanor.sssup.it/%7Egiorgio/slides/neural/n2-super.pdf"&gt;apprendimento supervisionato&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;  (detti apprendimento per rinforzo, in cui ci si limita a dire alla  macchina se il suo comportamento va bene oppure no, senza dirle  esattamente come comportarsi) oppure &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento_non_supervisionato"&gt;apprendimento non supervisionato&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;  (in cui la macchina apprende perché scopre da sola regolarità  nell'input, senza ricevere correzioni dall'esterno Nell'apprendimento per evoluzione genetica, invece, vi è un solo fattore  che spinge l'evoluzione del sistema verso prestazioni più efficaci: la  riproduzione selettiva e l'aggiunta sistematica di variabilità nel  sistema. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://ipnweb.in2p3.fr/%7Elptms/membres/mezard/"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Marc&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Mèzard&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.lps.ens.fr/%7Enadal/english.html"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Jean&lt;/span&gt;-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Pierre&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Nadal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;  hanno scoperto un metodo che consente un'architettura di rete minima  capace di crescere fino a raggiungere le dimensioni adatte per svolgere  un dato compito &lt;strong&gt;(&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;tiling&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;algorithm&lt;/span&gt;)&lt;/strong&gt;. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;strong&gt;connessionismo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; rende evidente perché la memoria dei calcolatori informatici sia una cosa molto diversa dalla memoria biologica. Un sistema &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;connessionista&lt;/span&gt;  recupera una informazione conservata in rete anche presentandone  un'altra somigliante e la recupera ovunque essa sia. Infatti non è chiaro in che senso si possa parlare di un file di  informazione in un sistema di questo tipo. E' anche possibile recuperare informazioni che non si sapeva fossero  nella rete e a cui non occorre dare un nome o un qualsiasi altro tipo di  classificazione (che poi sarebbe necessario ricordare). Le &lt;strong&gt;reti neurali&lt;/strong&gt; si possono considerare come reti di  memoria nella quale ogni singola esperienza lascia una traccia che  influenza il modo in cui la rete reagirà successivamente ad esperienze  più o meno simili, o collegate in qualche modo alle precedenti. Il passato incide però in blocco sul presente e non c'è differenza tra  passato più o meno remoto a meno che nella rete non sia presente un  secondo tipo di memoria sensibile al tempo inteso anche come dimensione e  che abbia capacità limitata per cui più passa il tempo minore è  l'influenza di un'esperienza, che può arrivare fino a scomparire per  qualche motivo (nella mente umana comunque non si è sicuri che scompaia  il ricordo, forse se ne perde solo la chiave d'accesso)...  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4859859938904083314?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4859859938904083314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4859859938904083314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/08/macchine-coscienti-13.html' title='Macchine coscienti 13'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-8525294308847084990</id><published>2010-07-29T10:46:00.000-07:00</published><updated>2010-07-29T10:46:36.213-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 12</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta determinato l'input netto,  attraverso la somma algebrica delle attivazioni e delle inibizioni  arrivate, questo viene trasformato nell'input di attivazione dell'unità,  seguendo una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_logistica"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;funzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sigmoide&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Lo stato di attivazione determina come e quanto l'unità influenzi le  altre con cui è collegata e lo stato di attivazione della unità di  output lo si può definire come la risposta della rete alla attivazione  esterna iniziale. Se la rete scopre regolarità negli stimoli, "impara" ex. le reti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Kohonen&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che sviluppano mappe di tratti. Un altro metodo di apprendimento è quello della &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Backpropagation"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;back&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;propagation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  in cui, durante l'apprendimento si presenta alla rete il pattern di  attivazione in input e anche quello che ci si aspetta dalla rete in  output (detto input di insegnamento). La rete calcola un pattern di output che è diverso da quello desiderato e  poi calcola, per ogni unità di output, l'errore (la differenza tra lo  stato di attivazione prodotto dalla rete per quell'unità e quello  stabilito nell'input di insegnamento). L'errore serve a modificare i pesi delle connessioni. Generalmente  questa operazione di riconfigurazione avviene sulla base della &lt;a href="http://www.hyperlabs.net/neurale/introduzione/06.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;legge di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Hebb&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, di rafforzare cioè le interconnessioni in proporzione al loro uso. Una variazione é, per esempio, la &lt;a href="http://www.psicolab.net/index.asp?pid=idart&amp;amp;cat=2&amp;amp;scat=23&amp;amp;arid=274"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;regola "Delta"&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Bernard&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Widrow&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Marcin&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Hoff&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, a sua volta una generalizzazione della regola di apprendimento del &lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/04/macchine-coscienti-7.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Percettrone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,  secondo cui il peso di una sinapsi va rafforzato di una quantità  proporzionale  alla differenza tra l'output fornito e l'output atteso (e  così via ricorsivamente nei diversi strati)...       &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-8525294308847084990?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8525294308847084990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8525294308847084990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/07/macchine-coscienti-12.html' title='Macchine coscienti 12'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6441916723168120516</id><published>2010-07-20T11:53:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T11:53:55.542-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 11</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto più grande è uno &lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/04/macchine-coscienti-10.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;strato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, tanto più rapida ma  limitata è la generalizzazione ottenibile; quanto più piccolo è uno  strato, tanto più lenta ma precisa è la generalizzazione. La potenza di questo sistema deriva da come sono connesse le unità e una  delle sue caratteristiche principali è la capacità di apprendere. I &lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/04/macchine-coscienti-10.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pesi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; attribuiti  sulle  connessioni sono, inizialmente, scelti a caso e vengono modificati dal  sistema (c'è un programma) &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;finche&lt;/span&gt;' non si ottengono i valori che  consentono di rispondere nel modo desiderato ad una determinata  stimolazione esterna. Secondo il peso che caratterizza la connessione si ha o attivazione o  inibizione. Una connessione con peso alto fa passare molta attivazione, se il peso è  basso passa poca attivazione; un peso positivo fa passare attivazione,  uno negativo, invece, inibizione. Ogni unità integra tutta l'attivazione e tutta l'inibizione che le  arrivano e, a seconda del totale, decide se mandare a sua volta  attivazione o inibizione attraverso le connessioni con le altre unità (e  quanta mandarne). I sistemi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;connessionistici&lt;/span&gt;  sono spesso chiamati &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;reti neurali&lt;/span&gt;  anche perché le unità sono simili, da un punto di vista funzionale, a  cellule nervose e le connessioni lo sono ai collegamenti sinaptici tra &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assone"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;assone&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di un neurone e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dendrite_%28biologia%29"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dendriti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di un altro. Anche le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sinapsi&lt;/span&gt; del corpo umano  possono essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;attivatorie&lt;/span&gt;  o inibitorie ed i singoli neuroni calcolano la loro attivazione o  inibizione sulla base del totale dei segnali in arrivo. L'ipotesi neurochimica, inoltre, indica l'apprendimento come risultato  del cambiamento da parte delle sinapsi della capacità di far passare  attivazione o inibizione (si &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ri&lt;/span&gt;-tarano). Nelle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;reti neurali&lt;/span&gt;, la quantità  di attivazione o inibizione dipende quindi da due fattori: il peso sulla  connessione e lo stato di attivazione dell'unità (che può essere più o  meno alto). I due fattori vengono moltiplicati l'uno con l'altro. L'unità mette  assieme tutti i segnali in un unico valore (input netto) per quella  unità...  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6441916723168120516?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6441916723168120516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6441916723168120516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/07/macchine-coscienti-11.html' title='Macchine coscienti 11'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5571573811182075973</id><published>2010-07-06T12:01:00.001-07:00</published><updated>2010-07-06T12:01:34.236-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 10</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si possono individuare nei &lt;strong&gt;&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/04/macchine-coscienti-9.html"&gt;sistemi di produzione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; tre principi fondamentali: 1) esiste un'architettura unitaria della mente 2) i processi di controllo che governano l'esecuzione dei compiti mentali dovrebbero essere relativamente semplici 3) i processi che governano l'apprendimento e la memoria dipendono da regole simboliche. In un sistema di produzione il significato di un simbolo dipende dalle regole che lo contengono e tali regole debbono ricevere una struttura esplicita all'interno del sistema stesso La teoria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;connessionista&lt;/span&gt;, diversamente da quella dei sistemi di produzione (nelle applicazioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;cognitiviste&lt;/span&gt;), non fa uso di regole con una struttura esplicita e non occorre, quindi, sviluppare un programma ogni volta. Qui, le unità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;processamento&lt;/span&gt; del sistema sono simili a cellule cerebrali idealizzate che possono tutte eseguire una semplice operazione. In linea di principio, ogni unità può essere connessa con qualsiasi altra, ex.: le &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_neurale"&gt;reti neurali&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_neurale#Reti_di_Hopfield"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Hopfield&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; in cui ogni unità è connessa con tutte le altre attraverso connessioni simmetriche, cioè nei due sensi, e con identico &lt;strong&gt;peso&lt;/strong&gt;. Ci sono, però, molte reti con restrizioni nelle connettività, in cui mancano le connessioni tra le unità di uno stesso strato e quelle di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;feedback&lt;/span&gt; (si chiamano reti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;forward&lt;/span&gt;, cioè in avanti). Queste unità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;processamento&lt;/span&gt; ricevono diversi input, la combinazione dei quali ne modifica il valore di attivazione. Le vie che connettono unità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;processamento&lt;/span&gt; diverse hanno un diverso &lt;a href="http://www.hyperlabs.net/neurale/introduzione/06.html"&gt;&lt;strong&gt;peso di connessione&lt;/strong&gt;, &lt;/a&gt;peso che determina l'attivazione o l'inibizione propagatesi nella rete e che corrisponde alla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinapsi"&gt;&lt;strong&gt;forza sinaptica&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;delle connessioni neuronali. Le unità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;processamento&lt;/span&gt; sono riunite in gruppi chiamati &lt;strong&gt;strati&lt;/strong&gt;. Di tali organizzazioni ne coesistono &lt;strong&gt;almeno due&lt;/strong&gt;: uno &lt;strong&gt;strato di input&lt;/strong&gt; ed uno &lt;strong&gt;strato di output&lt;/strong&gt;, se ci sono strati intermedi, questi prendono il nome di strati nascosti. Tramite gli strati nascosti è possibile distribuire l'apprendimento in molte unità, con il vantaggio di ottenere un immagazzinamento delle informazioni più simile alle operazioni della memoria umana di quanto non permettano i computer convenzionali, nei quali la rievocazione è perfetta solo se si trova la posizione corretta in cui il ricordo è immagazzinato, altrimenti niente da fare... &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5571573811182075973?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5571573811182075973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5571573811182075973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/07/macchine-coscienti-10.html' title='Macchine coscienti 10'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-385167598641820147</id><published>2010-06-28T09:44:00.001-07:00</published><updated>2010-06-28T09:44:16.720-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 9</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La maggior parte dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/04/macchine-coscienti-8.html"&gt;sistemi esperti&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; attuali, si basa sulla metodologia dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sistemi di produzione&lt;/span&gt;  (sistemi di produzione e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;connessionismo&lt;/span&gt; sono le due ipotesi principali circa l'architettura della mente). I sistemi di produzione nascono dal lavoro di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Allen_Newell"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Allen&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Newell&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Herbert_Simon"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Herbert&lt;/span&gt; Simon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, pionieri della simulazione computazionale dei processi mentali. Il loro programma (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/General_Problem_Solver"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;general&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;problem&lt;/span&gt; solver&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) pianifica una serie di azioni seguendo una procedura generale di ricerca, che è anche impiegata per risolvere sottoparti del problema. In una evoluzione della loro teoria, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Newell&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Simon &lt;/span&gt;propongono che le conoscenze siano rappresentate da un vasto insieme di regole condizionali (produzioni) del tipo:  &lt;div style="text-align: center;"&gt;...&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;se&lt;/span&gt; “condizione” &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;allora&lt;/span&gt; “azione”... &lt;/div&gt;che costituiscono una grammatica paragonabile ad una &lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/macchine-coscienti-2.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;macchina universale di Turing&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; . Come una grammatica ha bisogno di un programma, così le &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;regole di produzione&lt;/span&gt; debbono basarsi su di un programma per poter essere utilizzate. L'azione può essere fisica oppure cambiare i contenuti della memoria di lavoro e quindi controllare quale regola verrà attivata subito dopo. I principi che determinano la sequenza delle regole sono, quindi, incorporati nelle regole stesse e così il sistema può controllare l'esecuzione di un compito. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Newell&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Simon&lt;/span&gt; usarono un sistema di produzione per formulare una teoria per la soluzione di problemi (in logica, negli scacchi, etc) e da allora una grande varietà di applicazioni si basa sui sistemi di produzione per sviluppare programmi che incorporino la conoscenza di esperti umani (i cosiddetti sistemi esperti) o per costruire teorie psicologiche. Ma come può avvenire l'apprendimento in un sistema di produzione? Una fonte possono essere i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fatti &lt;/span&gt;(ex. le tabelline imparate a scuola), che hanno il vantaggio di poter essere utilizzati in diverse occasioni. Per usare questi fatti, naturalmente, occorre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una procedura che li interpreti&lt;/span&gt;. Secondo &lt;a href="http://act-r.psy.cmu.edu/people/ja/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;John&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Anderson&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, la transizione dalla prima esecuzione di un compito ad una prestazione perfettamente competente, corrisponde alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;trasformazione di un insieme di fatti in un insieme di regole di produzione&lt;/span&gt;. L'apprendimento potrebbe, quindi, avvenire anche formando regole, aggiungendone ad un insieme preesistente o modificando le precedenze fra di esse... &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-385167598641820147?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/385167598641820147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/385167598641820147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/06/macchine-coscienti-9.html' title='Macchine coscienti 9'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5636920889852483438</id><published>2010-06-23T07:54:00.001-07:00</published><updated>2010-06-23T07:54:20.142-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 8</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/04/macchine-coscienti-8.html"&gt;Macchine coscienti  8&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 1969  &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marvin_Minsky"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Minsky&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seymour_Papert"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Papert&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; conducono un'analisi matematica dei limiti, oltre che delle possibilità, di sistemi tipo-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;percettrone&lt;/span&gt; (a due strati), difendendo l'approccio dell'intelligenza artificiale, basato sulla manipolazione di simboli. Il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Percettrone"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;percettrone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; preso in considerazione ha uno strato di unità di input, uno di unità di output ma non ha strati di unità nascoste, cioè non ha strati intermedi. Un suo limite si evidenzia nei casi in cui siano presenti &lt;a href="http://labvisione.deis.unibo.it/degree/mneri/app2_2.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;problemi non linearmente separabili&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, i quali si possono affrontare con successo utilizzando una rete con almeno uno strato di unità nascoste (tale caratteristica fa anche la vera differenza tra reti a strati di unità nascoste e sistemi informatici convenzionali). Il valore di queste unità era già chiaro a &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Frank_Rosenblatt"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Rosenblatt&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ma non si sapeva ancora come farle apprendere. Altro limite del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;percettrone&lt;/span&gt; è la capacità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;inferenziale&lt;/span&gt;. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;percettrone&lt;/span&gt; non inferisce da altre proprietà che sono di sua conoscenza, non fa altro che imparare una serie di associazioni dirette tra coppie di &lt;a href="http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2003/Ucau031102d001/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;patterns&lt;/span&gt; di attivazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e non si costruisce nessuna rappresentazione interna di concetti. Il pattern di attivazione del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;percettrone&lt;/span&gt; è imposto dall'esterno e ciò che non gli viene direttamente insegnato non riesce ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;inferirlo&lt;/span&gt;. Il boom del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Connessionismo"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;connessionismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è negli anni '70. Lo si può contrapporre al &lt;a href="http://www.valsesiascuole.it/crosior/db/cognitivo.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;cognitivismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che cerca di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;modellizzare&lt;/span&gt; le prestazioni umane come un “flusso informativo” (&lt;a href="http://www.comune.nettuno.roma.it/Le%20Attivit%E0/Artigianato/ricerca/9_2.htm"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;human&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;information&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;processing&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;). In questo periodo si comincia a disporre di risorse di calcolo molto potenti ed emerge una matematica sperimentale che produce modelli dei sistemi dinamici non lineari (quelli caratterizzati da "&lt;a href="http://www.ingv.it/%7Ewwwtosi/CorsoFrattali.pdf"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;caos deterministico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;") che vengono applicati, tra l'altro, a fenomeni complessi come la dinamica dei fluidi, fenomeni economici e reti neurali. Uno studio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mc &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Clelland&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; del 1981, illustra come si possa utilizzare un'architettura simile alla mente umana per immagazzinare le informazioni sugli abitanti di un finto quartiere americano malfamato. Caratteristica di questo sistema è la "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;degradazione gentile&lt;/span&gt;" (quando una parte dell'informazione viene cancellata, il sistema fornisce la stima migliore in quelle condizioni), inoltre se uno stimolo contiene informazioni fuorvianti ma altri tratti dell'informazione forniscono un'approssimazione allo stimolo bersaglio corretta, la giusta risposta viene emessa comunque. Se un'informazione non é direttamente specificata, il computer fornisce una stima, cioè una risposta non corretta ma che le si avvicina. E' possibile anche realizzare generalizzazioni spontanee. Con questo sistema si possono, quindi, riempire valori mancanti e formare concetti generali stereotipati. Da un punto di vista applicativo si ha, così, a disposizione un “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_esperto_%28informatica%29"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sistema esperto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;” in grado di risolvere problemi che altrimenti richiederebbero persone altamente specializzate... &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5636920889852483438?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5636920889852483438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5636920889852483438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/06/macchine-coscienti-8.html' title='Macchine coscienti 8'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-8202880135460233653</id><published>2010-06-19T07:47:00.000-07:00</published><updated>2010-06-19T07:47:09.442-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 7</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La velocità operazionale dei neuroni è sicuramente inferiore rispetto a quella raggiunta dall'hardware di un computer, il cervello ha, però, capacità di recupero d'informazioni dalla memoria che vanno molto oltre quelle di una macchina. Ciò avviene anche perché i neuroni operano in parallelo, interagendo gli uni con gli altri e raggiungendo una soluzione approssimata quando non sia possibile risolvere tutte le operazioni richieste. Inoltre, a livello neuronale, il cervello continua a lavorare più o meno nello stesso modo anche dopo un lieve danno (ex. un trauma cranico), utilizzando altre &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinapsi"&gt;&lt;strong&gt;connessioni&lt;/strong&gt;,&lt;/a&gt; questo perché contiene sufficiente &lt;strong&gt;ridondanza&lt;/strong&gt; per far fronte a degrado e danni limitati. Una macchina seriale, invece, s'interrompe facilmente nel caso si verifichi il malfunzionamento di una sua parte. L'idea che vi sia una distribuzione in parallelo dei processi mentali (anziché la localizzazione in una specifica connessione) nasce in &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Spencer_Lashley"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Karl&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Lashley&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;nel 1929. Nel suo &lt;strong&gt;"Principio dell'azione massiva"&lt;/strong&gt; , egli assume che la corteccia funzioni come un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;tutt&lt;/span&gt;'uno piuttosto che come il risultato delle operazioni di diverse zone separate. Esempi di modelli in parallelo degli anni '60, secondo un approccio &lt;a href="http://www.valsesiascuole.it/crosior/db/cognitivo.htm"&gt;&lt;strong&gt;cognitivista&lt;/strong&gt;,&lt;/a&gt; sono il &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;a href="http://www.racine.ra.it/curba/rivoluzioni/informatica/Reti/Reti%20neurali.htm"&gt;percettrone&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Rosenblatt&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; oppure il &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;pandemonium&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oliver_Selfridge"&gt;Selfridge&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Neisser&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;... &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-8202880135460233653?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8202880135460233653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8202880135460233653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/06/macchine-coscienti-7.html' title='Macchine coscienti 7'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-8926017274912220956</id><published>2010-06-13T02:51:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.800-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 6</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;connessionismo&lt;/span&gt;, cerca un approccio integrato per mente e cervello, cioè mente e cervello studiabili con lo stesso insieme di concetti e metodi empirici.&lt;/strong&gt; Per il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;strong&gt;connessionismo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (a differenza della intelligenza artificiale che è indifferente alle proprietà fisiche ed al modo fisico di funzionare della macchina che deve possedere ed esibire intelligenza) le caratteristiche fisiche del computer intelligente sono molto importanti. Per quanto riguarda la natura fisica della macchina il punto è se l'intelligenza, nella sua interezza, possa essere riprodotta da un sistema fisicamente diverso dal cervello. Un punto&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;punto essenziale sta nel fatto che architettura e modo di funzionare del cervello sono preservati nel sistema artificiale che ha il compito di comportarsi in modo intelligente. Con il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;strong&gt;connessionismo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;, quindi, l'aspetto "quantitativo" costituisce una componente fondamentale dei modelli mentali. Lo studio della mente potrà forse, in un futuro, utilizzare la matematica come strumento fondamentale ed il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;strong&gt;connessionismo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; rappresenterà per questi studi quello che il sorgere della scienza quantitativa di Galileo e Newton ha rappresentato per lo studio della natura nel '600. Forse la concezione simbolica e logica della mente tipica del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;strong&gt;cognitivismo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; può essere superata. Flessibilità e ricchezza sono fra le caratteristiche più importanti della mente umana che ha, sicuramente, una &lt;strong&gt;rievocazione&lt;/strong&gt; spesso parziale ed un &lt;strong&gt;oblio&lt;/strong&gt; sempre presente ma che è, per contro, in grado di estrarre ed utilizzare in modo fruttuoso elementi di esperienze precedenti. Nel computer, invece, se c'é una posizione disponibile, l'immagazzinamento dell'informazione è semplice, l'oblio è assente ed il recupero un fenomeno tutto o nulla ma se manca quella posizione disponibile... &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-8926017274912220956?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8926017274912220956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8926017274912220956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/06/macchine-coscienti-6.html' title='Macchine coscienti 6'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-8200057547248153852</id><published>2010-06-05T09:55:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.801-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti (5)</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Connessionismo"&gt;Connessionismo&lt;/a&gt;.&lt;/strong&gt; Il primo a parlare di "connessionismo" è &lt;strong&gt;Thorndike&lt;/strong&gt; che, dopo aver effettuato esperimenti sull'apprendimento degli animali (esaminandone i processi associativi), estende i propri studi a bambini e adolescenti, elaborando una teoria associazionistica a cui dà il nome di connessionismo, per differenziarla dall'associazionismo della tradizione filosofica (&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aristotele"&gt;Aristotele&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; aveva enunciato le tre leggi dell'associazione e, prima di lui, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Platone"&gt;Platone&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; aveva descritto due leggi associative nel &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.filosofico.net/fedone.html"&gt;Fedone&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;). Secondo &lt;strong&gt;Thorndike&lt;/strong&gt;, apprendere significa connettere e la mente è un sistema di connessioni. L'apprendimento procede mediante prove ed errori, determinanti connessioni associative; le connessioni a cui segue una ricompensa vengono rinforzate e così aumentano le probabilità che, con il tempo, dato un determinato stimolo ne consegua un determinato altro, quello rinforzato in precedenza (legge dell'effetto). &lt;strong&gt;&lt;a href="http://hcr3.isiknowledge.com/author.cgi?&amp;amp;link1=Browse&amp;amp;link2=Results&amp;amp;id=3580"&gt;Alan Baddley&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; fa notare l'analogia tra questa teoria ed il processo della selezione naturale nell'evoluzione secondo &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin"&gt;Charles Darwin&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: ciò che produce una ricompensa viene selezionato e mantenuto al posto di ciò che non determina ricompensa. E' presumibile che nelle reti neuronali (gruppi di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin"&gt;neuroni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;) l'architettura si sia determinata geneticamente e la selezione naturale abbia, poi, scartato le configurazioni non ben formate. A metà del '900 troviamo, agli estremi, due correnti: 1) da una parte chi, come &lt;strong&gt;Hull&lt;/strong&gt;, tenta di stabilire un insieme di principi dell'apprendimento basati sul concetto di associazione e rinforzo;  2) al polo opposto chi, come &lt;strong&gt;Edward Tolman&lt;/strong&gt;, enfatizza l'importanza delle "mappe cognitive", intese come rappresentazioni interne di un qualche procedimento. Nella seconda metà degli anni '50 diminuisce l'interesse per l'apprendimento umano, nessuno sa come dimostrare empiricamente le diverse teorie o, se preferiamo, nessuno è in grado di confutarle. Inoltre buona parte della scienza è influenzata, almeno nei fatti, dal &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cartesio"&gt;dualismo cartesiano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; per cui esisterebbero una mente (studiabile ignorando la sua base fisica) ed un organo fisico, il cervello (studiabile come qualunque altra parte del corpo)... &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-8200057547248153852?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8200057547248153852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8200057547248153852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/06/macchine-coscienti-5.html' title='Macchine coscienti (5)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6584801699048043031</id><published>2010-05-31T10:11:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.803-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti 4</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo &lt;strong&gt;&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/macchine-coscienti-3.html"&gt;P. N. Johnson Laird&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, i compiti principali della mente sono:  - percepire il mondo - imparare, ricordare e controllare le azioni - pensare e creare nuove idee - controllare la comunicazione con gli altri - creare l'esperienza dei sentimenti, delle intenzioni e della consapevolezza di se'  &lt;strong&gt;P.N.Johnson-Laird&lt;/strong&gt; avanza inoltre tre indicazioni sulla natura della mente umana:  1) la mente utilizza diversi livelli di organizzazione (ex. nel linguaggio: suoni, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Morfema"&gt;morfemi,&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; frasi, discorsi); 2) i processi mentali di elaborazione tengono conto del contesto (l'effetto percettivo di ogni indizio dato dipende in larga parte dal contesto in cui ricorre); 3) i processi di elaborazione ai diversi livelli sono interattivi (è plausibile che i processi di un dato "modulo" siano influenzati da informazioni provenienti da altri "moduli"). Così avremmo &lt;strong&gt;separate unità di elaborazione operanti simultaneamente a diversi livelli; ad un livello un dispositivo di elaborazione operante su un dato elemento (mentre altri dispositivi si occupano del contesto) e, ad altri livelli, le unità di elaborazione che interagiscono fra loro. &lt;/strong&gt;Tutto ciò conduce verso un principio essenziale: i processi mentali si svolgono in parallelo. Un'ipotesi sull'architettura della mente basata su questo principio ci viene proposta dal &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Connessionismo"&gt;&lt;strong&gt;"connessionismo"...&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Connessionismo"&gt; &lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6584801699048043031?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6584801699048043031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6584801699048043031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/05/macchine-coscienti-4.html' title='Macchine coscienti 4'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-7182304034417559248</id><published>2010-05-24T11:16:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.804-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti (3)</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/macchine-coscienti-3.html"&gt;Macchine coscienti  (3)&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Logica_formale"&gt;logica formale&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; esiste solo nella testa dei logici, e questi difficilmente la usano nel quotidiano Secondo &lt;strong&gt;Sells&lt;/strong&gt;, il contenuto delle premesse influenza notevolmente le conclusioni della gente; è &lt;strong&gt;"l'effetto atmosfera"&lt;/strong&gt; (tale effetto agisce sulle procedure logiche per cui, ad esempio in un sillogismo, una premessa universale ed una particolare producono &lt;strong&gt;un’atmosfera particolare&lt;/strong&gt;; una premessa affermativa ed una negativa producono &lt;strong&gt;un’atmosfera negativa&lt;/strong&gt;; un’ipotesi aggiuntiva tende a creare &lt;strong&gt;un’atmosfera prudente&lt;/strong&gt;). L'uomo è in grado di costruire, attraverso processi largamente inconsapevoli, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.formare.erickson.it/archivio/aprile_04/trinchero.html"&gt;modelli mentali&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; di ciò che è reale e di ciò che è immaginario e di ragionare manipolando tali modelli. Produrre un algoritmo che possieda una plausibilità psicologica non è cosa semplice. Probabilmente, conoscere le conclusioni tratte normalmente dalle persone a partire da premesse di tipo formale potrebbe essere d'aiuto. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.psibo.unibo.it/SchedaLibro.asp?ID=5431"&gt;P.N.Johnson-Laird&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; fa notare come nessun ricercatore abbia mai pensato di indagare partendo da questo punto di vista, a conferma della forza insita nell'idea che, essendo la logica a caratterizzare ciò che é computato dalla mente, non ci sia bisogno di raccogliere dati osservativi. Attualmente non si è ancora in grado di indicare una teoria che spieghi l'insieme dei modelli mentali. Si possono però individuare almeno tre vincoli ad ogni modello: 1) i modelli mentali e il dispositivo che li costruisce ed interpreta sono computabili &lt;strong&gt;(&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_calcolabilit%C3%83"&gt;principio di computabilità&lt;/a&gt;)&lt;/strong&gt;. In altre parole, il numero dei modelli mentali possibile è infinito numerabile;  2) un modello mentale deve avere dimensioni finite e quindi non può rappresentare direttamente un dominio infinito &lt;strong&gt;(&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Finitismo"&gt;principio del finitismo&lt;/a&gt;);&lt;/strong&gt; 3) un modello mentale viene costruito disponendo dei contrassegni in una particolare strutturazione atta a rappresentare un determinato stato di cose &lt;strong&gt;(principio del costruttivismo).&lt;/strong&gt; Cioè: i modelli mentali rappresentano stati di cose e dato che il numero di questi stati di cose rappresentabili è potenzialmente infinito (ma per costruirne delle rappresentazioni si ha a disposizione solo un meccanismo finito) i modelli debbono essere formati necessariamente da più costituenti di base... &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-7182304034417559248?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7182304034417559248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7182304034417559248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/05/macchine-coscienti-3.html' title='Macchine coscienti (3)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5387536423008866309</id><published>2010-05-13T12:04:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.806-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti (2)</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/macchine-coscienti-2.html"&gt;Macchine coscienti  (2)&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'idea di poter costruire macchine coscienti è vecchia almeno quanto la civiltà occidentale. Secondo i &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Funzionalismo_%28psicologia%29"&gt;funzionalisti&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, la coscienza è in stretta dipendenza con le capacità computazionali del sistema nervoso. Tali computazioni richiedono un cervello di una certa dimensione e complessità per due ragioni: 1) la memoria condiziona la potenza del calcolo, ad esempio la differenza tra un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Automa_a_stati_finiti"&gt;&lt;strong&gt;automa a stati finiti&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;e una &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_di_Turing"&gt;macchina di Turing&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; sta nella possibilità di estendere le operazioni di base accedendo ad una memoria; 2) la velocità di calcolo è molto importante e dipende dalla quantità di elementi che si possono elaborare contemporaneamente (le decisioni coscienti vengono prese in tempo reale). Ogni giorno le e capacità inferenziali umane sono messe alla prova. Il pensiero è caratterizzato da associazioni, creazioni, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Induzione"&gt;induzioni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deduzione"&gt;deduzioni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;... Quando il pensiero concerne il pensiero stesso, si può parlare di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neurosemantica"&gt;meta-pensiero&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, senza il quale gli esseri umani non sarebbero mai arrivati al pensiero inferenziale o alla &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Logica_formale"&gt;logica formale&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Ma cos'è il pensiero inferenziale? Per definizione, un'inferenza è un processo di pensiero che conduce da un insieme di proposizioni ad un altro. Nella deduzione, invece, il processo di pensiero si basa su principi atti a stabilire l'esistenza di una relazione logica tra premesse e conclusione, quest'ultima deve essere vera se lo sono le premesse. &lt;strong&gt;P.N.Johnson-Laird&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Ruth M.J.Byrne&lt;/strong&gt;: "...nella visione un modello è formato da operazioni in parallelo, lo stesso principio si potrebbe applicare alla costruzione di modelli nella deduzione". Per alcune aree cognitive è possibile formulare una teoria in grado di indicare cosa e perché debba essere computato e definire &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Algoritmo"&gt;algoritmi&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;per calcolarlo che siano psicologicamente plausibili (ex. la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_sintattica"&gt;&lt;strong&gt;teoria dell'analisi sintattica&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, specifica gli appropriati algoritmi per &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Complessit%C3%A0_computazionale"&gt;computare&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; le strutture delle frasi). Nel caso dei processi inferenziali nessuno è mai riuscito ad indicare cosa la mente computi; si è tentato di ovviare al problema considerando la logica formale come componente della logica mentale. La logica mentale ha, però, un limite di fondo, cioè &lt;strong&gt;i principi del pensiero non sono sempre basati su regole formali di inferenza&lt;/strong&gt;...    &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5387536423008866309?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5387536423008866309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5387536423008866309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/05/macchine-coscienti-2.html' title='Macchine coscienti (2)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-1668505617622036929</id><published>2010-05-03T11:03:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.807-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologia Cognitiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Macchine coscienti (1)</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Scienza cognitiva, oggi, influenza notevolmente il modo di concepire l'essere umano e la macchina, quest'ultima non più un rumoroso insieme di ingranaggi ma un convertitore capace di trasformare energia in simboli e simboli in azioni. Siamo di fronte ad una &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia_della_mente"&gt;filosofia della mente&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; alternativa: i processi mentali sono le computazioni del cervello. I processi mentali, tenendo per buona l'ipotesi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;funzionalista&lt;/span&gt; di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Correnti_e_protagonisti_del_pensiero_psicologico"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Craik&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, dipendono dalla organizzazione (funzionale) del cervello e, come evidenziano le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;riformulazioni&lt;/span&gt; effettuate in seguito da &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herman_Miller"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Miller&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Galanter&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Pribram&lt;/span&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hilary_Putnam"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Putnam&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hilary_Putnam"&gt;,&lt;/a&gt; della teoria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;funzionalista&lt;/span&gt;, l'elaboratore digitale ne è la metafora (il software sta all'hardware come la mente sta al cervello). Il cervello quindi, e non più il calcolatore elettronico, è la "metafora della mente". E la coscienza? Nessuno sa bene cosa sia, come funzioni e che cosa faccia; l'unica cosa certa è che, prima di tutto, occorra una teoria accettabile che la riguardi. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Ray&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Jackendoff&lt;/span&gt; suggerisce, per capirne l'effettiva funzione, di comprenderne prima la struttura e propone, partendo dalla dicotomia "mente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;fenomenologica&lt;/span&gt;" (sede di coscienza, esperienza su noi stessi e sul mondo) e "mente computazionale" (sede di comprensione, conoscenza e ragionamento) un'unione tra teorie computazionali e teorie della conoscenza. La coscienza di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;sè&lt;/span&gt; potrebbe consistere in un sistema &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;elaborativo&lt;/span&gt;-operativo in grado di controllare i diversi "moduli", con lo scopo d'eliminare le configurazioni patologiche (la divisione tra componenti consce ed inconsce della mente conforta questa ipotesi e si rivela nella &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rimozione"&gt;rimozione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, nella &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Psicologia"&gt;difesa percettiva&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, nelle &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isteria"&gt;infermità isteriche&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;). &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-1668505617622036929?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1668505617622036929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1668505617622036929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/05/macchine-coscienti-1.html' title='Macchine coscienti (1)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-7683747444188171481</id><published>2010-04-24T07:55:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.809-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Neuropsicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Glia, astrociti, oligodendrociti</title><content type='html'>&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="post-header" style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_della_glia"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Glia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%; font-weight: bold;"&gt; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_della_glia#Astrociti"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_della_glia#Astrociti"&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;oligodendrociti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sono cellule vicine ai &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neurone"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;neuroni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che, si è scoperto recentemente, svolgono funzioni importanti nella trasmissione nervosa. Le cellule della glia sono state scoperte nel &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1891" title="1891"&gt;1891&lt;/a&gt; da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santiago_Ram%C3%B3n_y_Cajal" title="Santiago Ramón y Cajal"&gt;Santiago &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Ramón&lt;/span&gt; y &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Cajal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Il numero di cellule della glia nel cervello supera di nove volte quello dei neuroni. Il fatto fu scoperto all'inizio del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo" title="XX secolo"&gt;XX secolo&lt;/a&gt; e da questo è nato il falso mito che noi utilizziamo solamente il 10% del nostro cervello per pensare. Il ruolo attivo delle cellule della glia nelle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinapsi" title="Sinapsi"&gt;sinapsi&lt;/a&gt; e quindi nella velocità di apprendimento è stato stabilito &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;da pochi anni&lt;/span&gt;. Gli &lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1" style="font-size: 100%; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%; font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;avvolgono le &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%; font-weight: bold;"&gt;sinapsi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;e ricevono/trasmettono impulsi da e verso i neuroni. Gli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt; ricevono input dai neuroni &lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3" style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;pre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;-sinaptici e liberano a loro volta &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neurotrasmettitore"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;neurotrasmettitori&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (prevalentemente &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_glutammico"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;glutammato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che influenzano i neuroni post-sinaptici. Un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;astrocita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt; si collega a diversi neuroni non in linea diretta tra di loro, creando un collegamento di tipo diverso. Tale sinapsi a tre è molto diffusa soprattutto in aree quali &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%; text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'ippocampo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt; (memoria), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt; l’&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotalamo"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ipotalamo,&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;il&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Locus_coeruleus"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;locus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;ceruleus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt; Gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Astrocita" title="Astrocita"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sono forniti di numerose &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;estroflessioni&lt;/span&gt; che ancorano i neuroni al loro rifornimento di sangue. Essi si dividono in &lt;i&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;astrociti&lt;/span&gt; protoplasmatici&lt;/i&gt;, presenti nella sostanza grigia e caratterizzati dalla presenza di espansioni corte, e &lt;i&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;astrociti&lt;/span&gt; fibrosi&lt;/i&gt;, presenti nella sostanza bianca e caratterizzati da prolungamenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;citoplasmatici&lt;/span&gt; lunghi e sottili. Regolano l'ambiente chimico esterno dei neuroni rimuovendo gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ione" title="Ione"&gt;ioni&lt;/a&gt;, in particolare il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potassio" title="Potassio"&gt;potassio&lt;/a&gt;, e riciclano i &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neurotrasmettitore" title="Neurotrasmettitore"&gt;neurotrasmettitori&lt;/a&gt;&lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trasmissione_sinaptica" title="Trasmissione sinaptica"&gt;trasmissione sinaptica&lt;/a&gt;. La teoria corrente sostiene che gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;astrociti&lt;/span&gt; siano i "blocchi di costruzione" della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barriera_emato-encefalica" title="Barriera emato-encefalica"&gt;barriera emato-encefalica&lt;/a&gt;. Gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;astrociti&lt;/span&gt; dovrebbero essere inoltre in grado di regolare la vasocostrizione e la vasodilatazione producendo sostanze come l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_arachidonico" title="Acido arachidonico"&gt;acido &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;arachidonico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; i cui metaboliti sono vasoattivi. La giunzione (sinapsi) tra gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;astrociti&lt;/span&gt; permette alla molecola messaggero di diffondersi da un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;astrocita&lt;/span&gt; all'altro. Per ciò che riguarda gli oligodendrociti, ne esistono almeno due classi. La prima classe è evidenziabile nella sostanza grigia del sistema nervoso centrale, addossata ai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;pirenofori&lt;/span&gt; (oligodendrociti satelliti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;perineuronali&lt;/span&gt;), con funzioni coadiuvanti metaboliche. La seconda classe si trova nella sostanza bianca del sistema nervoso centrale (oligodendrociti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;interfascicolari&lt;/span&gt;), intercalata tra gli assoni. Gli &lt;a class="new" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Oligodendrocita&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" title="Oligodendrocita (pagina inesistente)"&gt;oligodendrociti&lt;/a&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;interfascicolari&lt;/span&gt; hanno il compito di rivestire gli assoni del &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_nervoso_centrale" title="Sistema nervoso centrale"&gt;sistema nervoso centrale&lt;/a&gt; con una sostanza lipidica chiamata &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mielina" title="Mielina"&gt;mielina&lt;/a&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guaina_mielinica" title="Guaina mielinica"&gt;guaina mielinica&lt;/a&gt;. La guaina isola l'assone permettendo quindi una migliore propagazione dei segnali elettrici (conduzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;saltatoria&lt;/span&gt;). Gli oligodendrociti possono rivestire più di un assone perché forniti di numerosi prolungamenti. Esistono anche i &lt;span class="mw-headline"&gt;Precursori degli oligodendrociti&lt;/span&gt;. Il nome &lt;a class="new" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Precursore_degli_oligodendrociti&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" title="Precursore degli oligodendrociti (pagina inesistente)"&gt;precursore degli oligodendrociti&lt;/a&gt; è fuorviante poiché essi agiscono da precursori per gli oligodendrociti durante la fase di sviluppo del &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_nervoso" title="Sistema nervoso"&gt;sistema nervoso&lt;/a&gt; ma alcuni di essi rimangono anche nel cervello completamente sviluppato. È stato discusso se utilizzare nomi differenti come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;polidendrocita&lt;/span&gt; o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;sinantocita&lt;/span&gt; per queste cellule con funzione a sé. Costituiscono circa il 5-8% di tutte le cellule del sistema nervoso ed hanno proprietà diverse sia dagli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;astrociti&lt;/span&gt; che dagli oligodendrociti. Essi costituiscono il gruppo più numeroso di cellule soggette a mitosi nel cervello dell'adulto. I neuroni creano sinapsi con queste cellule della glia costituendo quindi un'eccezione rispetto alle conoscenze tradizionali. La loro esatta funzione è sconosciuta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-7683747444188171481?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7683747444188171481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7683747444188171481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/04/glia-astrociti-oligodendrociti.html' title='Glia, astrociti, oligodendrociti'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-272187281966433308</id><published>2010-04-09T11:40:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.810-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Neuropsicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Sistema Extrapiramidale (3)</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Nel sistema extrapiramidale viene anche descritta una via ipotalamo-spinale che originata livello diencefalico, raggiunge, dopo essersi incrociata, il midollo spinale.. Qualche cenno di fisiologia. Il sistema extrapiramidale opera come un'unità funzionale e non sembra giusto attribuire a questa o quella struttura una specifica funzione. Le classiche tecniche di indagine fisiologica sono scarsamente utili in questo caso. Il sistema extrapiramidale costituisce un elemento indispensabile per la corretta organizzazione del movimento. Il movimento volontario rappresenta lo stadio finale di tutto un lavoro organizzativo. Il sistema piramidale provvede alla corretta esecuzione di un movimento progettato dal sistema extrapiramidale che lo inizia, lo orienta e lo regola. L'organizzazione funzionale del sistema extrapiramidale si estrinseca nella capacità di iniziare e orientare il movimento, regolare il tono muscolare, evitare i movimenti involontari patologici. Negli ultimi anni sono stati fatti importanti studi sui mediatori chimici dello striato. In particolare sono stati caratterizzati tre gruppi neuronali: neuroni gabaergici che contengono sostanza P inibitori, neuroni gabaergici inibitori che contengono encefalite, neuroni colinergici eccitatori. La sostanza nera compatta ha un'alta densità di neuroni dopaminergica, la sostanza nera reticolata è ricca di cellule gabaergiche inibitorie. Le sindromi da lesione dei nuclei della base sono dovute a squilibri fra mediatori inibitori ed eccitatori. Nel morbo di Pakinson ad esempio c'è una carenza di dopamina che causa uno squilibrio nell'attività dei neuroni GABA. Provate a pensare a quali sintomi può dare una lesione del sistema extrapiramidale. Abbiamo detto che la sua funzione è iniziare orientare il movimento, regolare il tono muscolare e impedire i movimenti involontari patologici. Ebbene il morbo di Parkinson, tipica malattia da lesione extrapiramidale, ha come principali sintomi la difficoltà di iniziare il movimento, la rigidità da ipertono e il tremore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-272187281966433308?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/272187281966433308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/272187281966433308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/04/sistema-extrapiramidale-3.html' title='Sistema Extrapiramidale (3)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4561170963481262442</id><published>2010-04-06T12:09:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.811-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Neuropsicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Sistema Extrapiramidale (2)</title><content type='html'>&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="post-header" style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;...Il fascicolo subtalamico origina dal nucleo subtalamico e il globo pallido. L'ansa lenticolare origina dal globo pallido e dal putamen e termina nel campo di Forel. Riassumendo. Il corpo striato riceve afferenze da: tutte le aree corticali, soprattutto sensitive e motorie, dal talamo, dalla sostanza nera, Il corpo striato invia proiezioni attraverso i fasci: lenticolare, talamico, pallido ipotalamico, subtalamico: al talamo, nuclei ventrale e laterale, che poi proietta alla corteccia motoria, all'ipotalamo, che poi proietta al tegmento, alla sostanza nera, che poi proietta al tegmento e al mesencefalo, al nucleo subtalamico, che poi proietta al tegmento, al nucleo rosso, che poi proietta alla sostanza reticolare. Il corpo striato quindi è collegato alla corteccia cerebrale con vie efferenti e afferenti. Invia inoltre proiezioni al midollo spinale attraverso varie stazioni. Il sistema extrapiramidale comprende numerosi fasci discendenti che dai centri sottocorticali e del tronco encefalico si proiettano verso il midollo spinale e i motoneuroni. Il fascicolo uncinato. Origina dal verme cerebrale, scende nel tronco cerebrale. Alcune fibre terminano nei nuclei vestibolari e nella sostanza reticolare, altre proseguono fino ai motoneuroni cervicali. Il fascicolo reticolo spinale, con le sue componenti mediali e laterali, origina dalla formazione reticolare bulbo-pontina e discende nella calotta bulbo-pontina-omolaterale, entrando in parte nella compagine del fascicolo longitudinale mediale. Le fibre reticolo spinali proseguono fino ai neuromeri sacrali e terminano esclusivamente sui motoneuroni delle corna anteriori. Le fibre reticolo spinali portano impulsi facilitanti sui motoneuroni alfa e impulsi attivanti sui motoneuroni gamma. Il fascio vestibolo-spinale viene diviso in due contingenti, uno laterale o fascio vestibolo-spinale propriamente detto e l'altro mediale che fa parte del fascicolo longitudinale mediale. Il primo origina dal nucleo vestibolare laterale. Le sue fibre si portano a livello bulbare e si mischiano alle fibre della via spino-talamica. Il contingente vestibolo-spinale mediale, proviene essenzialmente dal nucleo vestibolare mediale. Le sue fibre dirette e crociate, raggiungono la porzione dorso mediale della calotta bulbo-pontina, interponendosi alle fibre del fascicolo, longitudinale mediale, di cui seguono il destino. Il fascio vestibolo-spinale scarica sui motoneuroni, con l'interposizione di cellule internuciali, impulsi provenienti dai recettori vestibolari e del cervelletto. Questi impulsi hanno effetto facilitante sulle attività riflesse del midollo spinale e sui meccanismi spinali di controllo del tono dei muscoli estensori. Le fibre olivo spinali originano dall'oliva bulbare e terminano a livello delle corna anteriori dei neuromeri cervicali.. La via olivo-spinale svolge un'azione coordinatrice dei movimenti del collo e degli arti superiori. Il fascio rubro-spinale propriamente detto nasce dal nucleo rosso, discende obliquamente nel tronco in posizione sempre più laterale. Giunte nel midollo spinale, le fibre rubro-spinali decorrono nel cordone anterolaterale e raggiungono i motoneuroni alfa e gamma facilitandoli. La più importante funzione del sistema rubro spinale consiste nel controllo del tono dei muscoli flessori. Il fascio tetto spinale è diviso nella componente mediale e nella componente laterale. Origina dai tubercoli quadrigemini superiori del mesencefalo. Termina a livello dei motoneuroni cervicali. Il fascicolo longitudinale mediale è un sistema associativo fondamentale del tronco encefalico, che riunisce i nuclei dell'undicesimo, dell'ottavo, del settimo, del sesto, del quinto, del quarto, del terzo paio di nervi encefalici, interessati ai movimenti coniugati degli occhi e della testa in risposta ai diversi stimoli sensitivi e sensoriali. Nel tronco encefalico, il fascicolo longitudinale mediale è composto di fibre ascendenti e discendenti. Queste ultime attraversano il tronco encefalico per tutta la sua lunghezza e decorrono poi nel cordone anteriore del midollo spinale insieme alle fibre reticolo spinali. Il midollo spinale, quindi, contiene esclusivamente fibre discendenti che provengono sia dai nuclei dei nervi encefalici citati, sia da numerosi nuclei reticolari, sia infine da due nuclei propri. il nucleo interstiziale di Cajal. il nucleo di Darkschewitsch. Il fascicolo longitudinale mediale è ben evidente soprattutto a livello del midollo cervicale dove la gran parte delle sue fibre termina, con l'interposizione di neuroni internuciali...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4561170963481262442?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4561170963481262442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4561170963481262442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/04/sistema-extrapiramidale-2.html' title='Sistema Extrapiramidale (2)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-2205561393356378718</id><published>2010-04-01T08:32:00.003-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.813-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Facilitatore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Facilitatore</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Figura di consulente nei gruppi e nelle organizzazioni, nata per agevolare conflitti, problemi e apprendimenti. Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;facilitatore&lt;/span&gt; - interno o esterno alle aziende - nelle riunioni assume la posizione di &lt;b&gt;presenza-neutra nei contenuti&lt;/b&gt; e di &lt;b&gt;regista &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;interazionale&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; negli scambi. &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;È un organizzatore/coordinatore delle risorse tecnico-manageriali (catalizzatore).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;È un traduttore di linguaggi, sostenitore della persona e del gruppo (mediatore).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Ha specifiche capacità di accoglienza delle emozioni, è un accompagnatore di nuovi comportamenti e atteggiamenti (agente di aiuto).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Crea il giusto clima per la conoscenza, nell'&lt;i&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;action&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;learning&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;, nei gruppi speciali e di progetto (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;motivatore&lt;/span&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Un presupposto importante sta nel pensiero duale: nella presenza contemporanea di negativo e positivo e nella convivenza delle polarità. Si concretizza in un approccio sistemico, da cui scaturiscono i modelli del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;facilitatore&lt;/span&gt;, della comunicazione ecologica e della comunicazione partecipata. Tali metodi danno vita ad un'ampia schiera di strumenti per la &lt;b&gt;valorizzazione della negatività&lt;/b&gt; (incertezza, resistenze, opposizioni) e la &lt;b&gt;costruzione di abilità e benessere&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt; &lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt; &lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt;Obiettivo del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;facilitatore&lt;/span&gt; è&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt; creare rapidamente un ambiente relazionale franco e collaborativo, per sviluppare abilità negoziali, per valorizzare critiche e negatività, per diffondere metodi attivi per il potenziamento dei soggetti.&lt;/span&gt; &lt;span lang="EN-US" style="font-family: Helvetica;"&gt; Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;facilitatore&lt;/span&gt;, fino a poco tempo fa identificato genericamente come coordinatore o &lt;i&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;chairman&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;, assume oggi una posizione centrale. È infatti un &lt;b&gt;consulente&lt;/b&gt; ed un &lt;b&gt;animatore di processo&lt;/b&gt; a cui le aziende si rivolgono per ridurre i conflitti, motivare i gruppi di lavoro, creare più coinvolgimento e partecipazione. Un ruolo di estrema importanza in contesti organizzativi sempre più attenti all'&lt;i&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;humanistic&lt;/span&gt; management&lt;/i&gt;, alla conoscenza come risorsa, al capitale intellettuale da valorizzare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-2205561393356378718?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2205561393356378718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2205561393356378718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/04/facilitatore.html' title='Facilitatore'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-8557958505892117145</id><published>2010-03-27T07:06:00.001-07:00</published><updated>2010-03-27T07:06:29.697-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Equilibrio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Equilibrio</title><content type='html'>&lt;strong&gt;L’equilibrio psicofisico&lt;/strong&gt; è probabilmente “una condizione a cui ambire” per vivere bene il proprio quotidiano. È una condizione che non va intesa come un “punto di arrivo” o “una stazione a cui arrivare” bensì come “un modo di percorrere la propria vita”. L’essere umano spesso è in condizione di sofferenza (psichica) ed ha continuato a farlo nelle generazioni. Le spiegazioni sono molteplici e, quasi certamente, tutte parziali. Alcuni ricercatori sostengono che la capacità di convivere con la sofferenza sia una difesa funzionale alla sopravvivenza. Una possibilità per cui, ad esempio, la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Depressione"&gt;depressione&lt;/a&gt; non sia stata eliminata dall’evoluzione è che le persone depresse siano più obiettive di quelle non depresse. È stato anche dimostrato come le persone non depresse tendano a distorcere la realtà, a proprio favore ovviamente, in maniera significativamente superiore rispetto alle persone depresse. Ognuno ha un equilibrio proporzionale alle proprie possibilità e la maggior parte di noi non può rinunciare a quote variabili di autoinganni ed illusioni per poter sopportare la quotidianità e progettare il futuro. Un modo per lenire la sofferenza, quindi, può essere migliorare la qualità del vissuto. ad esempio quando giustifichiamo a noi stessi perché agiamo in un dato modo o abbiamo un determinato stato d’animo. Le interpretazioni che diamo dei nostri agiti, dipendono anche dal nostro passato psicologico. Tali idee, teorie e credenze, vengono concepite nella nostra mente e finiscono, in proporzione variabile, per diventare parte integrante della nostra memoria. In altre parole, vari attributi mentali che sembrano avere origine psicologica potrebbero essere il prodotto della nostra razionalizzazione di eventi vissuti e di stati somatici genetici. Un buon equilibrio tra struttura genetica ed esperienza è importante per una buona qualità di vita, nei limiti di ognuno. L’essere umano di oggi si trova a dover risolvere problemi in numero sempre maggiore, (con un cervello sostanzialmente identico a quello dei propri antenati paleolitici). Siamo incapsulati dentro sfere tendenzialmente concentriche (famiglia, clan, stirpe, stato…). Ora la società è più differenziata e, per essere se stessi, occorre inglobare un maggior numero di tratti d’universalità (condivisi da altri) in un maggior numero di combinazioni, perdendo spesso la sensazione di “controllo” di tutto ciò. La parola “controllo” esprime un concetto chiave per la psicologia &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cognitivismo"&gt;cognitivista&lt;/a&gt;. Secondo il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;cognitivismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, non controllare il proprio ambiente immediato, o pensare di non riuscire a farlo, è deleterio per la salute psichica di esseri umani ed animali. la sensazione di non avere il controllo degli eventi ha un’influenza depressiva sul comportamento e sul vissuto soggettivo. Altro fattore importante è che ogni società, in virtù della propria esperienza, sviluppa un sistema di categorie che determina le forme della consapevolezza. Il sistema opera come un filtro socialmente condizionato; nessuna esperienza può giungere alla consapevolezza senza passare da questo filtro. Esistono “vissuti” per cui determinate lingue non hanno le parole corrispondenti mentre altre lingue ne hanno diverse a disposizione. C’è chi parla, inoltre, di “&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/risolvere-problemi-problem-solving-4.html"&gt;conoscenza inespressa&lt;/a&gt;”, intendendo la cognizione o l’esperienza che l’essere umano possiede ma non è in grado di rappresentare esplicitamente. Tale esperienza rimane, spesso, inespressa linguisticamente, oppure lo è in minima parte, ed è irriducibile ad altri tipi di conoscenza. Va da sé che se non c’è la parola per esprimere una data sensazione, difficilmente questa arriverà alla coscienza. Questo non è che un aspetto del filtraggio svolto da una lingua. Un linguaggio, con le proprie regole, stabilisce sia le modalità del nostro avere esperienze sia quali di queste possano accedere alla coscienza. E l’equilibrio? L’organismo biologico tende all’&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omeostasi"&gt;omeòstasi&lt;/a&gt;, tende alla (propria) salute. La fiducia in tale tendenza è uno dei presupposti fondamentali per trasformare anche la “sofferenza dell’anima” in risorsa, imparando ad utilizzare al meglio il proprio “equipaggiamento interiore”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-8557958505892117145?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8557958505892117145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8557958505892117145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/03/equilibrio.html' title='Equilibrio'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-2601990102280649553</id><published>2010-03-15T11:11:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.816-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bourdieu Pierre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Violenza Simbolica</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo Pierre Bourdieu, vi è "violenza simbolica" quando vengono imposte le strutture mentali attraverso cui il soggetto percepisce il mondo sociale e intellettuale. Si tratta di una forma di violenza "dolce"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso - con l'arbitrio culturale imposto dalla violenza simbolica - le particolarità nazionali vengono presentate con il crisma dell'universalità. Così si realizza una tacita e invisibile mutilazione della loro coscienza .&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle forme della violenza simbolica è la dominazione maschile. Bourdieu afferma che questa sopraffazione si esercita con la complicità di strutture mentali che non sono consce. Tali meccanismi fanno parte della soggettività profonda, sono ingiunzioni impercettibili della società . Il problema diventa quello di capire come nascono le disposizioni permanenti alla sottomissione. Anche i mass-media esercitano una violenza simbolica manipolando strutture precostituite nella mente delle persone . Bourdieu afferma che la sua idea di violenza simbolica si sottrae ad un'impostazione marxista, economicista. La dominazione maschile sulla donna si può esercitare in assenza di qualsiasi costrizione economica. La liberazione economica non comporta affatto la liberazione simbolica della donna. A sostegno di questa tesi Bourdieu porta l'esempio di un'alta dirigente che non riusciva ad esercitare il suo potere sui maschi perché costretta a vivere un'inversione sociale della relazione di dominio. La comparsa di questa violenza simbolica avverrebbe quindi nella prima infanzia. Le strutture mentali imposte al bambino dall'arbitrio degli adulti si configurano con le prime esperienze di acculturazione nella famiglia . La cultura assume una duplice definizione: è uno strumento di comunicazione ma anche di dominio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=536"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Biografia di Pierre Bourdieu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-2601990102280649553?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2601990102280649553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2601990102280649553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/03/violenza-simbolica.html' title='Violenza Simbolica'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3701456926354804599</id><published>2010-03-03T09:57:00.001-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.817-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metacognizione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Metacognizione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con &lt;b&gt;metacognizione&lt;/b&gt; si indica un costrutto teorico molto utilizzato in ambito psicologico ed educativo. La metacognizione indica un tipo di &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Funzione_del_S%C3%A8_riflessivo" title="Funzione del Sè riflessivo"&gt;autoriflessività&lt;/a&gt; sul fenomeno &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cognizione" title="Cognizione"&gt;cognitivo&lt;/a&gt;, attuabile grazie alla possibilità - molto probabilmente peculiare della specie umana - di distanziarsi, auto-osservare e riflettere sui propri stati mentali. L'attività metacognitiva ci permette, tra l'altro, di controllare i nostri pensieri, e quindi anche di conoscere e dirigere i nostri processi di apprendimento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come accennato, in termini &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epistemologia" title="Epistemologia"&gt;epistemologici&lt;/a&gt;, una "teoria della mente" è un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradigma" title="Paradigma"&gt;paradigma&lt;/a&gt; esplicativo della struttura e dei processi funzionali della mente umana, intesa come entità funzionale autonoma. Al variare delle epoche e dei paradigmi filosofici, culturali, scientifici e storico-psicologici di riferimento, sono variate le ipotesi e le modellizzazioni diffuse "su cosa fosse e come funzionasse la mente".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In termini cognitivi, è la fondamentale capacità umana di comprendere e riflettere sul proprio e l'altrui &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_mentale" title="Stato mentale"&gt;stato mentale&lt;/a&gt;, e sulle proprie ed altrui percezioni, riuscendo così a prevedere il proprio e l'altrui comportamento. È questo il significato che viene sviluppato nell'ambito degli studi metacognitivi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La percezione comprende &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sensazione" title="Sensazione"&gt;sensazioni&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Credenza" title="Credenza"&gt;credenze&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" title="Sentimento"&gt;sentimenti&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disagio" title="Disagio"&gt;disagi&lt;/a&gt;, ecc. Tale abilità cognitiva si acquisisce normalmente intorno ai 3-4 anni e gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adulto" title="Adulto"&gt;adulti&lt;/a&gt; ne fanno uso nella vita di tutti i giorni senza averne consapevolezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se una coerente teoria della mente non si forma adeguatamente nel bambino, possono svilupparsi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deficit" title="Deficit"&gt;deficit&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patologia" title="Patologia"&gt;patologie&lt;/a&gt; molto serie: molti studiosi ad esempio ritengono che l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autismo" title="Autismo"&gt;autismo&lt;/a&gt; possa collegarsi ad un deficit in termini di costruzione e rappresentazione interna della propria teoria della mente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per verificare la comparsa di una coerente teoria della mente è possibile effettuare alcuni &lt;a class="new" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Test_psicologico&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" title="Test psicologico (pagina inesistente)"&gt;test psicologici&lt;/a&gt;, come quello della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Test_della_falsa_credenza" title="Test della falsa credenza"&gt;falsa credenza&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: white; text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3701456926354804599?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3701456926354804599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3701456926354804599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/03/metacognizione.html' title='Metacognizione'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-1715140924270351904</id><published>2010-02-27T08:21:00.001-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.818-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diagnosi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Diagnosi nosografica (2)</title><content type='html'>&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;I &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;disturbi psicologici&lt;/span&gt; sono di solito definiti sulla base della presenza contemporanea&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di più criteri: &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold;"&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criterio statistico: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;considera anormale un comportamento (o una caratteristica della persona) che si discosta molto da quello medio della popolazione. Questo criterio si applica bene alla diagnosi di ritardo mentale, ma non offre alcuna guida certa per stabilire quale comportamento infrequente debba essere considerato patologico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold;"&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criterio della sofferenza personale: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;è certamente una caratteristica di molti dei cosiddetti disturbi psicologici, ma vi sono disturbi (es. il disturbo antisociale di personalità) in cui la sofferenza non è presente, e situazioni normali caratterizzate dalla sofferenza personale (es. il lutto).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold;"&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criterio della conformità  alle norme sociali: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;propone di considerare&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;anormale qualunque comportamento che violi le regole sociali e minacci o renda ansiosi coloro che lo osservano. Può adattarsi ad alcuni disturbi come la schizofrenia, il disturbo antisociale di personalità o ad alcuni dei disturbi correlati a sostanze, ma non si adatta a molti altri; inoltre non tiene conto delle differenze culturali, e dell’impropria sovrapposizione di ruoli fra psicologo e giudice penale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold;"&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criterio della compromissione di importanti aree dell’esistenza (es. lavoro, relazioni sociali): &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;si adatta alla diagnosi di molti disturbi ( es. disturbi d’ansia, disturbi somatoformi ecc.), ma non a tutti. Questo criterio inoltre necessiterebbe di una definizione più precisa del concetto di compromissione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-weight: bold;"&gt;-&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criterio dell’imprevedibilità: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;propone di considerare patologiche le reazioni (es. la sofferenza o la compromissione) sproporzionate ed imprevedibili a fattori ambientali stressanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-1715140924270351904?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1715140924270351904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1715140924270351904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/02/diagnosi-nosografica-2.html' title='Diagnosi nosografica (2)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-5383995929275098247</id><published>2010-02-12T10:49:00.001-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.819-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Animalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Psicologia e Animalismo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il comportarsi in modo fisicamente crudele con gli animali è considerato nel DSM IV, manuale diagnostico dei disturbi mentali in uso nel mondo occidentale, uno dei criteri che permettono di diagnosticare la presenza di un Disturbo della Condotta in età infantile o adolescenziale; l'avere usato crudeltà fisica agli animali, ancora nel DSM-IV, è considerato un antecedente diffuso nel Disturbo Antisociale di Personalità. Di fatto è già da alcuni decenni che gli studi psicologici hanno fatto emergere significative connessioni tra la violenza contro gli animali, agita dai bambini, e lo sviluppo contestuale o futuro di disturbi di personalità. Ciò corrisponde per altro ad un sentire abbastanza diffuso grazie al quale molti adulti sinceramente inorridiscono davanti alle crudeltà dei bambini sugli animali, soprattutto quando queste raggiungono espressioni particolarmente sadiche ed inusuali, che travalicano atteggiamenti di violenza meno esplosiva, etichettate come "normali". &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Quindi: il sentire comune e la pratica clinica convergono nel ritenere riprovevole e indicatore di patologia il praticare crudeltà fisiche sugli animali. Ineccepibile.&lt;br /&gt;Ma l'esistenza di una inconciliabile marcata contraddizione non può non emergere se si mettono a confronto queste convinzioni con la diffusa brutalità quotidianamente espressa nei confronti degli animali da quello stesso mondo adulto che contestualmente la stigmatizza con tanta decisione. Non è necessario pensare ai maltrattamenti ai limiti o fuori dalla legalità, passibili di denuncia, come i combattimenti tra cani o le corse di cavalli in situazioni estreme, e nemmeno alla caccia, che pur nella sua legittimità conserva una discutibilità fuori discussione: basta riferirsi alla nostra cultura che ammette e in tanti modi incentiva il consumo di carne e di pesce, con ciò che questo comporta: dagli allevamenti intensivi che sono veri e propri lager, alle mutilazioni inflitte ai piccoli di alcune specie, alle sofferenze collegate ai trasporti per viaggi interminabili di animali vivi, al rituale macabro delle macellazioni a catena di montaggio. Non fosse altro che per le recenti epidemie di "mucca pazza" è stato impossibile per chiunque sottrarsi allo spettacolo quotidianamente somministrato dai media di grossi animali appesi ai chiodi, tagliati, squartati, affettati; spettacolo inframezzato da immagini ante mortem dei suddetti animali, i cui faccioni miti contrastavano con la catena al collo e il cartellino di riconoscimento pinzato nelle orecchie; e poi ancora spezzoni di filmati di mucche tremebonde, incapaci di stare ritte sulle zampe per via del morbo, e poi inceneritori infiniti; a completamento di informazione, immagini di allucinanti allevamenti intensivi e di "rottamazione" di tanti animali ancora vivi, ma inservibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La descrizione del trattamento a cui gli animali da macello sono sottoposti sarebbe infinitamente lunga: risulta comunque egregiamente fotografata nelle parole di alcuni personaggi illustri:&lt;br /&gt;Gli alimenti di origine animale costano vere e proprie ecatombe. Non penso che una persona sensibile ai problemi della sofferenza negli animali di laboratorio possa rimanere insensibile al trattamento crudele cui sono sottoposti gli animali di allevamento. Anche la pratica della macellazione risveglia un senso di ripugnanza. (Umberto Veronesi).&lt;br /&gt;La vera prova morale dell'umanità è rappresentata dall'atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l'umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono. (Milan Kundera).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scopo di questo articolo non è andare a elicitare una sterile indignazione, ma cercare di comprendere e interpretare una realtà apparentemente schizofrenica, la realtà di tanti milioni di persone assolutamente per bene che convivono con tranquillità con questa dolentissima sofferenza, e coniugano il biasimo per i comportamenti giudicati crudeli dei bambini con l'indifferenza verso crudeltà analoghe erette a sistema.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Una chiave per la decodificazione di questo fenomeno, tanto grande quanto mi sembra poco esplorato, può essere offerta dagli studi di A. Bandura e poi di G.V. Caprara sulle molte facce dell'aggressività, da questi autori vista nel suo aspetto intraspecifico, vale a dire all'interno della specie umana: molte delle loro osservazioni sono a mio avviso esportabili all'interpretazione di quella forma di aggressività interspecifica, che caratterizza grandissima parte del rapporto dell'uomo con gli animali.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il concetto cardine è quello del disimpegno morale: la violenza non è solo quella che proviene dall'azione di impulsi sfuggiti al controllo della coscienza, ma è molto spesso frutto del pensiero, dell'interpretazione che si dà dei fatti; nello specifico uccidere, vivisezionare, macellare gli animali sono azioni che avvengono nell'ambito di una totale legittimazione sociale e quindi all'interno della conservazione di un positivo rapporto con la realtà circostante, rapporto che anzi maggiormente migliora nella misura in cui la propria identità viene sancita e riconosciuta. Così, per esempio, lo studente come il ricercatore che taglia, ustiona, acceca un gatto ridotto all'impotenza non vede sé stesso come un sadico nell'esercizio delle sue più esecrabili performance, ma secondo l'immagine che vede riflessa nello sguardo e nel pensiero della gente, vale a dire attraverso il suo ruolo pubblico, quello di una persona che agisce nel pieno rispetto di regole sociali e nell'interesse di tutti: pertanto, grazie ad un meccanismo di "disattivazione selettiva della coscienza", è legittimato a non provare senso di colpa alcuno, nessuna vergogna, addirittura nessuna pena per l'animale: di lui percepisce solo l'aspetto di cavia, mentre tutte le caratteristiche di essere vivente, senziente e sofferente vengono relegate nell'area di non percezione, chiusa alla coscienza.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Sempre in riferimento agli studi sopra citati, fondamentale risulta il concetto di giustificazione morale: il male inflitto ha scopi meritevoli: quindi si viviseziona al fine di incrementare il progresso scientifico, si macella per fornire alla gente i necessari alimenti proteici, persino si tormenta fino all'indicibile il toro per mantenere viva attraverso la corrida l'irrinunciabile tradizione macha della popolazione. E via uccidendo.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Etichettamento eufemistico: basta usare le parole o le immagini adeguate e la realtà con i suoi orrori si allontana. Si parla di "consumo di carne", di "proteine di origine animale", di Simmenthalmentebuona, di Tonnocosìtenero: e l'animale e la sua sofferenze scompaiono dietro tali espressioni neutre o simpatiche. Le tecniche pubblicitarie in particolare la fanno da padrone nel trasformare la realtà: il prosciutto si perde sullo sfondo di balletti eccitati, il tonno scompare in una calda relazione nonni-nipoti, le carni inscatolate vengono nobilitate dal gusto e dalla fretta di tanti yuppies: la seduttività delle situazioni, il divertimento, la ripetitività degli slogans cancellano il sangue di mattatoi e tonnare. E ancora, a buon completamento, ecco altre immagini di mucche felici oppure di porcellini sorridenti, trasformazione della realtà ad uso e consumo dei più piccoli, rispetto ai quali il mondo adulto appare davvero dissociato: circonda il mondo dell'infanzia della presenza di animaletti di peluche, li umanizza nelle favole, solletica l'espressione dell'affetto infantile verso le bestie, e alimenta il desiderio di una tenerezza destinata a diventare rimpianto inconscio senza mai essere divenuta realtà.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Confronto vantaggioso: con tutto quello che succede nel mondo, le guerre, i bambini che muoiono di fame, i terremoti, le inondazioni, come è futile preoccuparsi di animali! Anzi no: è quasi indecente Al di là del fatto che alla luce di questa teoria nessuna causa varrà mai la pena di essere difesa, perché comunque ce ne sarà sempre un'altra più nobile, questo atteggiamento appare piuttosto la razionalizzazione di un disinteresse personale, che trova più vantaggioso esprimersi attraverso il pathos di una giustificazione umanitaria che la dichiarazione di uno sterile disimpegno.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Dislocamento delle responsabilità: ognuno è solo esecutore, esecutore senza colpa di decisioni prese da qualcun altro, che sta più in alto. Ma non è questo l'atteggiamento che rende ogni giorno possibili guerre, stragi e violenze gratuite di ogni tipo? L'identificazione con il diligente dipendente porta a lavorare bene, perseguendo l'obiettivo, che è il guadagno: se ciò si scolla da un proprio codice morale personale, il bene, cioè il guadagno, sarà perseguito con tanta più efficacia quanto maggiore sarà lo sfruttamento attuato sugli animali. Gli echi delle parole di tanti ottimi esecutori degli ordini del Fuhrer molto spiegano di questo meccanismo.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Diffusione delle responsabilità: tutti fanno così, è normale, che cosa c'é di strano? La famiglia, il gruppo di appartenenza, la società, lo stato, il mondo…Probabilmente questo è uno dei meccanismi di maggiore valenza: come si può anche solo pensare di mettere in discussione una realtà universale, che è sempre esistita, che esiste e, in questo modo, sempre esisterà? Solo un pazzo o un eroe potrebbero farlo: la capacità di accorgersi che il re è nudo pare svanire con l'infanzia e per recuperarla bisogna fare ricorso all'esatto opposto della naturalezza e spontaneità infantile: bisogna fare appello alla elaborata speculazione intellettuale che in modo complicato va a ricostruire ciò che è naturale.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Distorsione delle conseguenze: il campionario è infinito: basta ricordare la convinzione che "tanto gli animali non soffrono" (chi non ha un'anima notoriamente non lo fa….), che permette che al ristorante si scelga di persona l'aragosta da far bollire viva in cucina mentre, nell'attesa, si sorseggia l'aperitivo; oppure il "ma sono allevati apposta" in cui il reale rapporto di circolarità che unisce le due affermazioni (li allevano perché li mangiamo perché li allevano perché li mangiamo) viene negato per essere sostituito da quello più rassicurante e autoassolvente di causa-effetto.&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Demonizzazione della vittima: è un animale, non è un uomo, è quindi diverso: ciò che non è come noi non ha uguale diritto di cittadinanza; e se non è come noi o è pericoloso o è inferiore e come tale va trattato: notoriamente "il nemico ha la coda". Ed ecco quindi la legittimazione della caccia, eretta a rango di sport, dove anche piccoli e indifesi volatili diventano prede da conquistare, magari con fucili caricati a pallettoni destinati a disintegrarli; se poi la caccia è al cinghiale, alla tigre, al rinoceronte, allora la bardatura è quella del guerriero: si va contro un nemico pericoloso: bisogna essere bene armati, decisi, feroci, come il compito richiede. E dopo l'uccisione l'animale, colpevole di avere disperatamente cercato di fuggire, alla propria morte e all'insensatezza altrui, diventa il trofeo di un coraggio presunto, reale icona di una violenza gratuita.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Attribuzione di colpa alla vittima: si ribalta la responsabilità. E allora ecco i maltrattamenti ai danni degli animali domestici, perché non ubbidiscono, perché non capiscono, perchè non si comportano come vorrebbe il padrone; ecco ulteriori violenze gratuite agli animali al mattatoio perché esprimono un'ultima terrorizzata ribellione alla propria morte, intralciando il lavoro dei loro uccisori.&lt;br /&gt;A tutti questi meccanismi ne vanno aggiunti almeno altri due, a cui attingiamo a piene mani nella vita quotidiana: la rimozione, per cui "Certo, se ci si pensa…, ma è meglio non farlo, perché tanto non serve a niente": il meccanismo sembra funzionare egregiamente; e la negazione: "Non esiste alcun problema" quasi che il salame e il prosciutto acquistati al supermercato avessero perso qualsiasi connessione con il maiale da cui provengono: si sono materializzati lì, sui banconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i meccanismi descritti, nella loro complessa articolazione e nel loro interagire, mi sembrano poter aprire la strada all'approfondimento di una realtà davvero composita e poco o nulla esplorata, che, nella sua essenza ultima, è riconducibile e riducibile alla diffusa attitudine di molte persone a chiudere gli occhi ed ogni altro canale percettivo alla sofferenza altrui.&lt;br /&gt;Volutamente non ho preso in considerazione gli infiniti episodi di crudeltà fine a sé stessa quotidianamente perpetrati ai danni degli animali: per questi sono altre le categorie di riferimento che vanno dalla presenza di tratti sadici nella personalità allo spostamento di un'aggressività che trova facile preda nel più debole. Per certi versi più pericolosa in quanto disconosciuta e quindi meno facilmente osteggiabile è l'indifferenza delle brave persone: "Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste" diceva Martin Luther King. Prima di pensare a come affrontare ed estirpare il male e la violenza, che da sempre convivono e minano le basi del vivere sociale, è necessario che la società guardi sé stessa, riconosca non al di fuori di sé o ai suoi margini, ma anche nelle sue parti migliori e pure, la presenza dell'Ombra, di una parte oscura e primitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo attraverso la consapevolezza l'uomo potrà forse migliorarsi: il non voler sapere è sempre una colpa perché la mancanza di consapevolezza permette all'orrore di perpetuarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai confini tra animalismo e psicologia vale la pena concludere con le parole di Isaac Bashevis Singer, premio Nobel per la letteratura: "Ogni volta che Herman assisteva alla macellazione di animali o alla pesca, compiva sempre la stessa riflessione: nel loro comportamento verso queste creature, tutti gli uomini erano dei nazisti. L'indifferenza con la quale facevano ciò che volevano di tutte le altre specie esemplificava la più razzista delle teorie: il diritto del più forte".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Annamaria Manzoni&lt;/strong&gt; - &lt;strong&gt;&lt;strong&gt;psicologa, psicoterapeuta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://laverabestia.org/read_post.php?id=153"&gt;Dal sito   http://laverabestia.org&lt;/a&gt;/&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-5383995929275098247?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5383995929275098247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/5383995929275098247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/02/psicologia-e-animalismo.html' title='Psicologia e Animalismo'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-361880250607127313</id><published>2010-01-12T10:01:00.000-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.821-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dipendenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Gioco d'Azzardo Patologico</title><content type='html'>&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;Il giocatore definito compulsivo, collocabile lungo un continuum (giocatore occasionale, abituale, a rischio, compulsivo,) evidenzia una progressiva perdita della capacità di porre limiti al proprio coinvolgimento nel gioco, perdite economiche frequenti e sempre più vistose, assorbimento sempre più esclusivo nell’attività di gioco. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;Custer&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ha identificato sei diverse tipologie di giocatori: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Symbol;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;Giocatori professionisti &lt;/span&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;: si mantengono con il gioco d'azzardo che per loro è una professione. Non sono dipendenti dal gioco, per questo riescono a controllare l'ammontare di denaro scommesso ed il tempo speso a giocare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Symbol;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;Giocatori antisociali: &lt;/span&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;attraverso il gioco d'azzardo ottengono denaro in maniera illegale; giocano con carte segnate o sono coinvolti in corse truccate. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Symbol;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;Giocatori sociali occasionali: &lt;/span&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;giocano per divertirsi e per socializzare ed il gioco non interferisce con la loro vita. Vengono anche definiti Giocatori Sociali Adeguati. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Symbol;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;Giocatori sociali “seri” o costanti: &lt;/span&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;investono tempo nel gioco che per loro rappresenta la principale forma di relax e di divertimento; sono in grado di mantenere il controllo sulla loro attività di gioco e non trascurano lavoro e/o famiglia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Symbol;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;Giocatori per “fuga” e per “alleviamento” senza sindrome da dipendenza &lt;/span&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;: riescono tramite il gioco ad alleviare sensazioni di ansia, depressione, solitudine e noia; più che una risposta euforica il gioco è per loro un potente analgesico che aiuta a non pensare alle difficoltà. Pur non essendo giocatori compulsivi, vengono anche definiti Giocatori Inadeguati senza Sindrome da Dipendenza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;Giocatori Compulsivi con Sindrome da Dipendenza: &lt;/span&gt;&lt;/tt&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Helvetica;"&gt;non hanno più il controllo del gioco che è diventato per loro la cosa più importante; non possono più smettere di giocare indipendentemente dalla loro volontà e dal loro impegno. Famiglia, amici e lavoro sono negativamente influenzati dall'attività di gioco. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-361880250607127313?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/361880250607127313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/361880250607127313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2010/01/gioco-dazzardo-patologico.html' title='Gioco d&apos;Azzardo Patologico'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4206688742404557000</id><published>2009-12-18T11:55:00.000-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.822-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attaccamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Valutazione del legame di attaccamento nell’età adulta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Per valutare i &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: normal;" href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2008/02/teoria-dell-attaccamento-di-john-bowlby.html"&gt;Modelli Operativi Interni&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; dell’adulto, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-size: 100%;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_69"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Mary&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-size: 100%;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_70"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Main&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; ha messo a punto una procedura chiamata &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-size: 100%;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_71"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Adult&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-size: 100%;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_72"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Attachment&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-size: 100%;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_73"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Interview&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;. Si tratta di un’intervista semi-strutturata condotta secondo le linee di una valutazione psicoterapica. Tali interviste vengono registrate e classificate secondo otto diversi parametri. A questo punto può essere stabilito a quale dei quattro stili di attaccamento viene assegnato l’individuo adulto esaminato. &lt;/span&gt;-&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;          &lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; font-weight: bold;"&gt; &lt;/div&gt;          &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stile Sicuro&lt;/span&gt;: modello di Sé positivo e dell’Altro positivo. Basso  &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_74"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;esitamento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, bassa ansia. Alta coerenza, alta fiducia in se stesso, approccio  positivo con gli altri, alta &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_75"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;intimit&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;à nelle relazioni. Il modello positivo dell’individuo sicuro lo porta ad avere fiducia in se stesso e ad appezzare gli altri, dai quali viene considerato come tipo positivo. Le sue relazioni di coppia sono caratterizzate da intimità, rispetto, apertura emotiva ed i conflitti con il partner si risolvono in maniera costruttiva. -&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stile Preoccupato&lt;/span&gt;: è assimilabile allo stile insicuro ansioso ambivalente (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Ainsworth&lt;/span&gt;). Modello di Sé negativo e dell’Altro positivo. Il modello negativo che l’individuo preoccupato ha di sé lo porta ad avere una bassa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;autostima&lt;/span&gt; tendente alla dipendenza dal giudizio altrui. Invece, il modello positivo che ha dell’altro lo porta alla continua ricerca di compagni e di attenzione. Necessita continuamente di intimità nelle relazioni tanto da far allontanare gli altri. Le sue relazioni sentimentali sono costellate di passione, rabbia, gelosia e ossessività. Tende ad iniziare conflitti con il partner rimandando, però, la rottura del legame. -&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stile Distanziante&lt;/span&gt;: è assimilabile allo stile Evitante (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Ainsworth&lt;/span&gt;). Modello di Sé positivo, dell’Altro negativo. Il modello positivo dell’individuo distanziante lo porta ad avere alta fiducia in se stesso senza interessarsi del giudizio degli altri anche se pensa di essere considerato arrogante, furbo, critico, serio e riservato. Il modello negativo che ha dell’altro lo porta a dare l’impressione di non apprezzare molto le altre persone apparento, talvolta, cinico o eccessivamente critico. Svaluta l’importanza delle relazioni e sottolinea l’importanza dell’indipendenza, della libertà e dell’affermazione. Le sue relazioni di coppia sono caratterizzate dalla mancanza dell’intimità, tendendo a non mostrare affetto nelle relazioni. Preferisce evitare i conflitti e si sente rapidamente intrappolato o annoiato dalla relazione. -&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stile Timoroso-Evitante&lt;/span&gt;: è assimilabile allo stile Disorientato-Disorganizzato (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Ainsworth&lt;/span&gt;). Modello di Sé negativo, dell’Altro negativo. Il modello negativo che l’individuo timoroso-evitante ha di se stesso lo porta ad avere bassa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;autostima&lt;/span&gt; e molte incertezze verso se stesso e verso gli altri. Il modello negativo che ha dell’altro lo porta ad evitare le richieste d’aiuto, evita i conflitti ed ha difficoltà a fidarsi degli altri. È difficile trovarlo coinvolto in una relazione sentimentale e quando vi si trova assume un ruolo passivo. In tali relazioni è dipendente ed insicuro. Tende ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;autocolpevolizzarsi&lt;/span&gt; per gli eventuali problemi di coppia ed ha difficoltà a comunicare apertamente ed a mostrare i propri sentimenti al partner.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4206688742404557000?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4206688742404557000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4206688742404557000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/12/valutazione-del-legame-di-attaccamento.html' title='Valutazione del legame di attaccamento nell’età adulta'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6189739487715163305</id><published>2009-12-15T10:40:00.000-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.823-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dipendenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Gioco d'Azzardo Patologico</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Diagnosi e Sintomi del Gioco d'Azzardo Patologico&lt;br /&gt;Il gioco d'azzardo qualora venga diagnosticato come patologico, rientra nell'area dei Disturbi del Controllo degli Impulsi come risulta dal DSM IV.&lt;br /&gt;Secondo la classificazione del Manuale perché sia diagnosticata questa patologia, devono verificarsi entrambi i criteri A e B e, all'interno del criterio A, almeno 5 sotto-criteri (di seguito indicati):&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 36pt 0.0001pt; text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criterio A&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel criterio A, il clinico riscontra un persistente e ricorrente comportamento di gioco d’azzardo mal adattivo, come indicato da cinque (o più) dei seguenti:&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 72pt 0.0001pt; text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;1. la persona è eccessivamente assorbita dal gioco d’azzardo;&lt;br /&gt;2. ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro;&lt;br /&gt;3. ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre, o interrompere il gioco d’azzardo;&lt;br /&gt;4. irrequietezza e/o irritabilità sono correlate al tentativo di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;&lt;br /&gt;5. gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico;&lt;br /&gt;6. dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora;&lt;br /&gt;7. mente ai membri della famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo;&lt;br /&gt;8. ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto, o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo;&lt;br /&gt;9. ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;&lt;br /&gt;10. fa affidamento su altri per reperire il denaro per alleviare una situazione finanziaria difficile causata dal gioco d’azzardo.&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 36pt 0.0001pt; text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Criterio B&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel criterio B, il clinico dovrà inoltre verificare che il comportamento d’azzardo non sia meglio attribuibile ad un Episodio Maniacale.&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi gioca al casinò o al Lotto o scommette sui cavalli oppure gioca al video poker o&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;alle slot-machine o altro, non è necessariamente un giocatore d'azzardo patologico.&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Indicatori importanti per una valutazione sono:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Coinvolgimento sempre crescente nel gioco d'azzardo&lt;br /&gt;(ad esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere&lt;br /&gt;esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare&lt;br /&gt;la prossima impresa di gioco, aescogitare modi per&lt;br /&gt;procurarsi il denaro con cui giocare)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per&lt;br /&gt;raggiungere lo stato di eccitazione desiderato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Irrequietezza e irritabilità quando si tenta di giocare meno o&lt;br /&gt;di smettere&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il soggetto ricorre al gioco come fuga da problemi o come&lt;br /&gt;conforto all'umore disforico(ad esempio, senso di&lt;br /&gt;disperazione, di colpa, ansia, depressione)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Quando perde il soggetto ritorna spesso a giocare per rifarsi&lt;br /&gt;("inseguimento" delle perdite)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il soggetto mente in famiglia e con gli altri per nascondere&lt;br /&gt;il grado di coinvolgimento nel gioco&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il soggetto compie azioni illegali (ad esempio, reati di falso,&lt;br /&gt;truffa, furto, appropriazione indebita) per finanziare&lt;br /&gt;il gioco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Il soggetto mette a rischio o perde una relazione importante,&lt;br /&gt;un lavoro, un'opportunità di formazione o di carriera a causa&lt;br /&gt;del gioco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;&lt;pre  style="margin: 5pt 0cm 5pt 36pt; text-align: justify; text-indent: -36pt;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;·&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Confida negli altri perché gli forniscano il denaro necessario&lt;br /&gt;a far fronte a una situazione economica disperata, causata&lt;br /&gt;dal gioco (una "operazione di salvataggio").&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/pre&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Reiterati e inutili sforzi di tenere sotto controllo l'attività di gioco, di ridurla o di smettere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di giocare&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6189739487715163305?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6189739487715163305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6189739487715163305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/12/gioco-dazzardo-patologico.html' title='Gioco d&apos;Azzardo Patologico'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-7436541840027619040</id><published>2009-12-09T08:49:00.001-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.825-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Felicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Felicità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Bio&lt;/span&gt; felicità:&lt;/strong&gt; è uno stato di benessere che coinvolge corpo e mente. La ricerca scientifica ha prodotto risultati a conforto dell’ipotesi di una disposizione genetica ad essere felici o infelici (sempre modificabile). &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Richard&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Depue&lt;/span&gt; (Università del Minnesota) ha esaminato 1500 gemelli omozigoti. Nonostante le differenti storie personali, magari vissute in luoghi diversi, ogni gemello ha manifestato un livello d’insoddisfazione (o di soddisfazione) molto vicino a quello del fratello. Si conoscono anche alcuni tra i mediatori chimici responsabili dalla “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;bio&lt;/span&gt; felicità”: &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dopamina"&gt;dopamina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Endorfina"&gt;endorfina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. La dopamina influenza i neuroni deputati alla segnalazione del desiderio di raggiungere un fine. Le endorfine sono alla base della gratificazione e fanno segnalare l’avvenuta consumazione dell’oggetto del desiderio. Di conseguenza, quanto più produciamo queste sostanze, tanto più ci sentiamo felici. Non c’è accordo su quanto la predisposizione biologica &lt;strong&gt;(&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genetica"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;diatèsi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;)&lt;/strong&gt; condizioni il nostro livello di benessere (si ritiene dal 15% al 50%). Molto sembra dipendere da come viene amministrato il &lt;strong&gt;“&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/lequilibrio-psicofisico-probabilmente.html"&gt;patrimonio” a disposizione&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://massimoequilibrio.blogspot.com/2007/03/lequilibrio-psicofisico-probabilmente.html"&gt; &lt;/a&gt;. I &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neuroni"&gt;neuroni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; hanno una certa plasticità, possono modificare la loro funzione. Le attività gratificanti (sport, divertimenti...) stimolano la produzione di endorfine. Anche un aiuto psicologico (&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Counseling"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;counseling&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia"&gt;psicoterapia&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;...) può far capire le ragioni di un malessere e quindi permettere di apprendere comportamenti alternativi, che producano più piacere. I &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carboidrati"&gt;carboidrati&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, una volta ingeriti, liberano insulina. L’&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insulina"&gt;insulina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; fa assorbire al fegato tutti gli &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amminoacidi"&gt;amminoacidi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; tranne il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Triptofano"&gt;triptofano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, il quale resta in circolo ed arriva al cervello. Il triptofano è un precursore della &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serotonina"&gt;serotonina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, che provoca senso di soddisfazione ed appagamento. Daniele &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Piomelli&lt;/span&gt;, ricercatore all’università di La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Jolla&lt;/span&gt;, San Diego ha scoperto una sostanza chimica contenuta nel &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cioccolato"&gt;cioccolato&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;: l’&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anandamide"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;anandamide&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Tale sostanza viene anche prodotta dal nostro organismo ed è legata a stati emozionali piacevoli. Siccome sistema endocrino e sistema immunitario usano le medesime sostanze, sono strettamente connessi. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Es&lt;/span&gt;.: le cellule nervose cerebrali sono in grado di ricevere il segnale delle &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citochine"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;citochine&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (le sostanze usate per comunicare tra una cellula e l’altra a livello immunitario). La &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Melatonina"&gt;melatonina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, svolge anche funzione regolatrice nel sistema immunitario. Secondo molte culture tradizionali è felice chi riesce sempre ad essere all’altezza del gruppo e delle sue regole, in questi casi il tasso d’insoddisfazione è molto basso. Importante è anche vivere in società in cui gli obiettivi siano vicini alla nostra natura (l’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;omeòstasi&lt;/span&gt;). Alcuni sociologi sostengono che il modo di vita più congeniale alla nostra specie sia in comunità di 60/70 persone al massimo. RISO/PIANTO Piangere dal ridere: riso e pianto nascono dall’accensione dei medesimi interruttori biologici. Il pianto serve, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;fisiologicamente&lt;/span&gt;, come anestetico; stimola ghiandole che liberano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;enkefaline&lt;/span&gt; (torpore e leggerezza). L’espressione di pianto e quella di riso appaiono simili in fotografia. Ridere (anche) riduce l’&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adrenalina"&gt;adrenalina&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cortisolo"&gt;cortisolo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, la dopamina (liberate dall’organismo stressato) e promuove la liberazione di serotonina ed endorfine.&lt;/div&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-7436541840027619040?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7436541840027619040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7436541840027619040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/12/felicita.html' title='Felicità'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-1945137729988265924</id><published>2009-11-03T10:25:00.000-08:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.826-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Relazione Terapeutica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Riflessioni sulla situazione terapeutica</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il Ruolo Terapeutico&lt;/em&gt;, 1998, 77: 63-69            &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;dl style="text-align: justify;"&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;" &gt;Riflessioni sulla situazione terapeutica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;             &lt;/dt&gt;&lt;dt&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;a href="mailto:migone@unipr.it"&gt;Paolo Migone&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Continuo le riflessioni iniziate nella &lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt76-97.htm"&gt;mia rubrica precedente [&lt;i&gt;Il Ruolo Terapeutico&lt;/i&gt;, 76/1997]&lt;/a&gt;, stimolate dai versi di Queneau di cui mi era stato chiesto un commento. L'altra volta avevo parlato della questione della "autorevolezza" dell'analista. Questa volta accennerò ai seguenti problemi: la questione della suggestione; consapevolezza e/o inconsapevolezza del terapeuta nella relazione; il setting; relazioni terapeutiche "tossiche". Questioni non da poco, si dirà, e non pretendo certo di trattarle in modo organico, ma di esporre solo delle riflessioni libere che spero stimolino l'interesse di qualche collega. Data la vastità degli argomenti, farò vari riferimenti bibliografici, così il lettore può eventualmente andare ad approfondire quelle tematiche che qui saranno date per scontate. In questo modo questo scritto assomiglierà a una specie di "ipertesto", nel senso che determinate parole aprono percorsi ad albero con varie ramificazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;  &lt;p&gt;La questione della suggestione&lt;/p&gt; &lt;/b&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Il concetto di suggestione si può criticare allo stesso modo con cui nella &lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt76-97.htm"&gt;rubrica precedente&lt;/a&gt; avevo criticato quello di "distorsione": a rigore, non bisognerebbe parlare di suggestione, in quanto il suo opposto non esiste. Siamo sempre suggestionati, volenti o nolenti (rimando alla teorizzazione di Gill che ha chiarito molto bene questo punto [per brevità, vedi pp. 82-87 del mio libro &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm-revs/books/migone1a.htm"&gt;Terapia psicoanalitica&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, Milano: Franco Angeli, 1995]). Il terapeuta, come il paziente, si trova a vivere uno stato che solo in un momento successivo si accorge che può essersi trattato di una forma di "(auto)suggestione". Nel momento in cui viene vissuta una determinata interazione paziente-terapeuta, si tratta di una "azione" sulla quale non abbiamo ancora rivolto la nostra riflessione (o di &lt;i&gt;unformulated experience&lt;/i&gt;, per dirla con Donnel B. Stern [&lt;i&gt;Contemporary Psychoanalysis&lt;/i&gt;, 1989, 1: 1-33]). Ma se la nostra condizione esistenziale è quella di essere sempre tutti suggestionati o manipolati, questo non significa che non possa rimanere aperto un arco di tensione dialettica tra gradienti di "maggiore o minore suggestione", o tra tipi di "suggestione" di qualità diversa tra loro [per un dibattito su questo problema, vedi &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.psicoterapiaescienzeumane.it/default.htm"&gt;Psicoterapia e Scienze Umane&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, 1992, 4: 135-136].&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;  &lt;p&gt;Consapevolezza e/o inconsapevolezza del terapeuta nella relazione&lt;/p&gt; &lt;/b&gt;            &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;La problematica della suggestione è strettamente collegata alla questione della consapevolezza del terapeuta. Bisogna intendersi a proposito della dicotomia consapevolezza/inconsapevolezza, cioè conscio/inconscio. Ritengo che non esista un inconscio che viaggia su un binario sovrapposto o parallelo a quello del conscio, e che sia integralmente traducibile e reso conscio (e qui ha ragione Fossi [&lt;i&gt;La psicoanalisi verso il cambiamento&lt;/i&gt;. Roma: NIS, 1994], che da anni in modo molto lucido insiste su questa critica alla reificazione di una realtà duplicata nell'inconscio). Prima di tutto, se è inconscio per definizione non possiamo conoscerlo, e poi se è conscio è un'altro stato conscio diverso dallo stato conscio precedente, e quindi si tratta semplicemente di fare i conti con questa "nuova realtà" (esaminandone con calma le implicazioni, anche in termini di coerenza e di continuità del Sé). Ciò non vuol dire che l'inconscio non esiste, o che non esiste alcuna traccia di verità storica esistendo solo quella narrativa, inventata o "costruita" insieme, sottolineata dagli ermeneuti come Spence [&lt;i&gt;Verità narrativa e verità storica&lt;/i&gt; (1982). Firenze: Martinelli, 1987]. Voglio dire che una realtà psichica inconscia, nel momento in cui diventa conscia, è subito in un qualche modo trasformata (non foss'altro che per il nominarla - vedi a questo proposito le acute riflessioni di Lowenstein del 1956 in "Alcune note sul ruolo del linguaggio nella tecnica psicoanalitica" [&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.psicoterapiaescienzeumane.it/default.htm"&gt;Psicoterapia e Scienze Umane&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, 1991, 1: 101-118]). Quando guardiamo al nostro passato, quando recuperiamo dalla memoria (conscia o inconscia) una informazione, essa viene sempre modificata, nel senso che così come il passato influenza il presente, anche il presente influenza il passato. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Questa circolarità è stata improvvisamente riscoperta negli anni 1970 da quegli psicoanalisti americani che poi verranno chiamati ermeneuti (Schafer, Spence, ecc.) sulla scia di Ricoeur [&lt;i&gt;Della interpretazione. Saggio su Freud&lt;/i&gt; (1965). Milano: Il Saggiatore, 1967]. A livello neurobiologico, è sostanziata da molte ricerche tra cui ad esempio quelle di Edelman [&lt;i&gt;Il presente ricordato: una teoria biologica della conoscenza&lt;/i&gt; (1989). Milano: Rizzoli, 1991]. A mio parere, questi non siano veri progressi, ma semplicemente un ritorno a Freud [&lt;i&gt;Opere di Sigmund Freud&lt;/i&gt;, vol. 7, p. 575], che nel 1914 col concetto di &lt;i&gt;Nachträglichkeit&lt;/i&gt; disse la stessa cosa. L'importante concetto di &lt;i&gt;Nachträglichkeit&lt;/i&gt; è stato tradotto in italiano, e anche in francese da Laplanche &amp;amp; Pontalis [&lt;i&gt;Enciclopedia della psicoanalisi&lt;/i&gt; (1967). Bari: Laterza, 1968], con "posteriorità", mentre Strachey nella traduzione inglese della &lt;i&gt;Standard Edition&lt;/i&gt; ne travisò il significato chiamandola "&lt;i&gt;deferred action&lt;/i&gt;", cioè "azione differita". Essa si riferisce alla "attribuzione retrospettiva" di significato nel senso del guardare indietro &lt;i&gt;a posteriori&lt;/i&gt; come momento di riorganizzazione dei significati personali [vedi Thomä H. &amp;amp; Kächele H., &lt;i&gt;Trattato di terapia psicoanalitica. 2: Pratica clinica&lt;/i&gt; (1988). Torino: Bollati Boringhieri, 1993, p. 119 nota 1, e pp. 122-124]. La fuorviante traduzione inglese di &lt;i&gt;Nachträglichkeit&lt;/i&gt; in &lt;i&gt;deferred action&lt;/i&gt; può aver ritardato la comprensione di questo concetto nel mondo anglosassone, e dato fiato alla critica ermeneutica di certi analisti americani. Una maggiore attenzione al concetto di &lt;i&gt;Nachträglichkeit&lt;/i&gt; avrebbe forse ridimensionato il carattere di novità che alcuni attribuivano al concetto di "circolo ermeneutico"; non è un caso che il dibattito sull'ermeneutica (per la verità sempre più simile a un "circolo vizioso") è continuato insoluto per anni, con i rispettivi esponenti fermi sulle proprie posizioni [vedi anche il dibattito tra R. Holt, H. Kächele e G. Vattimo al convegno che ho organizzato a Bologna nel 1994, da cui è stato tratto il libro &lt;i&gt;Psicoanalisi ed ermeneutica&lt;/i&gt;. Chieti: Métis, 1995]. Certi aspetti della "sfida della complessità" forse furono già intravisti da Freud, che sembrava impaziente di andare oltre il suo &lt;i&gt;zeitgeist&lt;/i&gt; positivista. Non solo, ma il concetto di &lt;i&gt;Nachträglichkeit&lt;/i&gt; non è in contraddizione col l'insistenza di Freud su quello che Grünbaum ha chiamato &lt;i&gt;Tally Argument&lt;/i&gt; o "Argomento della Concordanza" [&lt;i&gt;I fondamenti della psicoanalisi&lt;/i&gt; (1984). Milano: Il Saggiatore, 1988;&lt;i&gt; Opere di Sigmund Freud&lt;/i&gt;, vol. 8, p. 601]. Il &lt;i&gt;Tally Argument&lt;/i&gt; presuppone che l'interpretazione dell'analista debba concordare, o corrispondere, con quello che vi è di "vero" (&lt;i&gt;tally with what is real&lt;/i&gt;) nella realtà psichica del paziente [per un approfondimento, vedi il mio libro &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm-revs/books/migone1a.htm"&gt;Terapia psicoanalitica&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, prima citato, pp. 184-186, e la mia &lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt50-89.htm"&gt;rubrica n. 50/1989 del &lt;i&gt;Ruolo Terapeutico&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;]: se è vero che il passato in quanto tale non è ricuperabile ma viene sempre modificato alla luce del presente, è anche vero che la mente non funziona come &lt;i&gt;tabula rasa&lt;/i&gt;, nel senso che gli schemi mnestici del passato hanno una potente influenza nel modificare la percezione attuale (mi viene in mente che già circa mezzo secolo fa il famoso medico Murri a proposito della diagnosi disse che "in clinica non si tratta di conoscere, ma di riconoscere"). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Non tutte le (ri)costruzioni del passato quindi sono uguali o solo in funzione della autorevolezza dell'analista, e neppure della loro coerenza interna o del loro valore estetico (bisognerebbe poi chiedersi rispetto a che cosa si misura la coerenza o il valore estetico, nel senso che si rischia di spostare il problema senza risolverlo). Esistono modalità per differenziare quanto una informazione (o interpretazione) sia nuova o invece in un qualche modo già "conosciuta" (si pensi alle improvvise reazioni emotive che seguono ad una certa interpretazione, alla comparsa di nuovi ricordi, o alla soggettiva sensazione di essere toccati dentro, che ci fa dire ad esempio "questa cosa è come se l'avessi sempre saputa").&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Per tornare alla questione consapevolezza/inconsapevolezza, è scontato che gran parte di quello che accade nella relazione terapeutica è al di fuori della consapevolezza di entrambi i partners. Non solo, ma l'analista non è mai consapevole di quello che fa mentre lo fa: come si è espresso Liotti, "essere consapevoli di un dato cosciente significa essere certi che è passato" [&lt;i&gt;La dimensione interpersonale della coscienza&lt;/i&gt;. Roma: NIS, 1994, p. 14]. Anche quando l'analista crede di essere consapevole e di pianificare i suoi interventi (quando cioè non è coinvolto in espressioni emotive spontanee o incontrollabili, quali colpi di tosse, starnuti, risate, emozioni improvvise, movimenti automatici del viso e del corpo, ecc. - vedi a questo proposito il divertente tentativo di categorizzazione da parte di Hoffman delle attività "espressive" dell'analista [&lt;i&gt;Contemporary Psychoanalysis&lt;/i&gt;, 1992, 1: 1-15]), quando cioè agisce pianificando la sua azione o le sue parole, non ne conosce le piene implicazioni (anzi, dovremmo dire le &lt;i&gt;possibili altre&lt;/i&gt; implicazioni, perché non conosceremo mai le "piene" implicazioni di qualcosa). Solo in seguito (dopo alcuni secondi, minuti, sedute, settimane, mesi, anni, o mai) potrà scorgere altri significati che erano implicati in quell'intervento o che potevano essere attributi ad esso (sia nel senso controtransferale in senso stretto, che anche nel senso controtransferale in senso lato, cioè nei termini di quegli agiti che rappresentano la "risonanza di ruolo" di cui ha parlato Sandler [Controtransfert e risonanza di ruolo (1976). In: C. Alberella &amp;amp; M. Donadio, a cura di, &lt;i&gt;Il controtransfert&lt;/i&gt;. Napoli: Liguori, 1986, pp. 189-197]). E questo non è un male, anzi è una delle parti più belle e utili della analisi, quella che ci può permettere di conoscere meglio il nostro paziente e di conseguenza noi stessi (o viceversa), e di fare un lavoro cosiddetto analitico (invece di dire che "è una delle parti più belle e utili della analisi", sarebbe più corretto dire che è il normale lavoro analitico, in quanto non è possibile che sia altrimenti: è questa la ricerca o [ri]costruzione dei significati). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Questa problematica è stata affrontata negli ultimi anni, tra gli altri, da Irwin Hoffman [&lt;i&gt;Ritualità e spontaneità nella situazione psicoanalitica&lt;/i&gt; (1998). Roma: Astrolabio, 2000], che era lo stretto collaboratore di Merton Gill e che ora, dopo la sua morte, continua la stessa importante ricerca, seppur su linee lievemente diverse. E' stato Hoffman a rendere popolare il termine "socio-costruttivismo" a proposito della situazione analitica, e ora preferisce usare il termine "dialettica", intendendola con un significato tutto particolare - con riferimenti anche alla dialettica della "liminalità" tra rituale e spontaneità mutuata dall'antropologo Victor Turner sul quale sarebbe lungo soffermarmi ora [&lt;i&gt;Il processo rituale. Struttura e antistruttura&lt;/i&gt; (1969). Brescia: Morcelliana, 1972].&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Per tornare alle questioni poste prima, ovviamente si può dire che la psicoanalisi sia uno dei rituali terapeutici della civiltà occidentale. Ma come si differenzia dai tipici rituali religiosi o sciamanici studiati dagli antropologi? La psicoanalisi (non la psicoterapia in senso stretto) potrebbe consistere in un processo che tende all'annullamento di tutti i rituali possibili alla ricerca costante e infinita (o, se vogliamo, alla co-costruzione) di tutti i possibili significati nascosti dietro a tutti i possibili comportamenti ritualizzati, "agiti" (&lt;i&gt;unformulated experience&lt;/i&gt;) in un tempo T1 immediatamente precedente (un esempio di questi comportamenti in un tempo T1 potrebbe essere il cosiddetto transfert, mentre un transfert interpretato sarebbe solo un comportamento in un tempo T2, che è a sua volta un altro transfert e così via all'infinito). Ecco perché, estremizzando questo discorso, la vera terapia sarebbe una "non terapia", la parola detta anche da un amico non autorevole e al di fuori di qualunque rituale terapeutico, la parola che guarisce solo perché più vera (a questo proposito, se il rituale o l'autorevolezza dell'analista fossero indispensabili all'analisi, come funzionerebbe l'autoanalisi? Non ci hanno forse insegnato che l'autoanalisi - fatta non solo dopo la fine dell'analisi, ma anche durante l'analisi stessa - è una parte importante del lavoro analitico?).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Prima ho parlato di "psicoanalisi e non di psicoterapia in senso stretto", e voglio precisare cosa intendo. Per psicoterapia in senso stretto può intendersi propriamente un rituale magico, nel senso che mira a un cambiamento in quanto tale, spesso solo a breve termine, che non prende in considerazione il problema della dipendenza del paziente dal terapeuta (o stregone, sciamano, ecc.) con tutte le implicazioni pratiche e teoriche di questa dipendenza (nel senso che ad esempio il paziente "curato" non si autonomizza ma eventualmente, in caso di bisogno, dovrà sempre tornare dal terapeuta per ricevere quell'aiuto che solo il terapeuta può dargli). Questo tipo di psicoterapia non psicoanalitica utilizza quei rituali basati su rapporti asimmetrici, su una figura che deve rimanere "autorevole" (vedi la &lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt76-97.htm"&gt;mia rubrica precedente&lt;/a&gt;), non prevedendo la possibilità di analizzare questa autorevolezza e la connessa dipendenza del paziente da essa - ecco perché la concezione asimmetrica del terapeuta come figura necessariamente autorevole a mio parere appartiene alla psicoterapia in senso stretto (suggestiva) e non alla psicoanalisi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;  &lt;p&gt;Il setting&lt;/p&gt; &lt;/b&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Analista e paziente quindi, alla pari, interagiscono in una stanza per un po' di tempo, e questa è l'analisi. E' come un qualunque rapporto umano, solo che è più strutturato essenzialmente per motivi di praticità e di economia da parte dell'analista (e a volte anche del paziente, a cui pure può far comodo avere degli orari fissi per meglio organizzare la settimana). Spesso ci si scorda che le regole del setting, e la loro relativa comodità o utilità, vengono decise da quello dei due partners che ha maggiore forza contrattuale, forza che dipende dal prestigio sociale di cui gode la psicoanalisi in quella determinata area geografica e in quel periodo storico. Si pensi ad esempio le teorizzazioni tese a razionalizzare il numero ottimale di sedute settimanali - prima sei, poi cinque, quattro, e presto tre o magari una - rincorrendo il mutato clima sociale, cioè giustificando pateticamente a posteriori quello che di fatto già avveniva forzatamente nella professione [vedi il mio libro &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm-revs/books/migone1a.htm"&gt;Terapia psicoanalitica&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, citato prima, p. 81]. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Per tornare all'aspetto "strutturato" o "ritualizzato" della terapia, il fatto che la differenza tra una terapia e una non terapia sia che la prima è più strutturata non la rende qualitativamente diversa da qualunque rapporto umano, perché anche tanti rapporti umani sono strutturati (si pensi a quello tra marito e moglie); casomai, la terapia è "professionalizzata", mentre gli altri rapporti non lo sono. Dicendo che la psicoterapia è una professione, mi rendo conto di spostare il problema senza risolverlo (infatti, stabilito che la psicoterapia è una professione, come si fa questa professione? Se la si può svolgere in modi diversi, qual è il modo "migliore"? Qual è il training ottimale? Ci ritroviamo di fronte al problema di partenza). Mi va bene comunque per il momento definire la psicoterapia solo in negativo e dire che essa non è quello che tanti dicono che essa sia (sapere "cosa è la psicoanalisi" significherebbe, per così dire, chiudere il discorso e interrompere il processo analitico - sarebbe ragionare in modo non dialettico, direbbe Hoffman). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Ho dunque toccato un altro tema, quello del setting: quanto è importante la stabilità, la ritualizzazione, di questo setting? E' solo una questione di praticità o anche di un suo ruolo preciso all'interno della teoria della tecnica? Vi è una enorme letteratura che va nella direzione di considerare il setting come parte della tecnica, quasi innalzandolo a nuovo fattore curativo, soprattutto dopo la crisi del concetto di interpretazione [per un approfondimento, rimando a vari contributi di Galli, ad esempio nei numeri 38/1984 e 40/1985 del &lt;i&gt;Ruolo Terapeutico&lt;/i&gt;, o il suo libro &lt;i&gt;La persona e la tecnica&lt;/i&gt; pubblicato dal&lt;i&gt; Ruolo Terapeutico&lt;/i&gt; nel 1996; vedi anche "Le ragioni della clinica", &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.psicoterapiaescienzeumane.it/default.htm"&gt;Psicoterapia e Scienze Umane&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, 1988, 3: 3-8]. Inoltre una maggiore enfasi al concetto di setting dipende dalla rivalutazione della teoria delle relazioni oggettuali nella psicoanalisi contemporanea, che è andata di pari passo con l'allargamento della psicoanalisi ai pazienti più gravi (non bisogna dimenticare che il concetto di "setting" ha fatto la sua comparsa nel dibattito psicoanalitico solo a partire dagli anni '50, prima era pressoché inesistente). Questo è proprio uno dei punti caldi del dibattito psicoanalitico contemporaneo: quanto la ritualizzazione del setting viene caricata simbolicamente, come viene elaborata, l'uso che ne viene fatto, ecc. (Langs è uno dei tanti autori che hanno seguito questa linea di pensiero [vedi la &lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt45-87.htm"&gt;rubrica n. 45/1987&lt;/a&gt;]). Senza entrare approfonditamente in questa problematica, accennerò solo al fatto che sempre più voci si levano a dire che la struttura del rapporto analitico è importante non tanto nel senso della sua ritualità (o della sua non ritualità - vedi il filone delle terapie umanistico-esperienziali che si muovono proprio in modo opposto), quanto del modo con cui sia la regola che la sua inevitabile e continua infrazione vengono gestite ed elaborate (è questa anche la direzione delle ricerche che sta tentando di fare Hoffman). Vi è anche molto più accordo sul fatto che il "contenuto" di questa ritualità (lettino o sedia, numero di sedute alla settimana, ecc., cioè i criteri estrinseci così come li definì Gill) è meno importante del fatto stesso che esista una struttura, di qualunque tipo essa sia (la struttura insomma del rapporto tra i due partners), che necessariamente viene investita simbolicamente e utilizzata come veicolo per il cambiamento, da una parte, e per l'interpretazione, dall'altra (a questo proposito, vedi anche le argomentazioni di Codignola riguardo alla demarcazione tra "vero" e "falso" - ovvero tra ciò che è e non è interpretabile - nella struttura logica dell'interpretazione psicoanalitica [&lt;i&gt;Il vero e il falso&lt;/i&gt;. Torino: Boringhieri, 1977]).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;  &lt;p&gt;Relazioni terapeutiche "tossiche"&lt;/p&gt; &lt;/b&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Dicevo che i due partners sono alla pari, e si influenzano a vicenda, cercando di capire qualcosa di questo loro rapporto: vinca il migliore, potremmo dire. Cioè si spera che l'analista influenzi il paziente, ma sappiamo che inevitabilmente anche il paziente influenza l'analista (nella &lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt76-97.htm"&gt;mia rubrica precedente&lt;/a&gt; avevo accennato a quegli autori che parlano del paziente come "terapeuta" del suo analista). E qui tocchiamo la questione delle relazioni terapeutiche "tossiche". Il concetto di iatrogenicità è culturalmente determinato: quello che è un danno per una cultura storicamente e geograficamente determinata può essere visto come un effetto positivo per un'altra. Ecco perché la psicoterapia non può prescindere dall'etica, cioè dal problema dei valori (sia del terapeuta che del paziente, s'intende). Va ricordato, a questo proposito, che per Freud la "ricerca della verità" e la "terapia" procedevano sempre insieme. Oggi questo "legame inscindibile" (&lt;i&gt;Junktim&lt;/i&gt;) [&lt;i&gt;Opere di Sigmund Freud&lt;/i&gt;, vol. 10, p. 422] o "legame molto stretto fra terapia e ricerca" viene messo in discussione (vedi ad esempio il secondo volume del &lt;i&gt;Trattato&lt;/i&gt; di Thomä &amp;amp; Kächele, citato prima, p. 9) influenzati anche dalle pressanti domande poste in tempi recenti dalla bioetica [per una discussione del rapporto tra "ricerca di verità" e "terapia" in analisi, vedi la mia rubrica sul n. 69/1995 del &lt;i&gt;Ruolo Terapeutico&lt;/i&gt;, intitolata "&lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt69-95.htm"&gt;Terapia o ricerca della verità? Ancora sulla differenza tra psicoanalisi e psicoterapia&lt;/a&gt;"].&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Non solo, ma, come hanno osservato da tempo tanti psicoanalisti (ben prima dei sistemici), un paziente che migliora può rappresentare un "danno" per l'equilibrio della sua famiglia o di chi gli sta vicino, che va incontro a sofferenze, crisi e ristrutturazioni di vita. Un altro familiare magari assume gli stessi sintomi allo scopo di perpetuare il modello relazionale interiorizzato. Come hanno sottolineato Erikson e soprattutto i teorici delle relazioni ogettuali, non si interiorizza mai un oggetto, ma sempre una relazione oggettuale, la quale nel transfert può essere tranquillamente invertita senza che ciò provochi uno squilibrio del sistema (vedi i vecchi concetti di rivolgimento da attivo a passivo [&lt;i&gt;passive into active&lt;/i&gt;], di identificazione con l'aggressore [descritta da Anna Freud in &lt;i&gt;L'io e i meccanismi di difesa&lt;/i&gt; (1936)], ecc.). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Ecco dunque un modo di affrontare il tema della iatrogenicità in psicoterapia: la psicoanalisi, così come ogni terapia, è sempre "iatrogena", ma per fortuna, in quanto significa che essa può operare dei cambiamenti (meno male che la terapia fa male! - potremmo dire con un gioco di parole). Se non fosse iatrogena non sarebbe neanche terapeutica (ed è pacifico, come si diceva prima, che la "tossicità" della psicoterapia può andare anche in direzione opposta, cioè dal paziente al terapeuta). Non è un caso che i critici della psicoterapia (come ad esempio Eysenck) hanno sempre cercato di dimostrare che essa è inutile, non dannosa, ben consapevoli che una eventuale iatrogenicità della psicoterapia li avrebbe costretti ad ammettere anche una sua efficacia [rimando al mio lavoro "&lt;a href="http://www.psychomedia.it/spr-it/artdoc/migone96.htm"&gt;La ricerca in psicoterapia: storia, principali gruppi di lavoro, stato attuale degli studi sul risultato e sul processo&lt;/a&gt;"&lt;i&gt;. Rivista Sperimentale di Freniatria&lt;/i&gt;, 1996, 2, p. 201].&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;Concludo qui queste riflessioni libere, che hanno iniziato discorsi che poi sono andati molto lontano. La sensazione è quella di aver aperto una scatola di serpenti, difficile ora da richiudere. Spero almeno di aver stimolato l'interesse di qualche lettore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;"&gt;            &lt;dt&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;" &gt;&lt;a href="http://www.vertici.com/servizi/esperto/templatexp.asp?cod=637"&gt;Paolo           Migone&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;             &lt;dt&gt;Condirettore della rivista &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.psicoterapiaescienzeumane.it/default.htm"&gt;Psicoterapia e Scienze Umane&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/dt&gt;             &lt;dt&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;" &gt; Via Palestro 14, 43100 Parma, &lt;i&gt;tel./fax &lt;/i&gt;0521-960595,           &lt;i&gt;E-Mail&lt;/i&gt; &lt;&lt;a href="mailto:migone@unipr.it"&gt;migone@unipr.it&lt;/a&gt;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-1945137729988265924?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1945137729988265924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1945137729988265924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/11/riflessioni-sulla-situazione.html' title='Riflessioni sulla situazione terapeutica'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-2912070635535592286</id><published>2009-09-25T11:12:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.827-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gruppoanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La Gruppoanalisi (6)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;analisi mediante il gruppo, ha come rappresentante principale Foulkes, che pone come principale tecnica di lavoro nel gruppo, l’analisi attraverso il gruppo (by the group), attraverso quindi il processo che si attua dalla matrice di base e che evolve nella matrice dinamica. Foulkes considera la mente, come un fenomeno trans-personale e trans-generazionale. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;Foulkes&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt; propone una lettura del gruppo (sia familiare, sia terapeutico) attraverso quello che accade nel “qui e ora”. Il gruppoanalista pone attenzione al processo, mediante il quale il gruppo attraversa emozioni, affetti, pensieri. Secondo Foulkes, il progetto terapeutico di una gruppoanalisi è simile a quello di altre psicoterapie quanto a catarsi, transfert, processi di identificazione e controidentificazione, differenziazione e proiezione; tuttavia nella situazione di gruppo agiscono alcuni fattori terapeutici che si possono ritenere specifici del gruppo.  Le tre istanze psichiche (Es, Io e Super-Io), sono rappresentate nel gruppo attraverso, scissioni e spostamenti, capri espiatori e favoritismi. Il gruppo diviene simbolo di oggetti interni (madri, padri), ed oggetti esterni (mondo e altri in generale). Ogni componente del gruppo si rende conto che, anche altre persone vivono (ad esempio) problemi, ansie ed impulsi simili ai suoi. Questa consapevolezza da sollievo e favorisce l’attenzione dei propri sensi di colpa. Il proprio materiale rimosso attraverso la “reazione speculare”, viene riconosciuto più facilmente in altri e &lt;u&gt;ciò permette un’elaborazione ed un’analisi che, anche se riferite ad altri componenti del gruppo, sono rivolte contemporaneamente a se stessi&lt;/u&gt;.  Il gruppo consente, quindi, la rappresentazione di un fenomeno unico attraverso più persone, evidenziando diversi aspetti... &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-2912070635535592286?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2912070635535592286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2912070635535592286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/09/la-gruppoanalisi-6.html' title='La Gruppoanalisi (6)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6059175515846484629</id><published>2009-09-21T08:27:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.829-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gruppoanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La Gruppoanalisi (5)</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica; color: black;"&gt;L’analisi di gruppo, si riferisce al pensiero di Bion. Nei gruppi bioniani il terapeuta focalizza l’attenzione sulla interpretazione del transfert in termini gruppali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica; color: black;"&gt;Secondo Bion, il gruppo è un insieme di persone che si trovano tutte allo stesso grado di regressione, per effetto delle rinunce che derivano dal contatto di ciascuno con la vita affettiva del gruppo. L’uomo, Secondo Bion, è un animale politico e la sua osservazione in gruppo rende visibile tale caratteristica. La gruppalità dell’individuo è intrinseca al suo psichismo e prescinde dalla reale presenza del gruppo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica; color: black;"&gt;Bion descrive, inoltre, meccanismi di difesa collettivi fondati su di un’assimilazione psichica che passa da un componente del gruppo ad un altro formando una sorta di sfondo indifferenziato; Bion definisce tale sfondo sistema protomentale. &lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: black;"&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.blogspot.com/" _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://psicologobologna.iobloggo.com/" _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: white;"&gt;&lt;a href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: black;"&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.iobloggo.com/" _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: white;"&gt;&lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/" _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6059175515846484629?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6059175515846484629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6059175515846484629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/09/la-gruppoanalisi-5.html' title='La Gruppoanalisi (5)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-7304412750065245362</id><published>2009-09-14T10:37:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.830-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gruppoanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La Gruppoanalisi (4)</title><content type='html'>&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;L’&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;analisi in gruppo, si pone in rapporto di totale continuità teorica con la psicoanalisi, ne accetta integralmente i principi e la tecnica, negando la specificità psicologica al gruppo e considerandolo solo un luogo “altro” dove praticare la psicoanalisi di singoli individui. Autori come Wender, Wolf, Slavson e Schilder avvalendosi della competenza psicoanalitica, applicarono al gruppo i principi della psicoanalisi, come avviene nel setting individuale, l’interpretazione dei disturbi psichici mediante i lapsus, libere associazioni, sogni, resistenze degli individui, pur favorendo gli scambi tra i vari componenti del gruppo. Nei gruppi, i pazienti si alternavano in una seduta di psicoanalisi individuale svolta in gruppo, quest’ultimo rappresentava la famiglia originaria ed in generale un microcosmo della società. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-7304412750065245362?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7304412750065245362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7304412750065245362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/09/la-gruppoanalisi-4.html' title='La Gruppoanalisi (4)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3429213369946475586</id><published>2009-09-07T09:08:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.831-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gruppoanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La Gruppoanalisi (3)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Helvetica;font-size:14;"  lang="EN-US" &gt;Secondo Napolitani, gli ambiti di intervento della gruppoanalisi, sono differenziati secondo tre modalità principali:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Helvetica;font-size:14;"  lang="EN-US" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Helvetica;font-size:14;"  lang="EN-US" &gt;analisi in gruppo (metodo rotatorio), in cui ogni persona a rotazione assume il ruolo di protagonista; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Helvetica;font-size:14;"  lang="EN-US" &gt;analisi di gruppo (metodo collettivo), in cui ogni verbalizzazione è espressione del gruppo; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Helvetica;font-size:14;"  lang="EN-US" &gt;analisi attraverso o mediante il gruppo (metodo relazionale), in cui l’attenzione è rivolta sull’individuo e sul gruppo, sulle loro dinamiche relazionali inconsce che vengono mobilitate nel gruppo. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3429213369946475586?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3429213369946475586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3429213369946475586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/09/la-gruppoanalisi-3.html' title='La Gruppoanalisi (3)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-8082603623655095648</id><published>2009-09-03T10:35:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.833-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gruppoanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La Gruppoanalisi (2)</title><content type='html'>&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;Secondo Foulkes, la terapia gruppoanalitica produce un flusso duraturo di materiale inaspettato ed indefinito.  Ciò promuove alcuni principi, che sono di importanza fondamentale nella diagnosi e nella terapia: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;partecipazione attiva, che include il risveglio dell’interesse e prepara il terreno per esperienze mutative (Strackey); &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;comunicazione in un’atmosfera permissiva, comprendendo ed accettando il punto di vista di tutti i componenti del gruppo, giungendo ad un significato valido per il gruppo;&lt;br /&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;osservazione in un setting sociale, dal punto di vista dell’osservatore questo permette di visualizzare una storia, una diagnosi e una prognosi vivente, ogni componente del gruppo può auto-osservarsi mentre si confronta con gli altri e s’individua per contrasto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Helvetica;" lang="EN-US"&gt;Ogni gruppo è una struttura complessa. Ezriel  parla di “denominatore comune“, ossia le fantasie inconscie del gruppo, le emozioni, la cultura che caratterizza il gruppo in quel momento.   &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-8082603623655095648?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8082603623655095648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/8082603623655095648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/09/la-gruppoanalisi-2.html' title='La Gruppoanalisi (2)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-1825533837028481221</id><published>2009-08-31T10:32:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.834-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gruppoanalisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La Gruppoanalisi</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;     Durante la seconda guerra mondiale due psicoanalisti, Bion e Foulkes, cercarono di trovare un mezzo idoneo a curare più persone con pochi psicoterapeuti. Le contingenze di carattere economico (e di tempo), contribuirono all’elaborazione di concezioni teoriche originali e di una vera e propria tecnica psicoterapeutica di gruppo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;    La gruppoanalisi condivide, in una certa misura, le indicazioni della psicoanalisi individuale; la terapia che svela l’inconscio richiede allo stesso modo un alto grado di collaborazione,  di potenziale capacità di esprimersi verbalmente, e la regolarità della partecipazione per tutto il periodo. L’atmosfera è informale e la collocazione del gruppo è uno di fronte all’altro, in cerchio, senza tavolo nel mezzo. &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-1825533837028481221?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1825533837028481221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1825533837028481221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/08/la-gruppoanalisi.html' title='La Gruppoanalisi'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4031587187328422561</id><published>2009-07-10T11:00:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.835-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Problem Solving'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Problem Solving</title><content type='html'>&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/a&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt; Risolvere problemi (problem solving), che cosa significa? Secondo G. Polya (1945) ...risolvere problemi significa trovare una strada per uscire da una difficoltà, una strada per aggirare un ostacolo, per raggiungere uno scopo che non sia immediatamente raggiungibile. Sempre Polya (1963): Il saper fare in matematica è l'abilità nel risolvere problemi, nel trovare prove, nel criticare argomenti a favore, nell'usare il linguaggio matematico con una certa fluidità e nel riconoscere concetti matematici in situazioni concrete.&lt;br /&gt; Secondo K. Duncker (1969): Un problema sorge quando un essere vivente ha una meta ma non sa come raggiungerla. Credo...che certi tratti essenziali del processo di ricerca della soluzione siano indipendenti dal particolare materiale su cui opera il pensiero.&lt;br /&gt; Come si vede, si tratta più che altro di precisazioni, puntualizzazioni, chiarificazioni: non c'è problema se non c'è situazione problematica che crea una domanda, rispondere alla quale sia, per qualche motivo, causa di difficoltà (D'Amore, 1993b).&lt;br /&gt; I problemi, quindi, hanno dei dati, un obiettivo, degli ostacoli (Davidson, Deuser &amp;amp; Sternberg, 1994). I dati sono gli elementi, le loro relazioni e le condizioni che formano lo stato iniziale della situazione problematica. L'obiettivo è la risoluzione. Gli ostacoli, naturalmente, sono caratterizzati da ciò che rende difficile trasformare il problema dallo stato iniziale a quello desiderato. A questo proposito è importante anche considerare quale metodo utilizzi chi deve (vuole) risolvere un problema, quali siano le strategie messe in atto. Da tale punto di vista un'interessante sintesi del processo di risoluzione dei problemi matematici è quella offerta da Leone Burton, John Mason e Kaje Stacey (1982). Secondo questi autori, le fasi essenziali lungo cui si dispiega il processo di soluzione di un problema sono quattro: fase di inizio, fase di attacco, fase di revisione, fase di estensione.&lt;br /&gt;                         &lt;/div&gt;    &lt;div style="text-align: justify;" id="adv"&gt;                           &lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!-- google_ad_client = "pub-6456476834684972"; google_alternate_color = "FFFFFF"; google_ad_width = 160; google_ad_height = 600; google_ad_format = "160x600_as"; google_ad_type = "text"; google_ad_channel =""; google_color_border = "EFEFEF"; google_color_link = "FF6600"; google_color_bg = "FFFFFF"; google_color_text = "000000"; google_color_url = "FF6600"; //--&gt;&lt;/script&gt; &lt;script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"&gt; &lt;/script&gt; &lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/expansion_embed.js"&gt;&lt;/script&gt; &lt;script src="http://googleads.g.doubleclick.net/pagead/test_domain.js"&gt;&lt;/script&gt; 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   &lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;    &lt;div style="clear: left; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;    &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4031587187328422561?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4031587187328422561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4031587187328422561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/07/problem-solving.html' title='Problem Solving'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-2968393748978820249</id><published>2009-07-03T02:37:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.837-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Matematica e Psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>L'apprendimento della matematica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi anni si è accentuato, particolarmente nel campo dell'apprendimento in matematica, l'approccio che sottolinea il ruolo costruttivo di concetti, principî, procedimenti e strategie da parte degli allievi (è necessario impegnare attivamente il soggetto nell'acquisizione delle varie conoscenze e competenze).&lt;br /&gt;Lauren B. Resnick (1989) ha rivisitato il concetto di ''costruzione della conoscenza'', evidenziando alcune caratteristiche che è stato possibile descrivere con più precisione sulla base di indagini promosse in psicologia cognitiva.&lt;br /&gt;Un apprendimento efficace dipende, tra l'altro, dalla motivazione, dall'autocontrollo, dalle elaborazioni e dalle rappresentazioni costruite da parte di ogni alunno. Questo non vuol dire che tutta la conoscenza vada riscoperta autonomamente: è il processo di costruzione del nuovo sulla base del vecchio, cioè di quello che già si sa e si sa fare, che deve essere attivato.&lt;br /&gt;Le strategie di costruzione o di incorporazione stabile e significativa delle nuove conoscenze sono condizionate da quanto, sia di conoscenze dichiarative sia di conoscenze procedurali (Gagné, 1985), già si possiede (Ausubel, 1968). L'apprendimento risulta, in questo modo, dipendente dalla conoscenza previa e ciò condiziona in modo determinante ogni intervento didattico (Glaser, 1988).&lt;br /&gt;D'altro canto si ha sempre più il sospetto che l'organizzazione di un processo di apprendimento valido ed efficace non possa passare per un percorso che va dall'acquisizione di elementi staccati di un contenuto al loro collegamento in una unità complessiva.&lt;br /&gt;Ausubel, nel 1968, ha proposto di passare da una conoscenza più globale e indifferenziata ad una differenziazione organizzata progressivamente.&lt;br /&gt;L'esercizio che viene attivato per fare propria tale conoscenza si esplica e si raffina in una situazione precisa, le cui variabili hanno una grande influenza nel modellarla. Per questo si parla di conoscenza situata o contestualizzata (Resnick, 1989, p.3).&lt;br /&gt;Quindi, generalmente, chi più sa in un certo campo più tende a sapere; chi più ha sviluppato capacità di acquisire nuove conoscenze in un settore, più rapidamente procede sulla via del sapere e del saper fare; chi ha già acquisito una certa autonomia nel regolare le componenti cognitive, affettive e metacognitive della propria condotta in un certo contesto, sarà maggiormente in grado di esercitarsi e maturare in questa direzione (è importate sottolineare ''generalmente'': infatti a pari livello di conoscenza alcuni soggetti si dimostrano più propensi ad utilizzarla di altri).&lt;br /&gt;Conoscenze, strategie e capacità di autoregolazione del proprio pensiero e del proprio apprendimento, raggiunte in un determinato àmbito del sapere e del saper fare, tendono ad assumere una certa coerenza.&lt;br /&gt;Inoltre, si manifesta anche la crescita di un proprio stile di apprendimento, come risultato di processi di adattamento progressivi.&lt;br /&gt;Uno stile di apprendimento, infatti, viene spesso concettualizzato come un insieme di strategie utilizzate facilmente e spontaneamente, coerente con gli orientamenti ed i modelli mentali posseduti, nonché con le attese, le intenzioni e gli atteggiamenti collegati (Pellerey, 1990).&lt;br /&gt;La visione costruttivista del processo di acquisizione delle conoscenze e di sviluppo delle competenze ha spostato l'attenzione dei ricercatori verso lo studio dei processi di pensiero (connessi con una data disciplina di insegnamento) e delle strade attraverso cui tali processi si sviluppano.&lt;br /&gt;    Per quanto riguarda  l'apprendimento in  matematica,  occorre  indivi-&lt;br /&gt;duare  i criteri di demarcazione di ciò che si può definire ''matematico''.      &lt;br /&gt;Ovviamente saranno determinanti i diversi approcci filosofici, da un lato, e le differenti teorie e metodologie di ricerca adottate, dall'altro.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, qualunque sia la posizione teorica assunta circa il pensiero matematico, vi è generale consenso nell'affermare che questo possa essere in gran parte caratterizzato come ''processo di soluzione di problemi''.&lt;br /&gt;Apprendere la matematica, quindi, implica non solo acquisire in modo significativo e stabile un certo insieme di conoscenze ma anche sviluppare, almeno fino ad un certo punto, specifiche competenze nel risolvere problemi, nonché un pensiero significativamente critico. E' questo un orientamento sempre presente nella storia del pensiero matematico, fin dai tempi dei dialoghi platonici. Determinanti in questo senso furono le pubblicazioni nel 1945 di tre studi classici sul pensiero matematico: il volume di J. Hadamard (1945) sulla psicologia dell'invenzione in campo matematico; lo studio di M. Wertheimer (1945) sul ''pensiero produttivo'', fondamentalmente dedicato al pensiero matematico; e il libro scritto da G. Polya (1945): ''Come si risolvono i problemi''. La maggior parte delle attuali ricerche (di impostazione cognitiva) sui processi solutori dei problemi matematici si rifà, più o meno direttamente, a queste opere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-2968393748978820249?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2968393748978820249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2968393748978820249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/07/lapprendimento-della-matematica.html' title='L&apos;apprendimento della matematica'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4826841188721098765</id><published>2009-06-10T07:31:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.838-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Matematica e Psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>L'insegnamento della matematica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt; Possiamo definire E.L. Thorndike (1922/1924) ''il padre fondatore'' della psicologia dell'insegnamento della matematica. Come psicologo, Thorndike era radicato in una tradizione di sperimentazione in laboratorio; era però anche fortemente impegnato nel tradurre i risultati così ottenuti in consigli per l'insegnamento in classe.&lt;br /&gt; Nel 1922 apparve un libro, intitolato ''La psicologia dell'aritmetica'' in cui Thorndike, che lavorava al Teacher's College della Columbia University, si chiedeva: ''Associazioni tra stimoli e risposte, la legge dell'effetto: come si possono applicare questi principî, sviluppati per lo più attraverso l'osservazione di comportamenti semplicissimi negli animali, a qualche cosa di così complesso come l'apprendimento scolastico?''. Dal momento che l'associazionismo riteneva che tutte le conoscenze, anche le più complesse, fossero costituite da semplici collegamenti, la risposta sembrava chiara: l'apprendimento consisteva nella creazione e nel rafforzamento delle associazioni necessarie. Lo scopo dell'istruzione elementare, sosteneva Thorndike (1922), quando sarà definito pienamente si rivelerà essere quello di provocare nella natura umana alcuni cambiamenti, rappresentati da una serie quasi infinita di collegamenti o legami; in base ad essi, l'alunno pensa o sente o agisce in certi modi, in risposta alle situazioni organizzate dalla scuola, ed è portato a pensare, a sentire e ad agire in modo simile di fronte a situazioni simili, quando queste si presentano nella vita, anche al di fuori della scuola.&lt;br /&gt; Il libro di Thorndike era un tentativo di spiegare come il contenuto dell'aritmetica potesse essere tradotto in legami stimolo-risposta formulati psicologicamente. Le sue ricerche hanno permesso un grande passo avanti verso l'applicazione della teoria psicologica all'insegnamento ed il suo contributo alla psicologia della matematica sta nell'aver focalizzato l'attenzione sul contenuto dell'apprendimento (tutto questo nell'àmbito di una materia specifica). Alla sua teoria dell'apprendimento non sono mancate le critiche; ad esempio William Brownell (1935) sollevò diverse obiezioni al metodo dell'esercizio ripetitivo. Secondo Thorndike, invece, programmare organicamente esercizi meccanici ripetitivi avrebbe permesso di acquisire più facilmente velocità e precisione nel calcolo aritmetico (è esperienza comune a tutti gli insegnanti che quando uno studente non impara a memoria fatti numerici e algoritmi specifici fin dalle prime volte che questi gli vengono presentati, rischia di non recuperarli mai).&lt;br /&gt; L'esercizio come supplemento all'insegnamento e con lo scopo di sviluppare una modalità di risposta automatica, quindi veloce, è sicuramente importante per risolvere problemi matematici (ad esempio: ripetere le tabelline fino a farle diventare un automatismo aiuta ad eliminare ostacoli durante la risoluzione dei problemi). Occorre, però, anche capire i concetti base della matematica, sia quelli che costituiscono le regole ed i procedimenti algoritmici della semplice aritmetica, sia quelli non inerenti al calcolo. Per quanto riguarda questi ultimi una parola chiave è ''struttura'', cioè il modo in cui il corpo delle conoscenze matematiche è organizzato e collegato al suo interno.&lt;br /&gt; La struttura di un campo di conoscenza è più o meno oggettivamente verificabile; matematici esperti potrebbero probabilmente giungere ad un qualche tipo di accordo sulla struttura e sui contenuti fondamentali di un certo campo.&lt;/div&gt;     &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4826841188721098765?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4826841188721098765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4826841188721098765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/06/linsegnamento-della-matematica.html' title='L&apos;insegnamento della matematica'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-2425785060584044142</id><published>2009-06-06T08:55:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.839-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Matematica e Psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La natura di una psicologia della matematica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo di uno ''psicologo della matematica'' è quello di porre le stesse domande che uno psicologo si pone sull'apprendimento, sul pensiero e sull'intelligenza ma consiste anche nell'esaminare tali domande rispetto ad una materia particolare; cioè, invece di porsi la domanda: ''Come pensano le persone?'', si chiede: ''Come pensano le persone dal punto di vista matematico o a proposito di temi inerenti la matematica?''.&lt;br /&gt;Scopo dello psicologo interessato alla matematica è sapere cosa contribuisce al verificarsi dei fenomeni chiamati ''capacità matematica'', ''modalità d'apprendimento della matematica'', e simili.&lt;br /&gt;Ad un gruppo di studenti, per esempio, si propone un problema di geometria; questi si sforzano di risolverlo e alla fine presentano le loro risposte che alcune volte risultano corrette, altre volte no. Entrambi i casi sono interessanti per lo psicologo che si occupa di ciò che si è verificato nel frattempo, cioè di quant'è accaduto tra il momento in cui si è posto il problema e quello in cui gli studenti hanno dato una risposta. Lo psicologo si occupa anche di indagare quali siano le condizioni preliminari che possono aiutare gli studenti a trovare la soluzione corretta ad un problema.&lt;br /&gt;Cioè: come si dovrebbero presentare i problemi? Quali tipi di esercizi preventivi potrebbero essere utili? Ci sono momenti particolarmente favorevoli, dal punto di vista dello sviluppo intellettuale degli studenti, per presentare certi tipi di materiale?&lt;br /&gt;Uno psicologo che voglia cercare una risposta a questo tipo di domande sull'apprendimento e sulla prestazione in matematica deve arrivare a capire la struttura della materia stessa, cioè come appare la matematica agli occhi di un matematico. Senza una comprensione in questo senso ci si potrebbe porre domande interessanti dal punto di vista psicologico e tuttavia non chiarire mai la natura della psicologia della matematica, intesa come disciplina.&lt;br /&gt;Per una psicologia della matematica significativa è necessario avere a disposizione sia la psicologia che il contenuto della materia specifica, cioè della matematica.&lt;br /&gt;La conoscenza che si può così formare è una conoscenza della struttura della matematica e di come le persone pensano, ragionano e usano le loro capacità intellettuali in quel campo specifico.&lt;br /&gt;La matematica non deve essere intesa solo come strumento ma come un metodo per indagare la realtà, un linguaggio per esprimerne una descrizione. Il termine ''Matematica'' ha una radice etimologica in ''mathema'' (conoscenza) di portata culturale molto vasta; la matematica va identificata con lo sviluppo delle conoscenze e con l'organizzazione razionale dell'interpretazione e rappresentazione della realtà.&lt;br /&gt;La psicologia è alla continua ricerca di principî generali che possano regolare l'apprendimento, il pensiero e lo sviluppo, allo scopo di cercare spiegazioni sul comportamento delle persone in situazioni specifiche.&lt;br /&gt;Gran parte di ciò che in psicologia è chiamato ''metodo sperimentale'' riflette i tentativi degli psicologi di portare alla luce dati sul modo in cui le persone apprendono e pensano.&lt;br /&gt;Non si sa molto, però, su come tali informazioni siano ricollocabili nel loro contesto naturale (l'esecuzione di compiti della vita reale), per far sì che ci aiutino a capire il più possibile il modo in cui vengono appresi determinati argomenti, come la matematica.&lt;br /&gt;Oggi, accanto agli esperimenti di laboratorio che fanno uso di compiti molto semplici per isolare alcune abilità pure dal mondo esterno, gli psicologi stanno studiando il comportamento delle persone di fronte ai compiti complessi che eseguono a scuola, sul lavoro e nel gioco.&lt;br /&gt;Alcuni di questi compiti sono a carattere matematico; di conseguenza, è possibile far riferimento alla psicologia di una materia specifica cioè della matematica. Si tratta di una psicologia che è appena agli inizi; la si potrebbe considerare come derivante da una psicologia, che aiuta a far luce sul pensiero e sull'apprendimento matematico, e da una matematica che può produrre quesiti per la psicologia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-2425785060584044142?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2425785060584044142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/2425785060584044142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/06/la-natura-di-una-psicologia-della.html' title='La natura di una psicologia della matematica'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4408289231471575902</id><published>2009-06-03T09:31:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.841-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Transfert'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Il transfert</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Il&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;i&gt;transfert&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;si&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;riferisce&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;alle&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;i&gt;proiezioni&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del paziente sul proprio psicoterapeuta e compare sempre durante un percorso psicologico.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;S. Freud ha elaborato gradatamente il concetto di transfert partendo dalla nozione di &lt;i&gt;spostamento&lt;/i&gt; considerando che, nel transfert, il paziente sposti sul terapeuta i propri conflitti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;intrasoggettivi&lt;/span&gt; che, a loro volta, sono residui delle relazioni vissute nell’infanzia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Si conosce un transfert &lt;i&gt;positivo &lt;/i&gt;o&lt;i&gt; negativo&lt;/i&gt; in base alla qualità del sentimento prevalente che può essere affettuoso od ostile.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Melanie&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Klein&lt;/span&gt; ritiene che nel transfert si manifestino non tanto le &lt;i&gt;componenti edipiche&lt;/i&gt;, quanto le &lt;i&gt;relazioni oggettuali&lt;/i&gt; dei primissimi anni di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;vita che&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;il paziente non può ricordare, ma che possono essere ricostruite proprio a partire dalle relazioni di transfert del paziente.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;La tesi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;kleiniana&lt;/span&gt; del transfert come rivelatore delle relazioni oggettuali è stata accolta da W.R.D.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Fairbairn&lt;/span&gt;, D.W. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Winnicott&lt;/span&gt; e M. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Balint&lt;/span&gt; il quale, oltre a raccomandare ..&lt;i&gt;.l’interpretazione del transfert&lt;/i&gt; &lt;i&gt;del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;paziente&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;in&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;termini&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;relazioni&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;oggettuali…&lt;/i&gt; ipotizza&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la possibilità di cogliere nell’evoluzione del transfert la successione genetica delle fasi attraverso cui il paziente è passato nel corso del suo primo sviluppo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;C.G. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Jung&lt;/span&gt; ritiene che&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;il transfert non possieda necessariamente una natura sessuale e non esprima inevitabilmente&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;i&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;rapporti&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;edipici&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;già&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;vissuti&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;perché&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;può&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;anche essere&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;espressione&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;tendenze psichiche che chiedono di essere analizzate. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Per quanto riguarda&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;l’intensità del transfert, la&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;dinamica&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che presiede&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sua attivazione ed&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;il&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;suo rientro, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Jung&lt;/span&gt; scrive che ..&lt;i&gt;.l’intensità della relazione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;transferale&lt;/span&gt; corrisponde sempre all’importanza dei suoi contenuti per il soggetto ..&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Freud è passato da una concezione originaria&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che considerava&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;il transfert come un qualsiasi altro sintomo che si&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;frapponeva come un ostacolo alla normale relazione terapeutica, a una concezione che, senza smentire la prima, ne coglie &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;lìaspetto&lt;/span&gt; positivo ai fini della terapia: &lt;i&gt;. . è il più potente ausilio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;trattamento&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sostiene,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nella&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;dinamica&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;processo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;guarigione,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;una&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;parte&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;cui&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;non sarà mai dato troppo rilievo… &lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Jung&lt;/span&gt; iscrive il transfert nel fenomeno più ampio della proiezione che ha la propria radice..&lt;i&gt;. in un inconscio attivato che ha bisogno di esprimersi. L’intensità del transfert corrisponde alla significatività del contenuto proiettato ..&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-family: TimesNewRoman;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4408289231471575902?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4408289231471575902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4408289231471575902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/06/il-transfert.html' title='Il transfert'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3290829680990644765</id><published>2009-05-11T06:24:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.842-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nachträglichkeit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Nachträglichkeit</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di Nachträglichkeit&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; fa riferimento a ricordi traumatici o non assimilati che vengono successivamente modificati (elaborazione, nel transfert, del ricordo di un’esperienza che è stata traumatica, incompleta o non assimilata).&lt;span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=""&gt; Secondo &lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/search/label/Modell%20A.%20H."&gt;Modell&lt;/a&gt; il significato originario di Nachträglichkeit anticipa alcune recentissime scoperte sul funzionamento della memoria, ricapitolate dal premio Nobel &lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/2009/05/gerald-edelman.html"&gt;Gerald Edelman&lt;/a&gt; nel libro Neural Darwinism: &lt;u&gt;la memoria è una continua ricategorizzazione dei dati e non una registrazione isomorfa della passata esperienza all’interno di un sistema nervoso statico e passivo&lt;/u&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; Edelman suggerisce che la nachtraglichkeit sia un’esemplificazione di una caratteristica universale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;del SN per stabilire identità percettive di ricordi categoriali. Opinione centrale della teoria di Edelman è che la &lt;u&gt;percezione sia una riscoperta, un ricorso, a categorie già utilizzate contenute nella memoria.&lt;/u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; Secondo Edelman è l’interscambio dinamico, esistente tra la memoria categoriale e la percezione dell’ambiente attraverso cui la memoria opera, che determina il risultato, e le configurazioni sinaptiche a lungo termine, non necessariamente corrispondono alla memoria a lungo termine. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Secondo Edelman, la Nachtraglichkeit è un &lt;u&gt;processo attivo&lt;/u&gt; in cui l’azione comportamentale fornisce un test continuo dei nuovi ambienti ed è anche un mezzo di prova generale per vecchie mappature. Secondo la teoria di Edelman, le percezioni sono in qualche misura creazioni e i ricordi fanno parte di processi continui di immaginazione. L’intelligenza umana non consiste solo in un accrescimento quantitativo delle proprie conoscenze ma anche nel rielaborare, ricategorizzare e quindi generalizzare l’informazione in modi nuovi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; Nella teoria di Edelman, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il sistema motorio è fondamentale&lt;/span&gt; nella percezione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Gli affetti di transfert sarebbero quindi motori poichè esaminano attivamente l’ambiente umano, con l’obiettivo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di ritrovare una data categoria affettiva.&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Una esplorazione di questo tipo può condurre ad una profezia auto avverantesi (come nell’effetto pigmalione della sociologia) nella misura in cui gli affetti di transfert inducano una risposta di controtransfert complementare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;La ripetizione di categorie affettive dolorose, allora, vede l’apparato motorio (gli affetti) del pz che evoca la risposta affettiva del terapeuta per trovare una corrispondenza percettiva, confermare/disconfermare una data categoria affettiva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; In tal modo è possibile anche riparare deficit evolutivi. La ripetizione del transfert può divenire, così, un mezzo per realizzare cambiamenti terapeutici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; Per Freud, le azioni ripetitive espresse nel transfert sono una forma inferiore di ricordo che sta ad indicare la forza della resistenza (una o più). Nel 1914 (in "Ricordare, Ripetere, Rielaborare") Freud sostiene che, attraverso la ripetizione del transfert, il processo curativo avrà luogo.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Il disagio del paziente va ricreato&lt;/u&gt; non come una faccenda del passato ma &lt;u&gt;come una forza che agisce nel presente&lt;/u&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; Quindi la relazione con l’analista è una nuova relazione oggettuale e la ripetizione può comportare nuove configurazioni (nuove soluzioni).&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Freud riteneva che la ripetizione all’interno del transfert fosse espressione diretta di una pulsione di morte altrimenti silente. In "Al di la del Principio del Piacere", descrive un bambino che, con un atto mimetico, padroneggia il dolore derivante dalla partenza della madre (fa sparire un rocchetto sotto al letto e poi lo recupera).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; Tale gioco illustra l’opinione che la coazione a ripetere non sia una pulsione di morte passivamente tollerata bensì una forma d’azione simbolica&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;in cui il trauma dell’allontanamento&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;viene spostato dal mondo reale al mondo interno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Con le parole di Winnicott: “condurre il trauma all’interno dell’orbita dell’onnipotenza personale”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; Secondo Freud la percezione non è un processo puramente passivo ; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;l’Io invia periodicamente piccole quantità di investimento nel sistema percettivo mediante le quali assaggia gli stimoli esterni per poi ritirarsi nuovamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;La coazione a ripetere (in questa chiave) rappresenta la ricerca di un’identità percettiva tra gli oggetti presenti e quelli passati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;br /&gt;Edelman&lt;/span&gt;: la memoria categoriale è presente anche in animali inferiori (piccioni) che pur non avendo il linguaggio sono capaci di generalizzazioni percettive (che quindi non sono solo funzioni mentali di livello superiore). Per ciò &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Edelman&lt;/span&gt; propone che il ritrovamento di categorie già utilizzate sia una caratteristica del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Sistema Nervoso Centrale&lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255); text-align: justify;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3290829680990644765?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3290829680990644765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3290829680990644765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/05/nachtraglichkeit.html' title='Nachträglichkeit'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-7541971950689907656</id><published>2009-05-06T06:24:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.843-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Edelman Gerald'/><title type='text'>Gerald Edelman</title><content type='html'>&lt;h1  style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;       Gerald Edelman&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;          &lt;h2  align="justify" style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Nasce a New York nel 1929, consegue nel 1960 il dottorato in biochimica e immunologia presso la Rockefeller University.&lt;br /&gt;Premio Nobel per la medicina, insieme a Rodney Porter, nel 1972.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni i suoi interessi si sono orientati anche verso la neurobiologia, con importanti contributi teorici, tra i quali la Teoria della Selezione dei Gruppi Nervosi (TSGN).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;&lt;br /&gt;La concezione di Edelman ha come punto di partenza le scoperte nel campo del sistema immunitario, alle quali l'autore stesso ha dato un contributo notevole.&lt;br /&gt;Il sistema immunitario è un sistema somatico composto da molecole, cellule e organi specializzati, il cui funzionamento si basa sulla selezione; esso è in grado di distinguere e di reagire alle caratteristiche chimiche degli invasori batterici e virali che potrebbero compromettere la funzionalità dell'organismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Edelman ha trasferito parte dei concetti elaborati durante i suoi studi del sistema immunitario a quello dello sviluppo del cervello, nel tentativo di costruire un modello dettagliato delle strutture e dei processi che sono alla base delle facoltà cognitive umane.&lt;br /&gt;Tale teoria si basa sul  "darwinismo Neuronale" (o Neurodarwinismo), ossia sull'idea secondo la quale le funzioni cerebrali superiori sarebbero il risultato di una selezione che si attua sia nel corso dello sviluppo filogenetico di una data specie, sia sulle variazioni anatomiche e funzionali presenti alla nascita in ogni singolo organismo animale. In tale prospettiva, lo sviluppo cerebrale, soprattutto per quanto riguarda la categorizzazione percettiva e la memoria, non avviene in termini di istruzioni preesistenti, che indichino quale tipo di struttura e di organizzazione debba essere costruito. Il cervello è infatti dotato sin dalla nascita di una sovrabbondanza di neuroni e si organizza attraverso un meccanismo che ricorda molto da vicino il processo di selezione naturale proposto da Darwin come base per l'evoluzione delle specie viventi: a seconda del grado di effettivo utilizzo, alcuni gruppi di neuroni muoiono, altri sopravvivono e si rafforzano.&lt;br /&gt;L'unità su cui si effettua la selezione non è il singolo neurone, bensì i gruppi di neuroni, costituiti da un numero variabile di cellule che va da alcune centinaia a molti milioni.&lt;br /&gt;La TSGN ha come punto di partenza la constatazione che ogni organismo appena nato si trovi a vivere in un mondo privo di etichette, ossia non suddiviso preventivamente in "oggetti" ed "eventi". E' quindi necessario che l'organismo sviluppi, tramite la propria attività nell'ambiente, le informazioni che consentano una tale suddivisione. L'etichettatura avviene in conseguenza di un comportamento che conduce a particolari eventi selettivi all'interno delle strutture neuronali del cervello.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/h2&gt;    &lt;h2  align="justify" style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;&lt;br /&gt; La TSGN si fonda su tre concetti fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;    &lt;ol  style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Selezione in fase di sviluppo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Secondo tale principio, i processi dinamici di sviluppo che hanno luogo durante la fase embrionale e postnatale, portano alla formazione delle caratteristiche neuroanatomiche di una data specie. L'intero processo si basa sulla selezione e coinvolge gruppi di neuroni impegnati in una competizione topobiologica, dove il rafforzamento o l'estinzione dipendono dalla posizione in cui vengono a trovarsi i gruppi stessi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Selezione esperienziale. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Processo selettivo, determinato dal comportamento, che rafforza o indebolisce popolazioni di sinapsi e porta alla formazione di molti circuiti nervosi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Il rientro. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: 400;"&gt;Processo per mezzo del quale nel corso del tempo si verifica la connessione tra mappe diverse attraverso una selezione e connessione parallela di gruppi neuronali situati in varie aree. Questo processo fornisce una base per la categorizzazione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;    &lt;p  style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-7541971950689907656?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7541971950689907656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/7541971950689907656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/05/gerald-edelman.html' title='Gerald Edelman'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-1269308149809341797</id><published>2009-04-30T08:11:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.845-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Winnicott'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Oggetto Transizionale (2)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Helvetica;font-size:10;"  lang="EN-US" &gt;In “Gioco e realtà” Winnicott descrive come l’oggetto transizionale possa a volte degenerare in un oggetto feticistico e, in quanto tale, persistere come una caratteristica della vita sessuale adulta. In questo caso l’oggetto viene iperinvestito ed il bambino, pur crescendo, non riesce a porre tale oggetto “nel limbo” dei ricordi (come poeticamente afferma Winnicott). In tali circostanze, l’oggetto viene invece utilizzato come mezzo per il diniego,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;cioè vi è negazione di un’esperienza angosciante (che richiama vissuti di perdita e/o separazione) attraverso l’uso coatto dell’oggetto transizionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Helvetica;font-size:10;"  lang="EN-US" &gt; L’oggetto transizionale perde il proprio carattere di oggetto calmante, che allenta l’ansia e consola il bambino, e diventa un oggetto feticcio coattivamente usato per negare la perdita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-1269308149809341797?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1269308149809341797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/1269308149809341797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/04/oggetto-transizionale.html' title='Oggetto Transizionale (2)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-4354222249305091146</id><published>2009-04-06T10:36:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.846-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Neuropsicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Glia, astrociti, oligodendrociti</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_della_glia"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Glia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_della_glia#Astrociti"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_della_glia#Astrociti"&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;oligodendrociti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sono cellule vicine ai &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neurone"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;neuroni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che, si è scoperto recentemente, svolgono funzioni importanti nella trasmissione nervosa. Le cellule della glia sono state scoperte nel &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1891" title="1891"&gt;1891&lt;/a&gt; da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santiago_Ram%C3%B3n_y_Cajal" title="Santiago Ramón y Cajal"&gt;Santiago &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Ramón&lt;/span&gt; y &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Cajal&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Il numero di cellule della glia nel cervello supera di nove volte quello dei neuroni. Il fatto fu scoperto all'inizio del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo" title="XX secolo"&gt;XX secolo&lt;/a&gt; e da questo è nato il falso mito che noi utilizziamo solamente il 10% del nostro cervello per pensare. Il ruolo attivo delle cellule della glia nelle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinapsi" title="Sinapsi"&gt;sinapsi&lt;/a&gt; e quindi nella velocità di apprendimento è stato stabilito &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;da pochi anni&lt;/span&gt;. Gli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1" &gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;avvolgono le &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;sinapsi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;e ricevono/trasmettono impulsi da e verso i neuroni. Gli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; ricevono input dai neuroni &lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;pre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;-sinaptici e liberano a loro volta &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neurotrasmettitore"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;neurotrasmettitori&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (prevalentemente &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_glutammico"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;glutammato&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) che influenzano i neuroni post-sinaptici. Un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;astrocita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; si collega a diversi neuroni non in linea diretta tra di loro, creando un collegamento di tipo diverso. Tale sinapsi a tre è molto diffusa soprattutto in aree quali &lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l'ippocampo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (memoria), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; l’&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotalamo"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ipotalamo,&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;il&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Locus_coeruleus"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;locus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;ceruleus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Astrocita" title="Astrocita"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;astrociti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sono forniti di numerose &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;estroflessioni&lt;/span&gt; che ancorano i neuroni al loro rifornimento di sangue. Essi si dividono in &lt;i&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;astrociti&lt;/span&gt; protoplasmatici&lt;/i&gt;, presenti nella sostanza grigia e caratterizzati dalla presenza di espansioni corte, e &lt;i&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;astrociti&lt;/span&gt; fibrosi&lt;/i&gt;, presenti nella sostanza bianca e caratterizzati da prolungamenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;citoplasmatici&lt;/span&gt; lunghi e sottili. Regolano l'ambiente chimico esterno dei neuroni rimuovendo gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ione" title="Ione"&gt;ioni&lt;/a&gt;, in particolare il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potassio" title="Potassio"&gt;potassio&lt;/a&gt;, e riciclano i &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neurotrasmettitore" title="Neurotrasmettitore"&gt;neurotrasmettitori&lt;/a&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trasmissione_sinaptica" title="Trasmissione sinaptica" class="mw-redirect"&gt;trasmissione sinaptica&lt;/a&gt;. La teoria corrente sostiene che gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;astrociti&lt;/span&gt; siano i "blocchi di costruzione" della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barriera_emato-encefalica" title="Barriera emato-encefalica"&gt;barriera emato-encefalica&lt;/a&gt;. Gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;astrociti&lt;/span&gt; dovrebbero essere inoltre in grado di regolare la vasocostrizione e la vasodilatazione producendo sostanze come l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_arachidonico" title="Acido arachidonico"&gt;acido &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;arachidonico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; i cui metaboliti sono vasoattivi. La giunzione (sinapsi) tra gli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;astrociti&lt;/span&gt; permette alla molecola messaggero di diffondersi da un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;astrocita&lt;/span&gt; all'altro.&lt;br /&gt;Per ciò che riguarda gli  oligodendrociti, ne esistono almeno due classi. La prima classe è evidenziabile nella sostanza grigia del sistema nervoso centrale, addossata ai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;pirenofori&lt;/span&gt; (oligodendrociti satelliti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;perineuronali&lt;/span&gt;), con funzioni coadiuvanti metaboliche. La seconda classe si trova nella sostanza bianca del sistema nervoso centrale (oligodendrociti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;interfascicolari&lt;/span&gt;), intercalata tra gli assoni. Gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Oligodendrocita&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Oligodendrocita (pagina inesistente)"&gt;oligodendrociti&lt;/a&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;interfascicolari&lt;/span&gt; hanno il compito di rivestire gli assoni del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_nervoso_centrale" title="Sistema nervoso centrale" class="mw-redirect"&gt;sistema nervoso centrale&lt;/a&gt; con una sostanza lipidica chiamata &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mielina" title="Mielina" class="mw-redirect"&gt;mielina&lt;/a&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guaina_mielinica" title="Guaina mielinica"&gt;guaina mielinica&lt;/a&gt;. La guaina isola l'assone permettendo quindi una migliore propagazione dei segnali elettrici (conduzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;saltatoria&lt;/span&gt;). Gli oligodendrociti possono rivestire più di un assone perché forniti di numerosi prolungamenti.&lt;br /&gt;Esistono anche i &lt;span class="mw-headline"&gt;Precursori degli oligodendrociti&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: normal; float: none;font-size:x-small;" class="editsection" &gt;&lt;/span&gt;Il nome &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Precursore_degli_oligodendrociti&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Precursore degli oligodendrociti (pagina inesistente)"&gt;precursore degli oligodendrociti&lt;/a&gt; è fuorviante poiché essi agiscono da precursori per gli oligodendrociti durante la fase di sviluppo del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_nervoso" title="Sistema nervoso" class="mw-redirect"&gt;sistema nervoso&lt;/a&gt; ma alcuni di essi rimangono anche nel cervello completamente sviluppato. È stato discusso se utilizzare nomi differenti come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;polidendrocita&lt;/span&gt; o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;sinantocita&lt;/span&gt; per queste cellule con funzione a sé. Costituiscono circa il 5-8% di tutte le cellule del sistema nervoso ed hanno proprietà diverse sia dagli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;astrociti&lt;/span&gt; che dagli oligodendrociti. Essi costituiscono il gruppo più numeroso di cellule soggette a mitosi nel cervello dell'adulto. I neuroni creano sinapsi con queste cellule della glia costituendo quindi un'eccezione rispetto alle conoscenze tradizionali. La loro esatta funzione è sconosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Glia nel cervello umano:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;ul  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;rapporto   10/1 glia/neuroni;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;nel verme    1/5   glia/neuroni.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-4354222249305091146?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4354222249305091146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/4354222249305091146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/04/glia-astrociti-oligodendrociti.html' title='Glia, astrociti, oligodendrociti'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3071459528110528053</id><published>2009-04-02T07:54:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.847-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Winnicott'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Oggetto Transizionale (1)</title><content type='html'>&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="testoarticolijustify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Con il termine oggetto transizionale o fenomeno transizionale si designa l’area intermedia di esperienza tra la suzione del pollice e l’instaurarsi di vera relazione d’oggetto. Winnicott definisce l’oggetto transizionale come il primo possesso non-me. Si tratta dell’uso, da parte&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del bambino, di un oggetto che sia riconosciuto come non facente più parte del proprio corpo ma che non venga ancora pienamente riconosciuto come appartenente alla realtà esterna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Secondo Winnicott la comparsa dei fenomeni transizionali avviene tra i quattro mesi e i dodici ed è descrivibile in questi termini: “ È esperienza comune osservare, associato ad una attività autoerotica quale la suzione del pollice, uno dei seguenti comportamenti:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="testoarticolijustify" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; con l’altra mano il bambino prende in bocca un oggetto esterno, per esempio una parte del lenzuolo. Il pezzo di tessuto in qualche modo viene preso e succhiato o non realmente succhiato. Il bambino incomincia dai primi mesi a strappare fili di lana, a tenerli in mano ed usarli per accarezzarsi. Il bambino produce con la bocca mugolii, balbettii, rumori di tipo anale. Sono tutti questi che io chiamo fenomeni transizionali. Infatti in tutto questo può emergere un oggetto o un fenomeno – forse dei fili di lana, l’angolo di una coperta o una parola o un motivo, un manierismo- che assumono un’importanza vitale per il bambino piccolo al momento di addormentarsi e che costituisce una difesa contro l’ansia. (…) Può darsi che il bambino scopra un oggetto o una copertina soffice, questo allora diventa ciò che io chiamo oggetto transizionale. Questo oggetto diventerà sempre più importante. Le modalità che si stabilizzano nella prima infanzia persistono nell’infanzia, l’oggetto morbido continua ad essere indispensabile all’ora di andare a letto, in un momento di solitudine o quando sta per sopraggiungere la depressione.”&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; L’oggetto transizionale non è un oggetto interno, tuttavia per il bambino non è nemmeno un oggetto esterno: è una transizione tra i due. Secondo Winnicott: “L’oggetto transizionale non è mai sotto il controllo onnipotente come l’oggetto interno, né fuori controllo come la madre reale.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3071459528110528053?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3071459528110528053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3071459528110528053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/04/oggetto-transizionale-1.html' title='Oggetto Transizionale (1)'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-3746648887783103278</id><published>2009-04-01T11:31:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.848-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diagnosi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>La diagnosi nosografica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; La diagnosi nosografica ha come riferimento il modello medico della diagnosi delle malattie somatiche, e si basa sull’assunto che i disturbi psicologici, al di là della loro origine organica, psichica o socio ambientale, possano essere descritti come entità distinte l’una dall’altra sulla base di specifici insiemi di segni e sintomi. Quest’assunto, anche se non è accettato in modo unanime e acritico da coloro che si occupano di salute mentale, ha comunque il merito di favorire la ricerca di criteri condivisi che permettono ai clinici di comunicare fra loro i risultati delle loro osservazioni e trattamenti. Per una corretta comunicazione fra clinici è, infatti, necessario che essi s’intendano sul quadro psicologico dei loro pazienti, e per rendere valida e affidabile quest’intesa è indispensabile possedere un sistema condiviso di categorizzazione delle varie situazioni cliniche. &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Attualmente sono in uso due sistemi di classificazione dei disturbi psicologici, l’International Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death, che include la classificazione dei disturbi psichici, giunto alla decima edizione (ICD-10), e il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, giunto alla quarta edizione (DSM-IV). &lt;/div&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-3746648887783103278?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3746648887783103278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/3746648887783103278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/04/la-diagnosi-nosografica.html' title='La diagnosi nosografica'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6676039688511275463</id><published>2009-03-23T09:13:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.850-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Superstringhe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Teoria unificata del campo</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Teoria unificata del campo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;(superstringhe)&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 5pt 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Albert Einstein ha dedicato gli ultimi trent’anni della sua vita alla ricerca della cosiddetta “teoria unificata del campo” ossia di quella teoria che avrebbe potuto unificare le leggi della gravità e dell’elettromagnetismo in modo da consentire una descrizione unitaria dei fenomeni naturali. Quando Einstein intraprese il suo tentativo di unificazione si conoscevano solo tre particelle elementari (l’elettrone, il protone e il fotone) ed erano note due sole interazioni fondamentali (l’elettromagnetismo e la gravitazione). &lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style=""&gt;Attualmente le particelle elementari conosciute sono oltre cento: un numero perfino eccessivo rispetto a quello necessario a spiegare l’ordine cosmico tanto che quando venne individuato il &lt;i&gt;muone&lt;/i&gt;, una particella simile all’elettrone ma 200 volte più pesante di esso, il premio Nobel Isaac Rabi accolse la nuova scoperta chiedendo: “Chi l’ha ordinato questo?” Le forze fondamentali frattanto sono diventate quattro e la loro unificazione è divenuto l’obiettivo centrale della ricerca di fine secolo. I metodi di indagine che si adottano attualmente sono originali e sembra ci sia un progresso in questo campo della ricerca anche se l’unificazione della gravitazione con le altre tre forze non è stata ancora realizzata. I fisici ritengono tuttavia di avere imboccato la strada giusta che porta alla formulazione di quell’unica teoria in grado di spiegare tutto ciò che esiste nell’Universo. Tale teoria si chiama delle &lt;i&gt;superstringhe&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;    &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6676039688511275463?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6676039688511275463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6676039688511275463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/03/teoria-unificata-del-campo.html' title='Teoria unificata del campo'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6854430901446734877</id><published>2009-03-20T12:26:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.851-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immagini Mentali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Immagini mentali.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Immagini mentali.&lt;/strong&gt; Nella ricerca della soluzione di un problema sono importanti anche le immagini mentali, sia nella forma di visualizzazione interna sia in quella esterna. Piaget negli ultimi anni della sua attività ha sviluppato una posizione differente da quella iniziale circa il ruolo delle immagini mentali, in particolare visive, nell'attività intellettuale. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Piaget"&gt;Piaget&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I9034.php"&gt;Inhelder&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; hanno in primo luogo proposto la distinzione tra immagini riproduttive e immagini anticipatorie. Le prime evocano oggetti, situazioni o eventi già conosciuti, mentre le seconde rappresentano forme di concretizzazione di oggetti costruiti solo mentalmente. Gli autori, quindi, affermano che le immagini visive siano i punti d’attacco necessari alla concretizzazione dei pensieri evocati dai simboli verbali e da quelli matematici; questi ultimi sono astratti per loro stessa natura ma il solutore se ne fa un’immagine concreta (punto cruciale nel &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.tesionline.it/ricerca/risultati.asp?keyword=problem+solving&amp;amp;resultcanali=&amp;amp;settoreid=&amp;amp;cAutore=&amp;amp;amp;nAutore=&amp;amp;cRelatore=&amp;amp;nRelatore=&amp;amp;annoD=&amp;amp;annoA=&amp;amp;UnivID=&amp;amp;FacolID=&amp;amp;CorsoID="&gt;problem solving&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;). La chiave di volta della concretizzazione è data proprio dalle immagini visive. Ciò diventa particolarmente evidente in adulti e scienziati, specialmente nei matematici, che di continuo ricorrono ad immagini e schemi visuali per sviluppare il loro pensiero. La psicologia si occupa di questo argomento da molto tempo ed esistono diverse rassegne dei lavori relativi al rapporto tra immagini mentali e problem solving (ad es. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.mat.uniroma2.it/LMM/BCD/SSIS/Neurosc/Linguaggio/Linguaggio.htm"&gt;Kosslyn&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.tesionline.it/consult/bibliografia.jsp?idt=17239"&gt;Richardson&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;). La letteratura, comunque, non è unanime nel confermare costantemente l’efficacia delle immagini mentali nella soluzione di problemi. È difficile elaborare una teoria esplicativa unitaria sul se e sul come le immagini mentali entrino in gioco nei processi cognitivi e nei fenomeni di acquisizione della conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6854430901446734877?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6854430901446734877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6854430901446734877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/03/immagini-mentali.html' title='Immagini mentali.'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S220/4ok.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2001794774305266588.post-6460139767916157973</id><published>2009-03-13T09:44:00.001-07:00</published><updated>2010-06-13T03:14:53.852-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Disturbi Somatoformi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Disturbi Somatoformi non Altrimenti Specificati</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;a href="http://massimozanetti.blogspot.com/2009/03/disturbi-somatoformi-non-altrimenti.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/h3&gt;     &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;  &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Helvetica;"&gt;Questa categoria comprende tutti i disturbi somatoformi che non incontrano i criteri diagnostici per nessuno dei disturbi somatoformi specifici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Helvetica;"&gt;Esempi sono: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 30pt; text-align: justify; text-indent: -9pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Symbol; font-weight: normal;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Helvetica;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Helvetica; font-weight: normal;"&gt;pseudociesi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Helvetica;"&gt;, cioè &lt;u&gt;il falso convincimento di gravidanza associato con segni obiettivi di gravidanza&lt;/u&gt;, che possono comprendere dilatazione addominale, riduzione dei flussi mestruali, amenorrea, sensazione soggettiva di movimenti fetali, nausea, ingorgo e secrezioni mammarie, e doglie alla data prevista per il parto; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 30pt; text-align: justify; text-indent: -9pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Symbol; font-weight: normal;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Helvetica;"&gt;un disturbo che presenti sintomi ipocondriaci non psicotici di durata inferiore ai 6 mesi; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 30pt; text-align: justify; text-indent: -9pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Symbol; font-weight: normal;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Helvetica;"&gt;un disturbo che presenti lamentele fisiche non giustificate (per es., stanchezza o astenia fisica) di durata inferiore ai 6 mesi e non collegate a un altro disturbo mentale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.blogspot.com/" href="http://psicologobologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/" href="http://psicoterapeutabologna.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicologobologna.iobloggo.com/" href="http://psicologobologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/" href="http://psicoterapeutabologna.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.iobloggo.com/" href="http://massimozanetti.iobloggo.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://massimozanetti.blogspot.com/" href="http://massimozanetti.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2001794774305266588-6460139767916157973?l=psicologobologna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6460139767916157973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2001794774305266588/posts/default/6460139767916157973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://psicologobologna.blogspot.com/2009/03/disturbi-somatoformi-non-altrimenti.html' title='Disturbi Somatoformi non Altrimenti Specificati'/><author><name>Massimo Zanetti psicologo Bologna</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_T8H8WHb6hqY/Sp_LpAHnlNI/AAAAAAAAA_E/x_pxyUyxc_M/S2
